Mentre la deriva teen-sex di Miley Cyrus (ex candida attrice da Disney Channel riciclata in canterina per eccitazione erotica di adolescenti) sta venendo ormai trattata come un caso a metà tra la psicanalisi e il marketing in stato di ebbrezza, è divertente vedere l’effetto “ullallà” che ottiene il suo nuovo video – dove si mostra piuttosto nuda e lecca un martello – sia presso alcuni giovani spettatori che presso alcuni anziani professionisti dell’ullallà sui media. Una volta capitava che nella musica ci fossero, a distanza di qualche anno, trovate “scabrose” che rimanevano memorabili: i sospiri di “Je t’aime moi non plus” che la fecero censurare in radio, la copertina di “Bycicle race” dei Queen, il video di “Girls on film” dei Duran Duran, i risospiri di Donna Summer in “Love to love you baby”, il testo di “Relax” dei Frankie Gos to Hollywood, il libro “Sex” di Madonna, le foto col calzino dei Red Hot Chili Peppers. Poi a un certo punto il potenziale “ullallà” di ogni successiva provocazione pianificata si è così ridotto che niente è rimasto più in grado di emergere (con l’eccezione del “wardrobe malfunction” di Janet Jackson al Super Bowl del 2004, che aveva dalla sua l’apparente involontarietà dell’esibizione, invece). E così, ora, per ritrovare qualche eccitazione, meraviglia, e capacità di ullallà di fronte a qualcosa di “scabroso” nella musica, bisogna tornare bambini, o esserlo.
Un commento su “Da sospiri a sbadigli”
Commenti chiusi
Anche Blurred lines ha fatto un po’ di casino, recentemente.