Lunedì Repubblica ha titolato così in prima pagina: “L’Islanda si scopre moralista: messo al bando il porno online”. Tre giorni prima il Corriere della Sera sul suo sito: “Islanda, il governo vieta il porno online”. E diversi altri giornali hanno pubblicato titoli simili, che alludevano chiaramente a un divieto vigente. Ma in realtà quello di cui si parla è ancora solo un progetto di legge discusso in Islanda.
Negli ultimi giorni, dopo che avevamo letto nelle scorse settimane diversi articoli sulla fine dei comizi e della campagna elettorale nelle piazze in favore di web e tv, tutti i giornali hanno pubblicato analisi e riflessioni sul “ritorno del comizio”.
Lunedì il Corriere della Sera e poi altri quotidiani hanno riferito – mostrandolo – di un documento “segreto” del 2008 in cui due importanti responsabili di PD e PdL in Toscana prendevano degli accordi per spartirsi poteri e ruoli intorno alla città di Siena e alla sua banca. Il documento è stato dichiarato falso dagli interessati e finora non confermato da nessuna prova ulteriore, e i giornali hanno smesso di scriverne da allora.
Nei giorni scorsi sono emerse come inesistenti le lauree che il leader del movimento Fare il Futuro Oscar Giannino aveva spacciato nel corso degli anni, e che erano state registrate da molti articoli di giornale che avevano parlato di lui senza verificare mai che quelle lauree fossero state conseguite (un dibattito era invece in corso da tre anni tra i curatori di Wikipedia della sua pagina, gli unici poco convinti dell’esistenza delle lauree).