L’anno scorso diversi giornali in tutto il mondo (in Italia quasi tutti) avevano ripreso una previsione dell’Ufficio Nazionale del Censimento americano che datava al 2042 il sorpasso della popolazione bianca da parte delle attuali minoranze etniche negli Stati Uniti. Nel 2042 i bianchi diventeranno minoranza (mentre da noi si pretende che l’Italia non diventi multietnica).
Ieri però un articolo di Repubblica (“L’America è ancora bianca il sorpasso etnico tarderà di dieci anni: il ribaltone non avverrà prima del 2050”) raccontava di come la recessione abbia modificato i flussi migratori, stando a nuove indagini demografiche, e che quindi la data di quel sorpasso andrebbe spostata in avanti di dieci anni. Sempre ieri, il Wall Street Journal riferiva più in dettaglio gli stessi dati, confermando il rallentamento medio (in alcuni stati degli USA c’è stata invece una crescita degli immigrati) ma mantenendo la previsione del 2042. Altri citavano più vagamente il possibile decennio in più.
Cercando bene, il rinvio dei dieci anni citato da Repubblica sembra provenire da una telefonata fatta dall’Associated Press a un responsabile del Censimento che ha spiegato che a fine anno pubblicheranno dei nuovi dati – anche perché i precedenti non tenevano in sufficiente considerazione le politiche anti immigrazione degli ultimi anni – e che il risultato potrebbe cambiare anche di dieci anni.
Insomma, se ci mettete la recessione imprevista, l’imprevidibilità dei prossimi quattro decenni, le approssimazioni al telefono, e la fretta dei titolisti, la morale della favola è che nessuno ha la minima idea di quando avverrà il sorpasso. Diciamo che avverrà, e riparliamone allora.