CasaBianca (una rubrica per l’Unità)

“Once upon a time you dressed so fine”. Intorno a Obama monta ogni giorno di più l’ansia da eccessivo ottimismo, e il timore dell’effetto “Like a rolling stone”, la canzone di Dylan il cui protagonista è caduto precipitevolissimevolmente dopo essere troppo in alto salito. Ogni giorno un nuovo sondaggio dà McCain più indietro, e il distacco sta prendendo proporzioni così inattese che fioccano i sospetti sui sondaggi stessi. E il maggior sospettato è il razzismo: ora-non-lo-dicono-ma-alla-fine-un-nero-non-lo-votano. Ma nessuno riesce a definire la tara percentuale da fare ai sondaggi per questa ragione.
A sentire Rush Limbaugh potrebbe essere cospicua. Il vecchio reazionario che imperversa e va fortissimo col suo programma radiofonico ieri ha sostenuto in onda che i neri educhino i loro figli “all’odio per questo paese, odio, odio, odio”, e “Barack Obama c’è dentro fino al collo”. Limbaugh ce l’aveva in particolare con una cosa che si chiama ACORN, nell’occhio di un ciclone da due giorni. È un’organizzazione non governativa per la tutela dei diritti sociali che è molto contestata da destra per le sovvenzioni che riceve e per il suo appoggio ai candidati Democratici. In questa campagna elettorale si è impegnata in sostegno di Obama per far iscrivere al voto i suoi potenziali elettori. Ma è venuto fuori che gran parte dei registrati erano morti, in prigione, o inesistenti (c’è persino un “Mickey Mouse”). E Obama ha fatto fatica a prendere le distanze, mentre i suoi avversari gridavano ai “brogli elettorali” (si tratta piuttosto di una truffa a scopo di lucro).
Nel frattempo, in California il 4 novembre si voterà anche per abolire il diritto a sposarsi per le coppie dello stesso sesso. Ieri Ellen DeGeneres ha messo online sul sito del suo show uno spot in cui chiede di difendere “il giorno più felice della mia vita” da “persone che cercano di spaventarvi e di ingannarvi”.