Preferisco i rossi

A me non piace il vino. È andata così, sarei una specie di astemio, salvo che poi lo bevo per non guastare le feste e non mi fa effetti particolarmente seccanti. Solo che non mi piace e di conseguenza non ne ho mai capito quasi niente: quel che so è tutta teoria, come Salgari con Mompracem.
E quindi quando andiamo in un ristorante con qualche pretesa e l’oste o sommelier del caso comincia in modo solenne a espormi le alternative e i tratti dei vari vini della cantina, mia moglie oscilla tra l’imbarazzato e il materno e trattiene su mia precisa richiesta un “lo perdoni, mio marito non distingue un beaujolais da un camembert” (in effetti è un errore che feci all’esame di francese in terza media).
La stessa disdicevole configurazione stava verificandosi ieri sera, quando il signore con le bottiglie in mano ha visto improvvisamente il mio sguardo assente da triglia trasfigurarsi in un lampo complice e padrone, e mia moglie allentare la tensione in un sorriso, proprio come quando si scopre che c’è il menù bambini, a queste parole:
“… ed è un vino prodotto da Mick Hucknall dei Simply Red”.

11 commenti su “Preferisco i rossi

  1. mrm

    come se al negozio di dischi il commesso ti consigliasse un cd di Jazz chiosando “è stato prodotto da Alois Lageder”…!

  2. Hytok

    Premessa: prova il primitivo di Manduria dolce 18°, poi ci dirai.

    Postilla: una bella birra media rossa, no?

  3. yespa

    simpaticissimo il racconto.
    e stessa identica sottomissione impotente ai gusti enologici della consorte…

  4. S.ara

    Lo sguardo assente da triglia è la cosa più democratica che esista: possiamo averlo tutti, e in effetti lo abbiamo, quando occorre…
    S.ara

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