Oppure, Gillian Welch. Sapete la storia della colonna sonora country-cajun di “Fratello dove sei?”, che senza nessuna promozione vendette uno sproposito in America, unico disco di qualità nei primi dieci venduti l’anno scorso? Quelle storie che fanno sperare in un pomeriggio migliore. Beh, dentro c’era anche lei. Faccio un esempio: io avevo sentito una sua canzone che si chiama “Time the revelator”. È una canzone bellissima: la potrei ascoltare a ripetizione per ore e ore e rintontirmi di qualsiasi panorama abbia davanti. Anche un muro di mattoni. Se potete, procuratevela (senza fare peccato mortale di download illecito da internet, che poi diventate ciechi). Adesso lei ha fatto un disco nuovo, molto bello. Gli anni volano, diceva quello, sono certi pomeriggi che non passano mai.
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