Mentre sta per arrivare il nuovo disco di Paul Simon, e lui compie settant’anni, c’è una generazione di rockstar della generazione successiva e che eravamo abituati a considerare “giovani”, che ormai ha rimpiazzato i vecchi dinosauri del rock nel sapersi tenere sulla scena malgrado l’età. Il nuovo disco dei REM non è niente male e Michael Stipe ha appena compiuto 51 anni. Bono degli U2 li compie tra poco. Thom Yorke dei Radiohead è ancora lontano dai 50 ma intanto ne fa 43. Eddie Vedder dei Pearl Jam ne ha appena compiuti 46. Chissà se si possono ipotizzare anche per loro le longevissime carriere di Lou Reed, Rolling Stones, Neil Young e compagnia?
Intanto in questi mesi hanno pubblicato cose nuove tutti (di Bono si aspettano le musiche per il problematico musical di Spiderman), e a maggio uscirà un nuovo disco di Eddie Vedder, il meno “celebrity” del gruppo. Dopo la memorabile colonna sonora di “Into the wild” (e la bellissima “Guaranteed”), questo è il suo secondo disco senza i Pearl Jam e anche in questo caso ha provato a fare altro, malgrado la sua voce inconfondibile: un disco di ukulele. Non vi spaventate, a giudicare dal singolo “Longing to belong” non è niente di così bizzarro e lo strumento è nei suoi precedenti. Se reggemmo a Paul Simon che si buttava sull’Africa, possiamo sopravvivere all’ukulele di Eddie Vedder.
Un commento su “I nuovi vecchi del rock”
Commenti chiusi
eddie rimarrà sempre un 26enne.