I viterbesi avranno forse informazioni più estese: qualche mese fa quando sono andato (e ho mangiato in un posto buonissimo) mi ha colpito lo spazio dedicato a quell’unico voto nullo, che occupa tutta una riga sua e si fa notare anche più dei 32 contrari. Chi lo diede? Si sbagliò? Cosa scrisse? Lo iscrissero sulla lapide solo per far tornare i conti ai lettori dei secoli a venire?
5 commenti su “Nell’eternità a Viterbo”
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LA LAPIDE FRATTALE DELL’UNITÀ?
Eccezionale, è un’altra delle meraviglie della natura: “un voto nullo” sulla lapide che occupa “un” rigo per l’”Unità”!
La validità, che,poi, tira dietro, il peso, il pregio, il merito, quando non ha efficacia è sempre con l’uno che ha a che fare: “non valere un soldo”, “una cicca”, un tubo”, “un’acca”, “un accidente”, “una sega” che, stranamente, equivalgono a “contare quanto il due”…Vai a vedere, è dall’uno che non fa l’Unità che nasce la geometria frattale?
V.S. HA PERSO LA TRABZON: NON SEGNALA QUEL RE DI PICCHE…
Vede, Sofri, che, avendo un aggeggio a movimento retrogrado ed essendo un soggetto eternamente inquieto, tra velocità di percezione e trascinamento di pensiero, insomma ho perso un po’, e di nuovo, la trebisonda
(cfr. Blog all’esordio di De Rita http://www.ilpost.it/lorenzoderita/2011/08/29/trebisonda/ )folgorato dalla frattalità implicita nella lapide dell’uno ho fulminato “il contare quanto il re di picche” che, è innegabile, è quantomeno nel paradigma dell’unità nulla di tanto regno!…
Sarebbe interessante sapere chi è stato il bischero che ha deciso di fare un simile post-it di marmo. Perfettamente inutile, come tutte le lapidi.
Che il voto nullo sia dell’incisore stesso?
chissà, magari qualcuno che vagheggiava una libera Repubblica della Maremma tosco-laziale…