Notizie che non lo erano

Sull’accordo per il comando NATO dell’operazione in Libia sono volati annunci e smentite per tutta la settimana: l’ex ministro Castelli ha addirittura sostenuto a Ballarò, martedì, di avere “uno scoop”, ovvero la notizia del consenso della Francia, che però non c’era. E ancora adesso si sta litigando.
Tutti i giornali e le agenzie hanno annunciato lunedì scorso i primi sbarchi di profughi libici in Italia, vicino a Catania: persone in fuga dalla guerra. Ma più tardi si è saputo che erano invece immigrati egiziani.
Sempre lunedì i sti dei quotidiani hanno annunciato che i bombardamenti avevano ucciso un figlio di Gheddafi. La notizia è stata poi smentita e i titoli sono cambiati in “Voci di morte di un figlio di Gheddafi”: e la mattina dopo, sui giornali “Il giallo della morte del figlio di Gheddafi”. Poi non se ne è più saputo niente.
Alcuni giornali (Repubblica, il Fatto), e anche “Che tempo che fa” in tv, hanno raccontato la storia di Futoshi Toba, un tecnico giapponese che sarebbe in fin di vita dopo essersi offerto volontario per lavorare alla centrale nucleare di Fukushima danneggiata dal terremoto.  Su internet ci sono decine di siti italiani che riprendono commossi la storia. Ma non si parla di lui fuori dall’Italia e alcuni blog hanno fatto ricerche verificando che non esiste nessuna conferma della storia e della diffusione di quel nome. È probabilmente falsa.
Quasi tutti i quotidiani hanno titolato sull’arrivo in Italia di una minacciosa “nube radioattiva” proveniente dal Giappone: diverse scuole hanno tenuto i bambini all’interno degli edifici allarmate. Ma gli esperti hanno protestato spiegando che il tasso di radioattività presente nell’aria era inferiore a quello medio abituale e che non c’era nessun pericolo per nessuno, meno che mai una “nube radioattiva”.
Sabato l’ufficio stampa della Presidenza del Consiglio ha diffuso questa “precisazione”: “Il resoconto fornito da alcune agenzie di stampa in merito alla cena di ieri sera del Presidente Berlusconi con il gruppo dei Responsabili è ricco di fantasie e imprecisioni. In particolare, il Presidente non ha cantato alcuna canzone”.