La tv nel tablet

Fermiamoci un attimo a meravigliarci, ogni tanto. Molti di noi hanno guardato la televisione per diversi anni alzandosi a schiacciare i tasti dei canali e abbassare il volume col dito, e ora abbiamo tra le mani delle lavagnette sottili più piccole di un foglio A4 su cui guardiamo i programmi della tv dovunque vogliamo, anche alla fermata del tram. Qualcuno dirà che però le lavagnette le abbiamo pagate parecchio, che per vedere i programmi di Sky si paga dell’altro, che quelli disponibili sono solo alcuni, che ogni tanto diventano tutti sgranati a quadratini, soprattutto durante le partite, che sull’applicazione della Rai ci sono sfinenti pubblicità che si ripetono uguali ogni volta che cambi canale, e che la connessione mobile non è così affidabile in tutta Italia. E va bene. Ma io mi meraviglio lo stesso.
In questo momento, dalla fermata del tram, posso guardare la puntata dei Simpson, il Tg1, il torneo di tennis di Montecarlo, un documentario di disastri aerei, e pure Antonella Clerici e certe pastasciutte (e ne posso scrivere per Vanity Fair, dalla fermata del tram). Cose che non ho mai il tempo di guardare.
L’unico problema qual è? È che sulla stessa lavagnetta, alla stessa fermata del tram, posso vedere i film usciti due mesi fa (anche quelli nuovi, se fossi pirata cattivo), giocare a una serie di games spettacolosi, leggere i giornali di tutto il mondo, seguire conversazioni e notizia da tutto il mondo su Twitter e videochiamare su Skype mio fratello.
Sono sempre tempi difficili, per la tv.

8 commenti su “La tv nel tablet

  1. trentasei

    e sempre più non ci accorgiamo di quello che ci sta attorno, nei treni non si non si ha più lo stupore di una piacevole conversazione con uno sconosciuto, ma “tutti chiusi in tante celle fanno a chi parla più forte”. Siamo ovunque -ed è fico, vero, e non facciamo i retrogradi- ma sempre più non siamo nel presente della realtà che ci circonda, isolati dalle cose e-più grave- dalle persone che ci circondano, in una società sempre più spostata sul virtuale, con persone sempre più in difficoltà con le relazioni reali (almeno, questa è la mia percezione dal mio piccolo punto di vista). A meno della perdita della società di persone reali, sempre più sole nei loro mondi virtuali, quindi, direi che è una figata, se sapessimo moderarci e magari accorgerci della vecchietta in piedi alla fermata del tram, mentre seduti e assorti nel nostro mondo stiamo facendo la nostra piccola battaglia per un mondo migliore con grandi discussioni filosofiche e la solidarietà su twitter.

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  3. Broono

    Vuole essere la descrizione dell’ennesimo passaggio di un’evoluzione considerata positiva, lo so, lo immagino.
    Il fatto è che si entra nella prima riga del post pensando al solito spottone pro-mela, quindi un po’ leggeri, e se ne esce con una sensazione d’angoscia che la metà basta.
    Cioè tu quanto descrivi in così poche righe lo consideri un momento della storia umana di cui gioire, per cui meravigliarsi?

  4. Steve Romano

    Cose che non ho mai il tempo di guardare.

    Forse perché non ne vale la pena. Adesso invece, sembra di capire, ti toccherà guardarle.

  5. cacioman

    Tablet: finalmente qualcosa che rilancia l’utilizzo di tram, mezzi pubblici e tapis roulant sotto copertura WiFi/3G.

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