La televisione di Babele

Qualche anno fa si dichiarò la fine della tv generalista. Si disse che il satellite avrebbe incentivato la crescita di molti canali tematici, e che le grandi reti in cui stava di tutto erano destinate a cedere molti spettatori e ad adattarsi a numeri più piccoli.

E un po’ è successo, ma il modello generalista resta forte e prevalente. Resta da capire se la specializzazione dei canali corrisponda a una specializzazione dei nostri interessi, o a una maggiore indipendenza degli spettatori. Mi spiego: si va verso un mondo in cui stiamo tutto il giorno con la tv accesa su un solo canale che ci interessa e corrisponde, o verso un mondo in cui il palinsesto ce lo facciamo noi cambiando continuamente tra canali specializzati di questo o quello?

Qualunque sia la risposta, i settori di appassionati ancora da raggiungere sono molti. Mi permetto di suggerire ai compilatori del bouquet (bouquet? Ma chi se l’è inventato di chiamarlo bouquet?) di Sky i seguenti: canale tematico per pescatori, canale tematico per fans dei Nomadi, canale tematico per consumatori di Pringles, canale tematico per fedeli di Steve Jobs e Apple, canale tematico per quelli che dicono “a dorso nudo”, canale tematico per persone che russano, canale tematico in braille, canale tematico senza il colore rosso, canale tematico per portieri di notte, canale tematico con immagini capovolte, canale tematico per dipendenti dell’Upim, canale tematico dedicato ai dugonghi. Canale tematico per me

Vanity Fair