E lo chiamano approfondimento

Mandare via Enrico Mentana da Matrix e da Canale 5 è stata una pessima idea, e non vi è chi non lo sappia. Altri criteri diversi dalla qualità hanno orientato quella scelta, abbiamo pensato tutti. Ce ne siamo dispiaciuti, e poi abbiamo aspettato col fiato sospeso che la tv del Presidente del Consiglio nominasse al posto di Mentana un conduttore di Matrix più allineato. Ci siamo figurati una campagna elettorale tutta di ministri e direttori amici, un Porta a Porta virato Lucignolo, con qualche occasionale eccezione di cronacaccia nera voyeuristica, tipo Garlasco.
Invece no. Eravamo prevenuti. A Canale 5 hanno chiamato Alessio Vinci. Uno bravo, abbiamo detto. Uno giovane. Uno moderno. Uno internazionale. Uno fuori dalla famiglia, uno che magari manco aveva mai incontrato Apicella nella vita. Bravi, che diamine.
Adesso Vinci è lì da un po’. Ed è bravo per carità. Ad aprile ha fatto due o tre inevitabili puntate sul terremoto, e poi ne ha fatta una su Renato Zero, e una su Signorini, e una sui personaggi dei reality, e una che c’erano Panariello e la Ferilli, e una con parecchi comici, e una con Baldini.
Tutte molto indipendenti e imparziali.
P.S. e una su Garlasco, certo.

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