La storia delle “fosse comuni” di Tripoli

Lo dico con tutte le cautele e il rispetto del caso. E posso sbagliare. Ma a forza di raccogliere curiosità e dubbi online sulla storia delle “fosse comuni” di Tripoli ampiamente esibita dai giornali italiani, io credo sia plausibile questa ipotesi a cui conducono molte ricerche su internet di cui ho letto stamattina.

È stato diffuso questo video di persone che seppelliscono e piangono i loro morti in un cimitero di Tripoli, l’altroieri, dopo le repressioni sanguinose.

I siti internazionali che lo hanno ripreso, assieme alle foto delle stesse scene, hanno parlato di “mass burial”: ovvero “sepolture di massa”. Io non voglio leggere nel pensiero di nessuno, ma sospetto che qualche meccanismo mentale abbia condotto qualcuno in Italia a tradurre invece con “fosse comuni” (“mass graves”): che fa una certa differenza, per la storia che stai raccontando ai tuoi lettori. Una fossa comune, come si sa, è una fossa in cui vengono sepolti assieme molti morti: c’è purtroppo una lunga storia in proposito. Quelle che si vedono nelle foto e nel video non sembrano “fosse comuni”: sembrano un cimitero, e qualcuno lo ha anche identificato su Google maps: è il cimitero di Ashaat.

Grazie a quelli che hanno contribuito a questa ricostruzione, suscettibile di correzioni.

Altre cose:

12 commenti su “La storia delle “fosse comuni” di Tripoli

  1. Urlo

    Il problema è che i giornali parlano di ‘fosse comuni’ linkando al video di cui sopra, dal quale si evince che fosse comuni non sono.

    Sensazionalismo o ignoranza linguistica?

    Oppure anche semplice assenza di capacità logica: le fosse comuni, in quanto tali, sono in genere fatte dai carnefici, nessuno si sognerebbe di gettare il corpo di un proprio caro in una fossa comune.

    Il titolo del video è ‘mass burial’ che si potrebbe tradurre con ‘seppellimenti di massa’, ovvero che avvengono contemporaneamente, il che è diverso da ‘mass grave’, che è una tomba per molti. http://en.wiktionary.org/wiki/mass_grave

  2. ro55ma

    Come spiegavi molto utilmente, nell’articolo sul churnalism, il rapporto fra realtà, notizie, giornalismo/informazione pubblica è, almeno, molto relativo e variabile, specialmente se la notizia serve a sostenere un’opinione e non viceversa.

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  4. lucagrasselli

    Ieri e ierlaltro giravano anche, su Twitter, informazioni secondo cui sarebbero state trovate prigioni sotterranee dove erano stati “sepolti vivi” (buried alive) qualcosa come 1500 prigionieri, dicendo che non avevano visto la luce del giorno per anni. A prescindere dalla fondatezza o meno di quest’affermazione (che è tra quelle che NON ho visto riprese dai media), non vorrei che anche questa notizia (che, così com’è, sembra riferirsi a persone _vive_) avesse contribuito alla confusione.

  5. lucagrasselli

    Tipo questi.

    ShababLibya BREAKING: under ground prisons being discovered in Benghazi, political prisoners being found alive, not seen light of day for years #Libya
    ShababLibya BREAKING: a caller confirms 1500 were found in an underground prison system http://bit.ly/hJTQLl (Arabic) #Libya #Feb17 what is this man??!

  6. albertog

    Torna in mente Timisoara, ma lì il falso fu voluto, mentre qui sembra frutto di ignoranza.

  7. Enrico

    L’avevo pensato anch’io, guardando la foto pubblicata sul Corriere di oggi. Tra l’altro, si vede benissimo che sono fosse individuali, e che all’interno sono le pareti sono costituite da grosse pietre (o grossi mattoni) squadrate… Insomma, un cimitero normale con le fosse,scavate e preparate già da tempo, e non fosse comuni. Il che, naturalmente, non toglie nulla al cuore della vicenda: repressione, morti, ecc ecc, ma dice qualcosa su una sorta di corsa al sensazionalismo e all’isteria che è tipica dei media, italiani e no.

  8. Pingback: Letture sulla #Libya « idiotecabologna

  9. johndoe

    Bene! Mentre eravamo qui pensosi a dirci che no, non è corretto il termine usato, pare che non fosse corretto neanche il contenuto. Pare proprio che al jazeera abbia trasmesso un vecchio filmato che riguardava lavori di ritrutturazione di un cimitero, che stava lì (in spiaggia) da sempre.

    Nessuno, neanche in italia, ha controllato per sciatteria oppure andava bene così, per creare il giusto clima?

  10. pieros

    Il clima purtroppo lo ha creato un orrendo dittatore nazista come Gheddafi. Non mi pare proprio il caso di difenderlo.

  11. johndoe

    @ pieros: premetto che penso di Gheddafi tutto il male possibile, prima lo buttano giù e meglio è.
    Ciò detto, e anche se io lo stessi difendendo, la mia opinione su Gheddafi cambia la realtà delle cose in discussione qui?

    Il fatto che io difenda o meno Gheddafi rende più vera la bufala di al jazeera? E rende più decente il giornalista collettivo italiano?
    Se vuoi parlare di Gheddafi guardati intorno e le occasioni non ti mancano, qui si parla di informazione.

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