Barbara Spinelli, sulle candidature per Tsipras

Caro Luca Sofri,
è giusto ricordare che non ci si candida per finta, e che l’elettore non va ingannato. Ma non è questo lo spirito con cui Moni Ovadia e io abbiamo scelto di presentarci come capilista. Abbiamo solo voluto dar più forza alla Lista, e a candidati che l’elettore conosce poco. Abbiamo voluto dar voce, con la nostra presenza attiva in campagna, ai tanti «invisibili» e alle tante competenze della lista Altra Europa con Tsipras. Non per ultimo, mandiamo un preciso messaggio agli elettori: scegliendo le nostre persone, e sapendo che non abbiamo un passato partitico, avranno la garanzia che voteranno per il carattere veramente unitario del progetto.
Ma soprattutto, c’è un vizio di fondo nel post: peggio, un errore. Mi riferisco al passaggio in cui è scritto che «l’elettore deve vedere eventualmente eletto colui che ha votato, non un altro a cui non ha dato il voto, ma che si prende il suo voto. E l’eventuale eletto non deve essere eletto grazie al fatto che uno specchietto per le allodole lo beneficia di voti che nessuno ha scelto di dargli». In un sistema elettorale con preferenze (è possibile darne 3, nelle elezioni europee), al posto dei 2 capilista che non andranno in Parlamento saranno eletti i candidati più votati con le preferenze. Nessuno «si prenderà i voti» senza averli meritati, se non è stato espressamente scelto dall’elettore.
Ci si domanderà a questo punto perché votare capilista come Moni Ovadia o Barbara Spinelli. Rispondo che vale la pena votarli, perché l’impegno di tutti e due noi continuerà anche dopo l’elezione. Sia Moni che io vigileremo su quel che faranno i candidati della lista per cui ci siamo battuti, nella legislatura che comincerà dopo il 25 maggio.

Un saluto, e grazie per aver sollevato una questione molto seria, su cui riflettiamo da molto tempo con gli amici e compagni della Lista

barbara spinelli

(grazie della risposta. Le devo una spiegazione – che aggiungo a quelle date a Guido Viale – sul perché non ritengo quello citato “un errore”: così come – ricorda giustamente Spinelli – il sistema elettorale è “con preferenze”, lo stesso sitema elettorale è anche “con sbarramento”. Per questo non mi pare un errore dire che il voto dato a Spinelli concorra alla possibilità che la lista stessa possa eleggere dei candidati che non saranno Spinelli)

Altre cose:

13 commenti su “Barbara Spinelli, sulle candidature per Tsipras

  1. uqbal

    Non capisco: se uno esprime preferenze per qualcuno che poi recede, mi pare chiaro che quei voti vanno persi.
    Se Moni Ovadia prende mille preferenze, Casarini, ne prende venti come “secondo arrivato”, e Moni Ovadia rinuncia, in Parlamento ci va quello con venti voti, o no?

  2. reta

    markaris, uno scrittore che amo, ha descritto con lucidità la situazione della greciadi oggi nel libro “la resa dei conti”, ed ha anche ambientato le indagini del commissario charitos ai tempi delle olimpiadi parlando della corruzione imperante e diffusa.
    proprio markaris denuncia le ambiguità di tsipras e mi ha convinto. spinelli molto meno, anzi per niente

  3. Luca Sofri

    Uqbal, l’ho scritto in fondo, mi fai ripetere: se Moni Ovadia prende mille preferenze e Tsipras supera lo sbarramento, Casarini va in parlamento. Se Moni Ovadia non si candida e Tsipras quindi non supera lo sbarramento, Casarini in parlamento non ci va.

  4. derlokmerlo

    quindi tutto sto casino è per non far andare Casarini in parlamento? ce ne avete di tempo da perdere…

  5. wiz.loz

    @derlokmerlo: impegnarsi per NON far andare Casarini in Parlamento è un dovere civico.

  6. pigazzo

    spinelli commenta sofri. Eccellente esempio di peer-review.
    Noto comunque con dispiacere il commento di reta: eccessiva intelligenza e concretezza, in un dibattito orientato al nulla.
    Del resto spinelli padre si sta rivoltando nella tomba, mentre spinelli figlia porta avanti l’europa della solidarietá e la solita idea senza euro niente europa, quando dovrebbe essere il contrario.

  7. gianmario nava

    è di pessimo gusto polemizzare con una figlia citando un padre defunto
    ma proprio brutto brutto

  8. gianmario nava

    ribadisco a barbara spinelli che fare i candidati testimonial non è un male se e solo se gli stessi candidati sono disposti a dare credito alla capacità di comunicazione di (putacaso) renzi come un fatto positivo per gli elettori e i cittadini (che così capiscono cosa il politico dice) in luogo di associarlo alla capacità istrionica di (putacaso) berlusconi che è un fatto negativo per cittadini ed elettori perchè non capiscono ma sono catturati
    la loro è una campagna di marketing e di comunicazione
    perchè mai fatta da loro è buona cosa
    e fatta da altri è (e parlo dei modi non dei contenuti) esecrabile?
    l’incapacità o l’impossibilità di incidere dovrebbe consigliare gli intellettuali candidati testimonial a riflettere sui loro limiti
    politici, culturali e di linguaggio
    invece leggo di denince al “sistema dell’informazione” del quale (meritoriamente) campano
    è curioso e un po’ penoso
    penoso per la ricerca, che mi sembra la lista in questione rappresenti, di un appiglio, un motivo, un salvagente, un’idea
    fuori dai confini patri per non vedere i propri limiti e mettere insieme, direi ammucchiare, chiunque purchè condivida questa operazione di rimozione
    mettiamola così, gentile barbara, si chieda se il punto di vista che le ho proposto non abbia motivi reali e non abbia la sua leggitimità e fondatezza nella valutazione e nella esperienza di molti a sinistra
    e se poi si rispopnde che in ogni caso non sapeva cos’altro fare, amen
    ma credo convenga che nessuna altra europa è possibile se non si gioca al gioco della legittimazione e riconoscimento reciproco
    (gioco al quale casarini non ha mai giocato)

  9. pigazzo

    Caro Gianmario Nava,

    é di gran gusto invece fare campagna elettorale usando il padre:

    Barbara Spinelli: “Torno a Ventotene, lì mio padre scrisse il Manifesto”
    http://youmedia.fanpage.it/video/al/U2FxoeSw8Wwbn4Sf

    Detto da una che ha pure convissuto con uno dei principali artefici della violenza sull’europa unita, cioé riducendo l’ unione di ideali e di democrazia in un puro strumento finanziario.
    Si, purtroppo parlo di un altro morto, tale bamboccione Padoa-Schioppa.
    Spiace molto si dia ancora credito a chi ha visto queste persone e queste dinamiche dall’interno e pare non ne abbia capito niente. Peccato, perché scrive molto bene.

    Cordialitá

  10. gianmario nava

    se la spinelli usa il babbo suo le lascio l’onere e l’onore
    invece, caro pigazzo (peggiorativo di pig?), se tu usi del suo babbo ti bacchetto
    lo stile è sostanza

    quanto all’europa “puso strumento finanziario” hai le traveggole
    noi ci siamo messi nei guai da soli indebitandoci in modo pericoloso per noi stessi e per l’europa tutta
    e i cassaintegrati e i disoccupati poco hanno a che fare col rigore di bilancio pubblico che è necessario “per i nostri figli”
    a meno che tu non pensi che sia opportuno sfondare ulteriormente i bilanci pubblici (gestiti dalla politica, magari siciliana o calabrese…) per mettere su lavori finti e una finta ripresa
    ecco, su questo mi piacerebbe sapere cosa ne pensa la spinelli
    ma li sento parlare sempre di una altra europa
    che non so dove sia, forse sul pianeta benaltro

  11. pigazzo

    Pigazzo é accrescitivo di gazzo.
    Non mettermi in bocca cose che non ho detto.
    L’europa attuale é un puro strumento finanziario E agisce su un paese, l’Italia, che ha un bilancio disastrato e una gestione del territorio (politica, ma anche solo geografica) pietosa.
    L’uno non esclude l’altro, ridurre le posizioni di critica all’€ a ignoranze grilline e simili é un grave errore, che una persona con un minimo di spirito critico non dovrebbe compiere.
    Vedi come sbotta Paolo Savona (che ne saprá piú di me e di te, dato che é stato sia accademico, che economista, che direttore generale di confindustria, che ministro “tecnico” …)
    “Che l’euro sia una moneta mal costruita, ancorché ben gestita nei limiti della sua malformazione istituzionale, è ormai opinione condivisa. Solo i mitomani dell’euro, una patetica minoranza che purtroppo governa le sorti del paese, continuano a negarlo e affidano il loro ingiusto dominio al terrore di ciò che può accadere se l’euro fosse abbandonato […]”
    http://www.italiaoggi.it/news/dettaglio_news.asp?id=201405051456055735&chkAgenzie=ITALIAOGGI&titolo=L%27economista%20Savona:%20ora%20basta%20con%20le%20bugie%20sull%27euro

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