Sta crescendo una certa insofferenza nei confronti dei professionisti della solidarietà per Roberto Saviano: non parlo dell’insofferenza vigliacca e invidiosa dei giorni scorsi, quella che viene quasi sempre da destra e quasi sempre da idioti con le battutine. Parlo di persone – con alcune ho parlato in questi giorni, altre lo hanno scritto – che hanno cara la vita di Saviano, la sua felicità e le cose che fa, e che pensano che la trasformazione dei suoi rischi in genere giornalistico sia quantomeno pericolosa, se non sciacalla. Perché finisce per aizzare gli insofferenti a tempo pieno, per rimuovere la realtà con una firma, per banalizzare le cose complesse. Ma magari si sbagliano.
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