La vigilia dell’Assemblea del PD è stata meno costruttiva dell’antivigilia. Il fronte dei favorevoli alle primarie si è consolidato ma ci sono ancora molti allineati sulla soluzione Franceschini (btw, oggi si è riunito il Coordinamento, convinto di essere tuttora il Coordinamento), per paura di prender freddo dopo che è passato il terremoto.
Quindi domani può succedere questo. Che vincano al voto i favorevoli alle primarie, e si vada alle primarie. Che saranno un casino sensazionale, accavallandosi con la campagna elettorale per le Europee. So che in molti di quelli che poi ci dovranno lavorare ne sono preoccupati.
Oppure che questa ipotesi perda e allora si voti per il segretario domani. In ballo al momento ci sono Franceschini e Parisi (l’ulteriore cosa bizzarra è che il vice di Veltroni ora è appoggiato dai dalemiani assai più che dai veltroniani). Io penso che questa scelta lasci insoddisfatta un sacco di gente, e che gli astenuti sarebbero molti (qualcuno minaccia persino di abbandonare la sala). E che se ci fosse là dentro un gruppetto e una persona con il fegato di farsi avanti e approfittarne potrebbe portare a casa un buon risultato, anche se forse non la vittoria. ma quel buon risultato starebbe a rappresentare molte persone e a dimostrare che c’è un’altra voglia, in giro. Penso anzi che non offrire ai delegati e agli elettori un’alternativa – che essi chiedono – sia una grave responsabilità. Ma ho l’impressione – lo dico con scoramento e dopo due giorni di consultazioni – che il coraggio e la responsabilità manchino, e la mia delusione è maggiore nel vedere che mancano anche in chi ha poco da perdere e predica percorsi di modernità e rinnovamento.
Un’altra possibilità è che trovi spazio un suggerimento di spostare l’Assemblea e la decisione di due settimane e dare il tempo di costruire proposte alternative. Ma è un suggerimento che finora ha avuto poca pubblicità e quindi parte un po’ svantaggiato.
In mezzo, possono comparire mozioni che chiedono impegni di rinnovamento al segretario eventuale, o altre cose subordinate.
Ma la variabile principale non la conosce nessuno, ed è la composizione dell’Assemblea di domani: quanti verranno e cosa penseranno.
Io credo che non siamo mai stati così vicini alla possibilità di sottrarre il PD ai suoi fallimenti. Ma da domani rischiamo di allontanarcene di nuovo.
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