Un ufficio stampa può prendersela comoda, con il nuovo disco di Joni Mitchell. Il ritorno dopo nove anni, il desiderio di dire qualcosa sulla guerra e sullo stato del pianeta (ancora?), i versi ispirati da una battuta del nipotino, la distribuzione affidata alla catena Starbucks, la nuova versione di Big yellow taxi, il superamento della malattia che le aveva tarpato la voce. Tutta roba che i giornali si prendono bell’e fatta, e pubblicano.
Niente di tutto questo è invece rilevante, e i testi di impegno sono persino un po’ banali e deludenti per una come lei. La notizia è invece questa: Shine è un bel vecchio disco di Joni Mitchell, di quelli da avere una poltrona davanti alla finestra e niente da fare mentre si accendono i lampioni.
Vanity Fair