Giornali che non lo sono

Qualche giorno fa Michele Boroni ha raccontato sul suo blog quel che era spiegato in un articolo di ItaliaOggi sull’invenzione letterale di alcune notizie pubblicate dai giornali. Storia deplorevole, ma affascinante e rivelatrice, per chi si occupa da tempo della divulgazione sulla bassa qualità dell’informazione italiana. Pubblico la sintesi di Boroni.

Ecco una storia di ordinario squallore del giornalismo e dell’editoria italiana. Ogni tanto anche voi vi sarete accorti della presenza di alcune notizie che mettono insieme la celebrità di turno, un pizzico di gossip, la “curioisità” e il product placement, neanche troppo velato.
Qualche esempio? Carla Bruni che sceglie borse Modus di Piquadro a scapito dei marchi francesi Hermès e Dior, facendo così infuriare il presidente Nicolas Sarkozy, Barack Obama che si allena a bowling con la Nintendo Wii, Kate Middleton (la fidanzata inglese del principe William) che alle Bentley preferisce una Fiat 500 Abarth.
Ecco, notizie di questo tipo che vengono spesso lanciate dalle agenzie, poi riprese nei colonnini dei siti dei quotidiani, pane per le chiacchiere dei network radiofonici e che spesso diventano anche argomento principale per servizi dei tg, sono tutte create ad arte da Klaus Davi per i clienti della sua agenzia. Lo rivela questa mattina un articolo di Italia Oggi commentando la notizia che ha fatto il giro dei media secondo cui la Canalis sarebbe incavolata con Clooney perchè passa le notti a giocare a poker online con Ben (Affleck) e Matt (Damon) e che, essendo in tre, coinvolgono con il campione di Everest Poker (cliente di Davi) Christiano Blanco.
La cosa triste è che per dare autorevolezza e area esterofila alla notizia (vera o falsa che sia, di certo le celebrità in questione non si abbassano a smentirla) si cita sempre la fonte del Metropolitan Post, passandolo per un’autorevole testata, ma altro non è che un sito patacca il cui dominio è registrato da Comunicazione Democratica, un’organizzazione il cui admin è Sergio Klaus Mariotti, cioè il vero nome di Klaus Davi. Ancora più triste che i caporedattori di costume di tg e giornali ci caschino ogni volta come dei bischeri.

Come al solito, come per Tommaso Debenedetti, la rivelazione di storie di questo genere generano poi scandalo e indignazione nelle stesse redazioni che hanno creato il sistema che nutre questo modo di intendere il giornalismo. Ma i responsabili sono loro.

update: l’altroieri il Giornale per esempio rilanciava ancora la storia di Clooney e del poker, benché ormai palesemente priva di senso

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