Don’t feed the trolls

Lo sbaglio che abbiamo fatto, noi persone teoricamente progressiste, e che vorrebbero essere ragionevoli e avere il senso delle proporzioni ma finiscono per farsi contagiare dalla scemenza generale, è stato collaborare alla costruzione dell’idea che il “caso Minetti” fosse importante, e che l’attacco a Mattarella dovesse essere preso sul serio e contestato nel merito, difendendo quindi la correttezza della procura e della presidenza della Repubblica, e delle procedure seguite.

La cosa giusta da pensare sarebbe stata: è stata condonata una pena a una donna che ha un figlio di cui occuparsi, ogni volta che una pena di fatto inutile viene annullata è una buona notizia, la vita di nessuno di noi peggiorerà se questa donna non va ai servizi sociali, nemmeno lo sapevamo – prima – che dovesse andarci. Sticazzi dei capricci del Fatto e delle sue trovate quotidiane per promuovere i vecchi risentimenti del M5S nei confronti di Mattarella, e del suo lavoro di marketing per vendere abbonamenti digitali in tempi difficili per il giornale. Bravi se ci riescono, noi occupiamoci d’altro, e rallegriamoci di ogni grazia.

Invece il mondo di questi anni ci ha abituati che su ogni cosa di qualunque scala si debba prendere posizione, a ogni critica si debba rispondere, a ogni argomento buttato lì dal primo che passa su un social network, o su un giornale che ha preceduto l’arrivo degli hater di un decennio, si debbano opporre ragioni. Anche quando non ne sappiamo niente, anche quando avremmo tutti cose migliori da fare, anche quando la questione è insignificante («eh, ma è il principio!»), anche quando è chiaro che stiamo cascando in una strumentale richiesta di attenzioni, da parte di troll o di giornali quotidiani. E così, tutti a difendere le valutazioni della procura di Milano in merito a una marginale ma complicata richiesta di grazia piena di cose ignote e di elementi vari.
E a quel punto vuoi che invece i professionisti della polemica demagogica non trovino manciate di obiezioni giuridiche da opporre, complotti presunti, capri espiatori da additare ai desiderosi di capri espiatori, con un contorno di balle e di bacchettonismo pruriginoso, e di maschilismo sempre disponibile e bene accolto da una parte dell’elettorato e lettorato? Il male altrui, di questi tempi, eccita persino più del bene proprio.

E così, tutti dietro a contraddire le obiezioni, a smontare gli argomenti, a esibire smentite giurate, e a sperare che ogni singola parola di un’istruttoria giudiziaria sia inattaccabile. Quando persone progressiste e ragionevoli, quali non siamo più, avrebbero dovuto pensare: è stata condonata una pena a una donna che ha un figlio di cui occuparsi, bene così, occupiamoci delle cose importanti. Don’t feed the trolls.