È caduto un aereo. Su un’isola tropicale. I sopravvissuti sono qualche decina. Comiciano ad arrangiarsi alla Robinson Crusoe e intanto vediamo dei flashback dedicati a ciascuno di loro e alla sua storia fino a oggi. Nascono leadership, relazioni e tensioni. Poi vien fuori che l’isola non è deserta. Qualcuno vede un orso polare, altri sentono delle voci, vedono persone scomparse o vengono inseguiti da un aggressivo sciame nero. Fino a che non compaiono “gli altri”: un’altra comunità di abitanti dell’isola, di provenienza ugualmente americana e poco contenta che ci siano ospiti. “Gli altri” cominciano ad attaccarli, e in questo conflitto scopriamo poco a poco che si tratta di partecipanti ed eredi di un laboratorio scientifico sperimentale di cui non si capisce quale fosse esattamente l’obiettivo. Nel frattempo avvengono parecchie cose misteriose e “paranormali”: apparizioni, illuminazioni, flash-forward spiazzanti, buchi nel tempo. I rapporti con gli altri si evolvono e intricano, le comunità si mescolano. Arriva una nave a cercare i sopravvissuti, e scopriamo che il suo mandante ha a che fare con il loro incidente aereo. Sei dei naufraghi riescono a tornare nel mondo, ma i rapporti con l’isola e con chi è rimasto non si sono esauriti. Se non avete mai visto Lost e ancora non ci capite niente, tranquilli: nemmeno noi.
Un commento su “Lost finora (un riassuntino per Vanity Fair)”
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