E uscito “Nati con la rete” (BUR Rizzoli) che ha come prefazione la cosa che ho scritto sui tardivi digitali. Ne approfitto per chiarire a quei pochi che l’hanno equivocato – ma qualcuno c’è stato, lettore frettoloso – che la definizione non si riferiva a una classe anagrafica ma a un tipo di utenti di più recente familiarità con la rete