Cosa mi aspetto dal domani

Tra le varie riflessioni in corso sull’Italia del governo Monti c’è la diffusa conversazione su se le cose della politica italiana torneranno uguali appena finirà la legislatura o se, come dice un mio amico, ormai “niente sarà più come prima” e se questo cambiamento, lungi dall’essere radicato, influirà però sul ritorno a una normalità. È una discussione contigua ma indipendente da quella sui destini di Berlusconi, che come tutte le altre analisi personalizzate mi sembra meno interessante.

Mi pare invece che gli ultimi due giorni mostrino esattamente cosa sia tuttora e cosa sia pronta a tornare a essere la politica dei partiti e dei media italiani, saldamente complici nell’incapacità di ripensare se stessi e il futuro. Da due giorni l’informazione e il dibattito politico sembrano essere stati rioccupati da questi temi: che Berlusconi non andasse da Vespa con annessi retroscena nel PdL e che lo stesso PdL chiedesse le dimissioni di un ministro per un’espressione offensiva.

La sensazione revival è commovente se la vivete come se non vi riguardasse, come se osservassimo da altrove, come se tutto questo fosse almeno infine disgiunto dalle scelte dell’esecutivo. Non più la vecchia fuffa pericolosa ma fuffa innocua: come vedere i talkshow politici di questi tempi, di rilievo equivalente a una discussione tra ragazzotti da Maria De Filippi.

Non voglio guastarvi la giornata segnalandovi invece la mia opinione: che è che questo ci aspetta, e che ce la stiamo andando a cercare, se non ci occupiamo tutti di costruire altro adesso che c’è il tempo e un po’ di voglia.

23 commenti su “Cosa mi aspetto dal domani

  1. wiz.loz

    Luca concordo in pieno… è questo che ci aspetta, e non ho idea di come potremo evitarlo :-(

  2. Fulvio

    senza ovviamente dimenticare cosa il ritorno della politica significherà in termini di ‘rischio Italia’ per l’Area Euro…

  3. Francesco

    Ho forti dubbi sui tempi: secondo me non è vero che c’è tempo.
    C’è tempo per una rivoluzione (in senso lato, includo lo stesso governo Monti nelal definizione) o per altre scorciatoie, ma quello che serve sono consapevolezza e istruzione.
    Le elites possono essere avanguardie, indicare una strada, ma alla fine, se i popoli non hanno le capacità necessarie a capire e controllare, sono destinate a diventare oligarchie parassitarie.
    In qualche modo mi sembra Mazzini vs Manzoni: certo, puoi fare l’Italia con una campagna militare o con accordi federali o altro, ma per fare gli italiani ti serve almeno che leggano tutti la stessa soap, che facciano le stesse scuole, usino la stessa moneta (e dopo un secolo e mezzo il percorso è ancora lungo).

  4. davidepessach

    Che piaccia o meno la politica è figlia della cultura (intesa in senso lato), e Berlusconi e il berlusconismo rappresentano l’Italia in maniera molto più precisa e cogente di quanto non faccia Monti, il suo team e il suo stile.
    Speranza? Serve un progetto che abbatta capisaldi ormai ben radicati: il ragionare per stereotipi, la cultura del tifo, l’anti-argomentazione, l’antagonismo a tutti i costi. Ma non solo, serve che questo progetto sia spiegato e portato all’elettorato con l’efficacia di una campagna marketing poderosa.
    La rete è uno strumento portentoso che potrebbe essere decisivo in questo senso.

  5. emmons_avenue

    Purtroppo il politico dei tempi andati non esiste più. Il termine più appropriato per tutti questi signori (falsi) è RUFFIANO. Occorre che qualche ateneo inizi a rilasciare qualche laurea a proposito della ruffianeria. Con l’avvento del berlusconismo è diventata una vera e propria professione. Il guaio è che il virus ha coinvolto tutto il transatlantico e relative periferie.

  6. gaetanom

    Infatti la questione è proprio questa. Qualche giorno fa Giannini su Repubblica faceva notare come l’asticella è stata portata più in alto. Indubbiamente. Ma non vedo segnali che la politica, in generale, si stia misurando con questo “livello”. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, e che segnali dovremmo cogliere di questo eventuale mutamento.

  7. Robdale

    È vero che il berlusconismo è ancora vivo, ma è anche vero che ci sono tanti cittadini che meritano che le cose inizino a funzionare meglio. Si può creare una maggioranza attorno a un progetto serio, onesto e valido già da subito. Il primo politico credibile che si presenta e mi dice che uno dei mali di questo paese è stato l’invasione della politica nei campi più disparati (rai, ospedali, enti vari e così via) e che propone un passo indietro della politica ed un codice etico che la regolamenti, io lo voto. Lo so, Grillo lo sostiene da tempo, ma in un modo così parodistico. Come si fa a prenderlo sul serio? Ci vorrebbe un Grillo che accetti le regole democratiche del confronto. Ci vorrebbero le elezioni subito, magari con un candidato premier outsider che ha vinto le primarie del PD, e senza dare il tempo a Berlusconi di riorganizzarsi. Insomma un colpo di… fortuna, come a volte succede con le elezione dei sindaci.

  8. davidepessach

    E attenzione alle barriere all’ingresso. La politica è da tempo regolata da leggi di mercato: il prodotto si vende se c’è copertura pubblicitaria, budget promozionale, capacità di marketing.
    Quindi il progetto deve essere declinato secondo queste (abominevoli) regole di mercato e disporre di ingenti capitali. Sarebbe troppo facile ricordare la ricetta del successo del PDL, i magheggi degli spin doctor in UK e USA (e i relativi disastri democratici) e gli insuccessi di chi si ostina a non stare al gioco.
    E siccome i capitali tendono a stare in tasca a chi sa farli (i capitali) e questi soggetti non mi sembrano granché interessati alle sorti della nazione…non vedo radiosi orizzonti…

  9. davide

    L’ho notato solo io che l’allegra disperazione generata dai politici mediocri e ridicoli della seconda repubblica oggetto di questo articolo è la stessa generata dalle canzoni revival mediocri e ridicole oggetto dell’articolo precedente ? Provengono forse entrambi dal medesimo angolo di vuoto cosmico? Che Gasparri e Discosamba siano figli dalla stessa fluttuazione quantistica? Che Calderoli sia in entanglement con Umberto Balsamo?

  10. reb

    concordo su tutta la linea col post e sul doverci dare una mossa: cosa puo’ fare concretamente ognuno di noi nel proprio piccolo? perche’ a me viene in mente il rispettare e chiedere che siano rispettate le regole del vivere civile, ma sicuramente non basta: come facciamo a scovare dei pubblici amministratori capaci e a far si che li si possa sostituire agli attuali?

  11. wiz.loz

    È un brutto segno che ci sia gente come davidepessach che dà tutta la colpa al “berlusconismo”, che rappresenterebbe l’Italia in maniera molto precisa e cogente. Bravo, bis. Quindi basta che vinca la sinistra e tutto va a posto.

  12. Svalbard

    @wiz.loz
    Non penso che fosse la vittoria della sinistra il sottotesto del commento di davidepessach. Più probabilmente, lui intendeva dire (e non è il solo, vedi l’ultimo interessante libro di Enrico Brizzi di cui il Post ha pubblicato ampi stralci) che Berlusconi sta all’italiano medio molto più di quanto non stia Monti, e la sua forza, a conti fatti, sta tutta qui.
    A queste condizioni, la speranza di una vittoria definitiva di personalità non dico “di sinistra”, ma anche solo intelligenti e presentabili ma del tutto fuori dalla media, tipo (con tutti i se e i ma del caso) quelle del presente interregno montiano, è e rimane un sogno velleitario.

  13. davidepessach

    @wiz.loz lei non ha ben compreso il mio post; o meglio gli assegna dei significati che vanno oltre a quanto scritto.
    Il berlusconismo è una corrente che ben rappresenta i mali presenti della società italiana, ma questo non vuol dire che l’altra parte politica non sia priva di errori e difetti. Anzi, al contrario.
    E in ultimo…proprio questo antagonismo a tutti i costi che lei, wiz.loz, dimostra è uno dei mali che ci portiamo dietro da tempo. Intendere la politica come un proseguimento del tifo calcistico porta a non analizzare le situazioni e a non argomentare soluzioni. Ma solo a gridare “bravo,bis” e liquidare tutto con formulette riduttive.

  14. wiz.loz

    @davidepessach: o forse lei non ha saputo spiegarsi nel suo post, perché a rileggerlo sì, sembra proprio che sia tutta colpa del berlusconismo (che peraltro rappresenta l’Italia in maniera molto precisa e cogente, quindi siamo comunque fritti perché non se ne esce!). Se lei limita a questo la sua riflessione, è ovvio che la conseguenza sarebbe: vince la sinistra (che da 17 anni rappresenta l’alternanza al berlusconismo) e tutto va a posto. No. E i tristi giochetti politici bipartisan di cui parla Sofri lo dimostrano: il problema non è il berlusconismo, o l’antiberlusconismo, o qualsiasi altra cosa ci sia nella politica italiana. Prenderne coscienza è il primo passo per cambiare la nostra classe dirigente (e sì, anche superare gli antagonismi, e direi che lei lo dimostra più di me visto che è lei e non io ad aver indicato il berlusconismo come sola radice di ogni male).

  15. davidepessach

    Del berlusconismo non parlo io per la prima volta qui. Ma gente ben più preparata e credibile, come citato da un altro utente proprio in queste pagine. E ribadisco che più che il problema in sè, il berlusconismo è un campione molto rappresentativo dei mali italiani CULTURALI.
    Io non ne faccio un discorso politico destra/sinistra come lei si ostina ad appiopparmi, ma ne faccio un problema CULTURALE. Il berlusconismo ha saputo intercettare bene queste tendenze e costruirci sopra il proprio modello politico.
    Se lei rilegge bene (e per bene intendo cercando di capire cosa io intenda dire, e non cosa fa comodo alle sue argomentazioni che io dica) vedrà che indico una strada con due temi centrali: la cultura (intesa non come cultura alta ma come nuovo modello di gestione della cosa pubblica che si distacchi dai modelli aziendalisti, efficientisti, demagoghi e semplicistici della destra berlusconista) e lo strumento (ingenti finanziamenti per creare comunicazione all’elettorato e relativa organizzazione).
    Più chiaro di così…

  16. Francesco

    In effetti dal primo post sembrava chiaro che la tesi fosse che i mali del paese siano la sola radice del berlusconismo, anzi, era pure visibile una certa vena polemica con chi sostiene il contrario.

    C’è proprio scritto: “la politica è figlia della cultura”, non “la cultura è figlia della politica”

  17. wiz.loz

    @davidepessach: nei commenti a questo post lei ha tirato fuori l’argomento berlusconismo. Argomento lecito e valido, intendiamoci, ma solo se parte di un discorso più ampio (di inadeguatezza della classe politica tutta, che qualcuno spera si eleverà come conseguenza dell’impietoso confronto con Monti, ma Sofri ci fa notare che per ora sembra una beata speranza, e che il futuro non è roseo). Altrimenti è esattamente solo “cultura del tifo” e “ragionare per stereotipi”, proprio quello che nello post lei condanna. Vorrei essere ancora più chiaro: dal suo post si vede una persona che scaglia la pietra, ritrae la mano, e condanna coloro che scagliano la pietra.

  18. davidepessach

    No!
    Lei mi vuol far fare un discorso politico che io non volevo fare!
    Il berlusconismo non è solo politica, anzi è soprattutto cultura…e io credo, qui sta la mia convinzione, che quel modo di intendere la vita umana in società sia uno dei grandi responsabili dello sfascio italiano contemporaneo. E questa visione il PDL l’ha incarnata nella politica. La parte opposta è ben lungi dall’aver compiuto un’operazione simile; si è macchiata di incompetenze gravi che definirei, queste si, tecnico-politiche, ma qui si ferma.
    Lei vuole rottamare tutta la classe politica? Prego, si accomodi allora in quel movimento che vuole fare appunto questo, ovvero Grillo.
    Io non ci credo, penso ancora che ci sia una percentuale, magari piccola, di chi sa e vuole fare in maniera corretta il mestiere di politico in Parlamento e in Senato.
    Credo da sempre che chi fa discorsi uber-inclusivi, urlando e ricercando l’attenzione in maniera spasmodica e sbracata (mi riferisco a Grillo) lo faccia perchè, in verità, sta semplicemente la risorsa che ha o quella che sa usare meglio. Ma la strada non è quella.

  19. Robdale

    @wiz.loz
    Sì, essere chiari in poche righe ed in quei cinque minuti in cui si scrive un post non è facile, anzi. davidepessach si è chiarito, va bene così no? Nella sostanza i punti di vista sono abbastanza convergenti, cioé ci affacciamo alla finestra è vediamo il vuoto. Siamo tutti più o meno avviliti e diffidenti riguardo lo scenario poitico futuristico. Ci vuole qualcuno bravo a sparigliare. Ci vuole un’idea. Non c’è qualche editorialista del post che ne ha una? Sofri ti sei fatto la domanda, azzarda una risposta! La mia provocazione l’ho fatta. Andiamo subito alle elezioni, considerando che si è un po’ stabilizzata la situazione economica. Tanto, dopo una breve pausa in cui hanno preso fiato, i conflitti fra i due maggiori partiti alleati sono già ben evidenti. Adesso arriva solo il fronte del vento, fra poco arriveranno anche le onde alte e poi…. andremo di nuovo a sbattere contro gli scogli.

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