Non mi perdo una delle esibizioni di Elio e le Storie Tese a Parla con me, e quando me le perdo le vado a cercare su YouTube il giorno dopo. Fanno quasi sempre cover, con testi virati in parodie dell’attualità, a volte riuscite e a volte riuscitissime (“Bunga bunga con Lele, bunga bunga con Fede” mi è rimasta in testa per settimane ogni volta che qualcuno citava il dannato bunga bunga). Altre volte, per ricordare saggiamente che non sono solo dei mattacchioni ma anche dei grandi musicisti, stanno sul grande professionismo. Come quando – per restare in tema – rifecero con grande accuratezza la versione di Donald Fagen di “Ruby baby”.
Gli esperimenti di “intrattenimento musicale” dentro i talk show hanno una lunghissima storia e di solito sono del tipo “maestro Bracardi al Costanzo show” o Rita Forte al tappeto Volante. Cose più intelligenti e creative devono sempre fare i conti con la ricettività del pubblico e la fiducia dei direttori di rete. E quelle che funzionano meglio sono quelle in cui bravi musicisti sanno usare in modi originali repertori nobili: mi permetto di citare insieme a Elio anche le invenzioni e jam session di Morgan alle Invasioni Barbariche (ma anche il maestro Leo Sanfelice!). Daniele Bellasio del Sole 24 Ore ha commentato di recente la scomparsa inevitabile della musica in tv, ai tempi di internet. È una buona idea che ritrovi degli spazi in forma più di racconto di sé e del mondo e meno di semplice esecuzione e tanti saluti. Intanto, bunga bunga con Lele.
Un commento su “Mentre in prima serata va altro”
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Da buon Springsteeniano ho spesso apprezzato (su solito Youtube) il ‘mio’ Max Weimberg al “Late Night with Conan O’Brien”. Lunga vita agli E-street brothers.