Tra due mesi spariranno, come lacrime nella pioggia, nove anni di amministrazione Albertini della città di Milano. Nove anni inutili e buttati via, di cui non resterà traccia nella memoria: e già ora si fa fatica a ricordarsene. Vi si volge qui un pensiero e un sollievo, seppur minato da una certa mancanza di entusiasmo per il futuro.
Come metafora somma della cura e della dedizione che il sindaco Albertini ha dedicato al suo mandato basta guardare il documento del Parlamento Europeo da lui compilato per attestare i suoi interessi economici (Albertini ha i seguenti ruoli, da Wikipedia: “Attualmente è deputato del Parlamento europeo. Dal 1974 è alla guida della azienda paterna. Ha ricoperto numerose cariche in Confindustria ed in Assolombarda, ed è stato presidente della Piccola Industria, Federmeccanica.
È iscritto al gruppo del Partito Popolare Europeo.
È membro della Commissione per i trasporti e il turismo; della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia; è vicepresidente della Delegazione per le relazioni con l’Assemblea parlamentare della NATO; membro della Delegazione per le relazioni con gli Stati Uniti”)
Parlamento europeo