Per la libertà di informazione, a Ferrara

Io non vado alla manifestazione per la libertà di stampa, sabato. Un po’ perché non credo più tanto alle manifestazioni, se non come belle occasioni per stare assieme e costruire qualcosa, ma questo non mi pare il caso (non per colpa dei manifestanti, ovviamente, ma del tema). E avrei difficoltà ad annullare un impegno alla Festa di Internazionale, soprattutto perché penso che la Festa di Internazionale con i suoi esempi di buon giornalismo sia la migliore manifestazione per la libertà di stampa che si possa fare. Poi non condivido la tesi sulla mancanza di libertà di “stampa”, ma sono dettagli. Come è secondario che io veda in questo innalzamento del livello dello scontro ragioni non tutte limpide, e interessi strumentali e persino commerciali. La vera ragione per cui non vado, pur sperando che la manifestazione abbia fortuna e successo e che i suoi molti benintenzionati partecipanti ne siano contenti, è che non credo che le cose in Italia miglioreranno continuando a dividersi, contarsi e decidere che vince chi dà il pugno più forte. Non c’è dubbio su chi abbia le responsabilità maggiori della catastrofe in cui è finita l’Italia, ma alla creazione del “regime mentale” che oggi regola le cose italiane partecipano persone ed enti che sostengono di volerlo smontare, e che potrebbero farlo. L’Italia – e il suo sistema di informazione – si cambia cambiando le idee, i pensieri, le opinioni, le convinzioni. Si cambia insegnando le cose giuste e mostrando modelli alternativi migliori e convincenti, non modelli alternativi “meno peggio” che non convincono se non i già convinti. Io non vado a una manifestazione per la libertà di informazione che ha alla sua testa gente che dell’informazione onesta, libera e corretta fa macello ogni giorno e ogni settimana, consolidando nelle teste già stordite di più di metà degli italiani la convinzione che la sinistra sia una massa di cialtroni disonesti.
Si fanno le cose bene, si fanno i giornali bene, si fa politica bene, si dimostra di essere i buoni ogni giorno: e allora si fanno anche le manifestazioni. Altrimenti sono solo surrogati. Meglio che niente, ma col meglio che niente guardate dove siamo arrivati.

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