Il tridente

Bisognava vedere Serracchiani, Renzi e Civati stasera da Santoro per capire cosa si intende quando si parla di una nuova generazione di politici di sinistra solida, efficace, preparata e con una percezione del mondo moderna e competente. Bastava guardarli, per chiedersi quale pavido capriccio abbia mantenuto fino a oggi una qualche fiducia verso una leadership politica straordinariamente valida rispetto a quella della maggioranza ma palesemente responsabile di vent’anni di sconfitte e fallimenti. Bastava avere un po’ di lucidità e sincerità per rendersi conto che la prima cosa che impedisce alla sinistra italiana di fare un salto di qualità è davvero – davvero – che chi la guida pigramente da decenni si rifiuta di offrire spazio alle persone in grado di rimpiazzarlo.

update: AnnoZero di ieri sera – senza primedonne della politica e con facce nuove a sinistra – ha fatto il 23,89%, uno dei più alti risultati di sempre e il più alto degli ultimi mesi,

Altre cose:

37 commenti su “Il tridente

  1. Marco Berti

    Li ho visti anch’io, e l’impressione è stata la stessa.
    Sono fiducioso del fatto che, anche a piccoli passi, la classe dirigente della sinistra italiana si possa rendere conto della enorme vaccata che ha fatto non mettendo in prima linea la nuova generazione.
    Sperèm….

  2. Marco Berti

    Dimenticavo: la qualità del “tridente”, non solo l’età, strideva enormemente con le considerazioni banali e inutili del ministro Carfagna che, anagraficamente, naviga dalle stesse parti. E anche questo vorrà dire qualcosa.

  3. marica paladino

    Renzi è veramente competente e allo stesso tempo capace di stare sulla scena. Quanto al ministro, dopo Mavalà Ghedini, adesso abbiamo Nonècosì Carfagna.

  4. pifo

    E’ stato effettivamente un fantastico 1-2-3 quello sceso in campo ieri sera da Santoro. Renzi e’ stato “galvanizzante” ed e’ emerso con grande personalita’, meno brillante rispetto alle sue capacita’ e’ risultato forse Civati e un po’ “acidula” la Serracchiani ma si sa che la TV appiattisce e perde la terza dimensione. L’effetto piu’ significativo pero’ e’ stato quello corale ovvero quello di aver sgombrato totalmente la scena della opposizione e di averla rioccupata con la freschezza di volti nuovi e credibili ma al tempo stesso gia’ dotati di sufficiente autorevolezza.
    Davanti al tridente la “bella principessina” sembrava la vecchina di “Hänsel und Gretel”.
    Speriamo non si sia trattato solo di un “esperimento”.

  5. mico

    Va notato anche che B. è riuscito a trasformare i ragionieri in attivisti e i vecchietti alla fermata del tram in agit-prop, tutti a esprimersi con toni protosindacali come un popolo che si risveglia dal giogo dei comunisti di cartone.
    Bisogna rinnovare la lealdership, che opportunità ne ha avute a suo tempo e ora basta, ma anche levare dal cantuccio chi sta a sinistra, far tornare la voglia di far sentire la propria opinione, magari su un argomento diverso dalla pettinatura del premier.
    Questo è riuscito a Serracchiani, col suo scoppio di popolarità che va incassato al più presto.

  6. stbarazza

    Ieri sera si passava dalla desolazione totale del collegamento da Adro, alla speranza incarnata dal tridente; bravissimi tutti e tre, l’osservazione della Serracchiani su come il PDL abbia appaltato la questione immigrazione alla Lega è stata perfetta.

  7. Carlo M

    per i miei gusti renzi chiacchiera troppo. e mia nonna mi ha sempre detto di diffidare dei chiacchieroni. meglio civati, ma lo vorrei un po’ più energico.

    comunque le chiacchiere (appunto) stanno a zero. perché sto tridente renzi civati e serracchiani non scatena una battaglia interna per conquistare la leadership del partito? se il tridente non segna, non è mica colpa della difesa.

    il problema non è che chi guida il partito si rifiuta di offrire spazio alle persone in grado di rimpiazzarlo, il problema è che le persone che potrebbero rimpiazzarlo non hanno abbastanza palle per prenderselo, questo spazio.

  8. marco.bomben

    Civati mi ha stupito. Ma forse solo perché lo seguo poco. Mi sono ritrovato moltissimo quando ha parlato di politica della paura.

  9. ilmetapapero

    Non ho visto Annozero, sono anni che non lo vedo, ma son sicuro di una cosa: le leadership si conquistano sul campo, non per gentile concessione dell’attuale leader.

    Ergo i 3, se vorranno farsi leader, dovranno sgomitare, anche perché davanti mica hanno persone particolarmente lungimiranti o cosi’ sagge da dividere i destini del paese o del partito dai loro personali.

    Peraltro, se non riesci a scalzare Bersani, come pensi di scalzare Berlusconi?

  10. Marzio

    Su Renzi e Civati sono d’accordo.

    Il futuro di nuovo PD non può che passare da loro (e qualche altro).
    Su Debora Serracchiani sono molto più scettico. Si presenta bene e sa argomentare con convinzione. Ma in Friuli Venezia Giulia non sta facendo nulla di innovativo.
    E quando si è trattato di fare una grande scelta strategica, si è accodata a Franceschini in compagnia con Rutelli.

    Renzi e Civati mi sembrano invece persone che oltre a “presentarsi bene” utilizzandoo linguaggi nuovi e comprensibili, sanno pure “fare” e “scegliere”.

    Ciao

    Marzio

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  13. riccardo r

    Quando ho visto i tre ieri sera insieme in tv ho pensato che forse dovevo rivalutare la gestione strategica di Bersani: tenere in difesa fino ad un momento di vera crisi del PDL e poi rilanciare in contropiede con le armi, le più efficaci possibili. Altrimenti non si spiega perché li tenessero in panchina fin’ora.
    Concordo con 6, la Carfagna sembrava “la vecchia” in confronto a tutti e 3.

    Per quanto riguarda Renzi, vivo vicino a Firenze, e l’ho ascoltato più volte: è vero che chiacchera tanto, ma mi pare lo sappia fare, che sia efficace.

  14. Roberto Spina

    Sul tridente mi strappi il primo commento in assoluto. Non posso non essere d’accordo con te. Il dato è evidente, quei tre non sono il futuro del PD e dell’Italia, quelli sono il presente…

  15. Carlo M

    però bisogna ringraziare anche l’allenatore che li ha messi in campo, che per il momento è ancora bersani.

  16. Alessandro

    Per carità, massimo supporto a Pigi, soprattutto se suprerà le sue reticenze verso la possibilità di elezioni anticipate.
    Ma c’è da dire che la Serracchiani è uscita allo scoperto con il suo discorso in dissenso con la dirigenza, Civati cresce grazie al suo lavoro come consigliere e col blog (spesso in dissenso con la dirigenza), e Renzi è diventato sindaco perché s’è ostinato a candidarsi, in dissenso con la dirigenza.

    Bersani è arrivato ad allenare il PD dopo un paio di esoneri. Speriamo faccia come Ranieri nel derby e metta in panchina le “bandiere bollite” per far spazio a chi è più in forma. I discorsi sulle primarie paiono però supportare più le posizioni del Leader Massimo che quelle dei nostri baldi “giovani”. Sperèm.

  17. Broono

    Sì, tutto vero, però.
    Occhio a non commettere l’errore opposto e cioè utilizzare come metro di misura della qualità politica di qualcuno, il suo essere più o meno mediaticamente efficace.
    Trovare scritto, nel post, “Bastava guardarli” e non “bastava ascoltarli”, è una sottigliezza tutt’altro che marginale.
    E’ anzi quell’approccio alla politica ormai definitivamente modificato dall’imperatore, così tanto che ha modificato l’approccio generale, non quello dei soli suoi supporters.
    Lo scivolone è dietro l’angolo, insomma.
    Impegno nel non cascarci dentro.
    Io per esempio non sono di Firenze e non conosco l’opera di Renzi nello specifico.
    Qualcuno che ne sa, può per esempio dare due info riguardo a quanto la (legittima) matrice fortemente cattolica del sindaco è da lui messa da parte quando si tratta di governare una città “di tutti”?
    Perché che lui appaia come uno dei volti freschi e giovani e innovativi del’opposizione è una cosa indubbia.
    Ma che questa cosa sia anche agevolata dal fatto che misteriosamente nessuno accompagna più la sua descrizione con quel dettaglio tutt’altro che marginale del suo essere il meno di sinistra di tutti e con una matrice cattolica, diciamo così…bella imponente…, è una cosa che quando (se) dovesse arrivare al vertice potrebbe essere un punto non da poco.
    Se qualcuno di Firenze potesse rassicurarmi rispetto al fatto che nella sua pratica politica non entra il suo essere decisamente cattolico semplicemente perché lui per primo ce lo tiene fuori, ne sarei felice.

  18. dexter

    sarà che non sono di sinistra (ecco cosa ci divide…), ma il battibecco carfagna serracchiani a me è parso davvero da sbadigli e sono propenso a dividere i meriti. rimanendo però in tema serracchiani, l’incipit del primo intervento della signorina mi è parso davvero da principiante. e chissà, povera stella, quanto ci aveva pensato. l’ironia – o il doppio senso, visto che non ha sorriso nessuno, temo – sulla vittoria in tre anni di mr.b contro il ‘cancro’ fini e l’aggettivo ‘imbarazzante’ riferito alla polemica tra i due. ma come, proprio lei, salita agli onori della cronaca grazie a un video in cui in sostanza rivolgendosi al PD diceva ‘partito, cazzo fai?’. vedo e soprattutto sento ancora nella serracchiani quelle incrostazioni teoriche da vecchia scuola di partito che ti fanno (ok, mi fanno) pensare a una persona preparata da altri a fare qualcosa che non serve a governare un paese, ma a criticarlo. a puntare il dito, a dichiararsi diversi, più in gamba, più attenti, più sensibili, più sfumati, più…

  19. Broono

    Ok, leggo e segno.
    Però rilancio con questa:
    http://www.avisoaperto.it/?p=1198
    Salta tutto (se non ti va di leggerti l’intero) e parti da qui:
    “A sinistra sono un po’ preoccupati che lei sia troppo centrista”
    e segui l’elenco di risposte.

  20. Fabio B.

    @Broono: grazie per la segnalazione. Capisco da dove vengono le tue preoccupazioni.

  21. sandro rini

    non sono assolutmente d’accordo ,che la serracchiani sia inferiore,anzi è quella che scalda di più la base popolare del pd.

  22. Kaos

    Diciamo che la Serrachiani è quella del trittico che ha fatto meno luccichio. Per quanto invece la trovi assolutamente splendida in altre occasioni. Stanchezza?

  23. Cheyco

    Magari sarò troppo esigente perché, in fondo, il trio non è male.
    Ma, nonostante la mia giovane età, ricordo che tempo fa durante un qualche discorso un politico serio avrebbe citato Dante, o Platone. Renzi ha citato Cip e Ciop e Beatiful con Ridge e Brooke.
    Oh signore!!!

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  25. francesco57

    serracchiani,civati,renzi,amalgama di anime diverse del pd
    riuscita alla perfezione,per la prima volta esponenti del pd hanno usato in tv lo stesso linguaggio ,chiaro,diretto ,per niente incomprensibile.questo è il pd.
    renzi,con la critica all’indirizzo della classe politica del centro sinistra ,sia pur di pochissimo ha vinto il confronto.
    so benissimo che a qualcuno ,il nome di renzi fa venire l’orticaria,ma senza l’anima di renzi, il pd non va da nessuna parte!
    ps ,sono laico, non credente,e grandissimo estimatore della serracchiani….

  26. Broono

    @Fabio B:
    No vabbé, “preoccupazioni” è troppo.
    Diciamo curiosità, giudizi sospesi in attesa di qualcosa di più di qualcosa di mediaticamente efficace in un contesto nel quale l’unica alternativa è l’imperatore.
    Io il PD non lo voterei manco sotto tortura, tanto quanto non voterei l’imperatore; la cosa “PD” personalmente mi riguarda tanto quanto, appunto, mi riguarda l’imperatore in termini di governo del paese in cui abito, ma tolto questo è uno sguardo dall’esterno, il mio.
    Suggerivo solo di non correre subito a fare del PD caratteristiche che del PD non sono, solo perché il portatore di quelle caratteristiche al momento c’ha il simbolo del PD dietro.
    Giusta quindi l’impressione che Renzi genera, meno corretto (diciamo utile) secondo me è estendere quest’impressione al partito che al momento lo porta sulle spalle.
    Renzi è un boyscout rutelliano orgogliosamente cattolico.
    Nulla da dire, eh, intendiamoci, se sta bene a lui figurati a me.
    Ma io aspetterei il giorno in cui qualcuno ricreerà questo famoso “grande centro” (e dai rumori di fondo pare non manchi molto) e il suo relativo eventuale “No grazie” prima di dirlo uomo del PD.
    Sempre che in quell’eventuale Grande Centro non ci finisca prima di tutto proprio quello stesso PD che oggi lo ospita, ovviamente.
    Insomma, non sono preoccupato, non più di quanto possa esserlo uno di sinistra già oggi governato dall’imperatore e che come unica alternativa al momento possibile vede offerta solo quella di un PD che candida gente in base a quanto siano mediaticamente spendibili.
    Voglio dire…Qualcuno prima o poi racconterà alla “gggente” il percorso politico di tale Boccuzzi, il quale al momento oltre a un sicuro spessore umano (ma l’abbiamo in molti) come curriculum politico vanta solo l’essere scampato a un incendio, o l’importante è impegnarsi tutti nel pretendere che venga reso pubblico quello della Carfagna?
    Qualcuno prima o poi spiegherà perché la vedova Calipari, con tutto il rispetto per il dolore, è finita a far politica nel PD, o l’importante è battersi tutti perché a destra candidano le amiche del proprio dentista ed è una cosa indegna?
    Qualcuno prima o poi chiederà al PD di raccontarci come la Borsellino è finita nel PD?
    Io non sono preoccupato per Renzi.
    Solo, quando leggo che viene un sacco bene in tv e che è giovane, mi viene da chiedermi se questo basti e se per verifica mi vado a vedere i parametri di candidatura degli ultimi 5 anni del PD e ci trovo come parametro “chiunque si trovi per legame familiare a meno di due metri da una bara importante” o “chiunque abbia molti amici su FB” mi dico che in effetti per parecchi è stato sufficiente, ma che questo è un po’ poco per gridare alla speranza futura di questo paese.
    Con tutto il rispetto per i morti, s’intende.
    Che però abbiamo tutti, ma mica tutti per questo veniamo fatti presidente dell’azienda per la quale lavoriamo.

  27. corradoag

    molto bene il tridente, ma lo share… non è che essere la trasmissione più a ridosso della direzione pdl di mezzogiorno ha influito in filino di più?

  28. Marzio

    Su Debora Serracchiani (again).

    Avevo visto il suo ingresso nella politica asfittica del PD come una bella e nuova ventata di aria fresca, un po’ come aprire le finestre di casa dopo una lunga chiusura.
    L’ho votata con convinzione, nella speranza che qualco(sina) cambiasse.

    Poi è successo che, alla carica di parlamentare europeo abbia voluto sommare il ruolo di segretario regionale del PD in FVG. Per giunta sostenendo (nientepopodimenoche) Dario Franceschini.
    Ho pensato: “passi Franceschini, magari l’incarico in Europa non è poi così impegnativo e lei servirà da grimaldello nei confronti dell’establishment locale del PD”.

    L’ho votata pure in questa occasione e per fortuna ha vinto a mani basse contro un “competitor ombra” dell’area bersaniana.
    E qui, complice l’aria irrespirabile della politica locale, ho la percezione si sia insabbiata.
    Di sicuro i notabili del PD locale staranno facendo una guerra di posizione totale.
    Rilevo tuttavia, da osservatore esterno, che nulla nella vecchia comunicazione del PD in FVG è cambiato.
    Per radicarsi in un territorio disagiato qual è quello dell’est del nord est, sarebbe probabilmente necessaria maggiore incisività.
    Piccoli esempi, ma significativi.
    1) Pur avendo io fornito, a varie riprese (nelle riunioni pubbliche del PD, ed in occasione delle primarie) il mio indirizzo mail, non ho ricevuto alcun tipo di comunicazione.
    Niente di niente.
    2) Provate a fare un giretto nel sito Web della regione FVG. http://www.pd.fvg.it/pages/. E’ in completo disarmo.
    3) Mi ritengo una persona mediamente informata. Compro tre giornali al giorno (Repubblica, Corriere e Messaggero Veneto) e consulto giornalmente varie risorse WEB ma, se dovessi elencare quali siano le iniziative del PD nel mio territorio, sarei in difficoltà.

    Devo tuttavia dire che le speranze riposte in Debora Serracchiani sono ancora lì. Un po’ ammaccate, ma ci sono ancora.

    Certo in questo nuovo mondo, un prerequisito per un leader polico è che funzioni in TV. Ma questo non è sufficiente. Lei è intelligente, e questo non le può sfuggire.

    Ciao

    Marzio

  29. Bvzpao

    questo 23% è impressionante: 1 su 4 accende la tv e guarda tre politici belli, simpatici, freschi, moderni della sinistra: questo fatto ha dell’incredibile!
    Poi ti accorgi che il giovedì c’è un vuoto pneumatico dei palinsesti, roba che uno piuttosto si incolla al pc e gioca in rete, oppure telefona agli amici (mitiche tariffe flat!)e se proprio è disperato si mette a leggere qualcosa.
    Quindi mi rilasso grazie all’interpretazione dei numeri e mi rendo conto che questo 23 percento ha il valore di un normale 10. Però sarei contento di vedere Renzi più spesso.

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