La battaglia dei giornali contro i “parassiti” del web, i blog e gli aggregatori, è ogni giorno più arroccata e paradossale. Ci sono giornalisti che infilano nei loro articoli infantili frecciatine ai blog, ottenendo di divenire come quella parte troll e sciocchina della rete che avevano sempre criticato. E poi c’è questa trovata “hai visto mai” di scrivere “riproduzione riservata” in coda a ogni articolo, qualunque provenienza abbia. Col risultato che Repubblica ha il boxino-rubrica che ogni giorno ospita una citazione raccolta in giro – oggi è una battuta di Bertolino – che in fondo ha scritto “riproduzione riservata”.
5 commenti su “Quel che non è mio è mio”
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