Crash!

Sentito un rumore, stamattina? Tipo qualcosa che cade e si sfascia? Michele Salvati, ritenuto l’inventore onorario del Partito Democratico, oggi sul Riformista dichiara di fatto morto e fallito il Partito Democratico

Il Pd non rappresenta affatto un’alternativa alla nuova destra di Silvio Berlusconi e della Lega.

È stata una sconfitta pazzesca. In termini assoluti, rispetto alle politiche del 2008, il Pd ha perso il 43% dei suoi consensi. Ma la cosa più grave è che questo partito, nonostante la crisi economica, ha lasciato per strada più voti rispetto al principale partito di governo. Guardiamo la Francia. Anche lì non è che la sinistra goda di ottima salute, anzi. Eppure l’elettorato ha punito, forse anche troppo, l’operato di Sarkozy. Da noi, invece, è successo il contrario.

Il Pd è rimasto la somma di due pezzi di Prima repubblica. Un po’ di ex comunisti convertiti alla socialdemocrazia e un pezzo della sinistra democristiana. Culture vecchie, insomma, che non possono intercettare i bisogni di una società che è profondamente cambiata.

Ho l’impressione che i giovani del Pd siano «vecchi», che non abbiano alcuna autorevolezza né il coraggio di fare analisi innovative. Questa situazione assomiglia molto all’epoca in cui la Thatcher andò al governo in Gran Bretagna e il Labour non fu capace di risalire la china per quasi vent’anni. Siamo alla constatazione che il Blair che può salvare al Pd stia ancora alle scuole medie

Se il Pd non supera questa fase fallimentare, se non riesce in tempi utili a creare una cultura politica «nuova», allora non ci sarà spazio per nient’al- tro. Che futuro può avere una forza politica che è ostaggio delle lotte instestine nella «cupola» che sta al vertice?


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7 commenti su “Crash!

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  2. Snotgreen

    Alle politiche del 2008 non sono andato a votare: non perché mi fossi già arreso all’idea che il centrodestra vincesse, ma per la solida convinzione che se il centrosinistra avesse vinto non sarebbe stato comunque in grado di governare.
    Non mi ha fatto un gran piacere vedere un nuovo governo Berlusconi, ma ho pensato che un quadriennio all’opposizione sarebbe potuto essere un periodo per ricostruire una proposta alternativa.
    Ricordo che pochi mesi prima, durante il governo Prodi, Di Pietro, commentando i già maldestri tentativi di costituzione del PD, disse che una forza politica, quando è al governo, deve pensare a governare, quando è all’opposizione invece deve pensare a riorganizzarsi e rigenerarsi.
    Non che Di Pietro abbia spesso delle uscite illuminanti, ma questa volta (anche con un pizzico di opportunismo, visto che allora si pensava di farlo fuori) ha detto una inoppugnabile verità.
    Il bello è che il PD sta facendo esattamente il contrario: fermenti e subbugli durante il periodo di governo e ora una serie di segreterie che non fanno che riconfermare una situazione tetragona.
    Non sono andato a votare nemmeno a queste amministrative: annullare la scheda non serve a nulla e votare bianco rimpingua il premio di maggioranza. Ho anche pensato di votare la parte avversa sperando che un’ulteriore batosta elettorale servisse a qualcosa ma ho pensato, come diceva mia nonna che “a lavar le orecchie agli asini si sprecan ranno e sapone” e poi sono certo che al momento topico la matita si sarebbe rifiutata di fare la croce proprio lì.

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  5. maury

    Mi sono nuovamente appassionato alla politica proprio perche’ e’ stato fondato il PD e sono andato a votare alle primarie sempre per canditati che rappresentavano una discontinuita’ con il passato: Veltroni e Marino.
    Non condivido il pensiero di Salvati. Non penso che i cosidetti gggiovani (con 3 g) siano gia’ vecchi e Sofri, Civati, Serracchiani, Renzi sono li’ a dimostrarcelo.

  6. piti

    Appassionarsi alla politica a causa della creazione del PD è come diventare erotomani dopo un cartone di Cip e Ciop.

  7. umanesimo

    Il PD attualmente è una riedizione dei vecchi Ds spostati (ancora) un po’ più a destra. D’Alema il partito lo comanda oggi, così come lo comandava ai tempi di Fassino.
    Salvati ha quindi ragione sul PD odierno, ma se la sua creatura non ha funzionato, forse l’aveva pensata un po’ “difettosa”. Con la storia che le vecchie appartenenze erano morte e sepolte e che bisognava andare oltre, era nato un partito totalmente vuoto sul piano identitario. La parola d’ordine era il nuovismo non importava come o perché: tutto doveva essere nuovo. Nacque così al Lingotto un partito fatto di slogan nuovi nella forma, vuoti(ssimi) nella sostanza. Io personalmente non ho mai capito (e non la capisco neppure oggi) quale è la linea del PD, quale il suo orizzonte politico insomma, a parte la gestione dei detriti di potere rimastigli.

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