Salvo quelli che pensano che Michael Moore sia un equilibrato e corretto documentarista, la discussione sui suoi film si riduce a un dilemma vivissimo soprattutto nella sinistra italiana: quello del fine e dei mezzi. Siamo in guerra, dicono alcuni, e dobbiamo usare tutti i mezzi per sconfiggere l’avversario. Altri, compreso il titolare qui, pensano che la differenza tra noi e qualsiasi avversario sta esattamente nel non usare i suoi mezzi, nel non scendere sul suo terreno di bugie, abusi e ingiustizie. David Edelstein sta invece tra i primi: “I saw the only way to accomplish anything is by ‘abusing’ your power.” Exactly. Fahrenheit 9/11 is not a documentary for the ages, it is an act of counterpropaganda that has a boorish, bullying force. It is, all in all, a legitimate abuse of power.”
Slate
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