“Teniamoci per mano in questi giorni tristi”

Siccome ricevo molte mail di costernati che si stanno rovinando il weekend, apro i commenti per quelli che stanno sul divano e cercano una spalla.

Hanno sparso del bromuro tramite condizionatori, hanno drogato il buffet…? Questo è il massimo esprimibile oggi, nel bel mezzo della più brutta storta mai presa dal più grande partito di sinistra? Perché quando una vita fa c’è stata Mani Pulite non ci hanno arrestati tutti? Forse era meglio.

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192 risposte a “Teniamoci per mano in questi giorni tristi”

  1. Eugenio scrive:

    @Luca: in effetti sarebbe ancora piu’ umiliante, scartati pure come opposizione della regina. Pero’ leggila in positivo, siamo fastidiosi e pericolosi, e lo sanno pure loro, tant’e’ che provano a strozzarci nella culla. Ci riusciranno?

  2. Francesco scrive:

    Alla fine della fiera e dopo avere letto l’illuminante catalogo degli eventi di Francesco Costa, resta quindi il congresso ad ottobre, o sbaglio?

  3. eugenio scrive:

    Quello minuscolo, davanti alla televisione, Iacona è bravo e Cacciari leader per il governo.
    Perso per perso, lo facciamo con dignità.
    Ps: se si taglia la barba.

  4. alberto scrive:

    Ho l’impressione che nel Pd possa essere scattato una sorta di ticket, col segretario fino al congresso assengato ai popolari e poi il previsto ritorno di un Ds. Ho anche l’impressione, dopo aver visto il video del giuramento di Franceschini e le sue successive dichiarazioni, che il Pd consideri che l’emergenza non è sua, ma del Paese, che c’è un attentato alla democrazia e che quindi bisogna serrare i ranghi, senza tante premure per la correttezza delle procedure. Insomma, se sono sincere le parole di Franceschini, si sono messi l’elmetto. Non si tratta più solamente di vincere le elezioni, ma di difendere la Costituzione, e allora, a prescindere dal fatto che questa scelta sia strumentale a proteggere gli attuali dirigenti o sia una strategia in cui si crede, non penso che ci sarà molto spazio per le innovazioni e le sperimentazioni, insomma per i giovani. Questi ultimi dovranno farsi spazio da soli e mi sembra che il post-analisi di Francesco Costa dimostri che perlomeno hanno una certa lucidità sui problemi da affrontare. Secondo me, infine, mettere l’elmetto in questa maniera sarebbe un errore da parte del Pd.
    P.S.in un precedente commento dicevo che l’elezione dell’Assemblea era stata trasparente. Adesso leggo da Francesco Costa che invece “ci eravamo dimenticati del tutto delle modalità con cui fu eletta quell’assemblea, con le liste bloccate redatte da Goffredo Bettini e pochi altri maggiorenti”.

  5. Perezoso scrive:

    Dunque alla fine si è capito a cosa servivano quelle duemila e rotte persone… erano la rete di salvataggio del gruppo dirigente, alla bisogna si convocavano come tanti bei soldatini pronti a dare una pennellata “democratica” all’ennesima scelta suicida.
    Caro Luca le cose cambiano ma certi personaggi no (a quanto pare)

  6. Fabio scrive:

    Ragazzi, quelle liste, per la parte veltroniana e per la parte lettiana, sono state fatte con la gente che c’é già DENTRO al partito, non con dei passanti o delle persone che frequentano il giro da 3 giorni.

    Posso parlare, perché le ho organizzate nella mia regione, delle liste pro Rosy Bindi: in gran parte sono state fatte con delle “preprimarie”, cioè con delle assemblee pubblicizzate in cui ci si presentava e si raccoglieva il consenso dei presenti. E difatti sono entrati parecchi outsider della politica locale.

    Chi ha voluto scommettere sul sicuro vincente ha votato liste fatte a tavolino. E ora non ha nessun diritto di lamentarsi se hanno eletto solo persone “affidabili”.

  7. gianfranco scrive:

    concordo con Marco (10 commenti sopra) su Di Pietro
    siccome l’ho menzionato per primo in questo post
    torno sull’argomento per dire che in effetti
    al di là del suo populismo
    son d’accordo anch’io che nel governo Prodi
    sia stato l’unico leale e che HA FATTO delle cose nel suo ministero
    al contrario di altri
    che han solo votato un’ignobile indulto
    che han difeso ad oltranza uno come Mastella
    che progettavano sporche scalate in finanza (mooooolto di sinistra questa cosa…)

    poi si potrebbe avviare un discorso
    su cosa è o non è di sinistra
    perchè dire che “invocare il rispetto della giustizia” come fa Di Pietro non è di sinistra
    non solo disattende i vecchi partigiani come mio padre che sono un po’ stanchi della corruzione, della criminalità dilagante, dell’indifferenza della qualità della vita nelle grandi città
    ma consegna dritto dritto voti alla lega
    (ma nessuno pare interessarsi a questo)

  8. gianfranco scrive:

    per inciso:
    mio padre, ex partigiano combattente,
    ex votante PCI, PDS, DS,
    NON ha votato per di pietro
    anzi lo “aborre”
    ma adesso cosa dovrà votare secondo voi ?

  9. Marco Lazzaroni scrive:

    Io penso che dal punto di vista dell’impegno, si poteva fare ben di più (parlo di Scalfarotto, Civati e co.). Io ho fiducia in questi ragazzi ma si devono dare una mossa, ho scritto questo sul blog di Scalfarotto:

    “E’ guardando questa foto che mi sono un attimo girati e ho fatto l’intervento circa l’estrazione degli attributi in commento all’altro post.
    Attorno a voi non c’è nessuno e ne prendo atto.
    Ma ci avete seriamente provato a coinvolgere qualcuno?
    Avete telefonato a destra e a manca?
    Avete cercato di portare più gente possibile e non lasciare che venissero solo i fedelissimi e malleabili peones dello zoccolo duro?
    Avete messo striscioni all’ingresso?
    Vi siete appostati agli ingressi di buon’ora e avete fracassato le palle a tutti quelli che entravano?
    Siete ripassati per le file di sedie e cingendo le braccia dei vostri interlocutori all’altezza delle ascelle li avete scossi con vigore urlando loro in faccia a 2cm dal naso “SVEGLIATI! DOBBIAMO SALVARE LA DEMOCRAZIA IN ITALIA?”
    Avete fatto baccano in genere?
    Avete urlato, e forte, tutto il vostro dissenso?
    Avete preso la parola per esprimere la vostra idea, sfidando alzate di sopracciglia (cit.)?

    Avevate di fronte dei professionisti della manipolazione, navigati oratori, personaggi che sanno come far girare a proprio favore un’assemblea composta perlopiù da una massa di volubili teste mollicce, mettendo qua e là qualche fedelissimo che applaude a ogni pié sospinto gli interventi della direzione.

    Dovevate fare tutto questo, e ancora di più, se non per riuscire a cambiare l’esito dell’assembea, per far capire il forte malumore della base del partito, per istillare per lo meno il dubbio che tutto ciò avvenisse contro la volontà della maggioranza.
    Tutto ciò non è stato, e ora come in un film già visto, dopo le divisioni del pre-dimissioni, e il ricompattamento dietro alla soluzione Franceschini, ora tutti ricominciano a remare contro.

    Voi siete la classe dirigente del futuro: se non vi date una mossa, se non vi ci buttate con indomita passione, rischiate di imitare gli errori di snobismo e di distanza dai problemi reali della gente propri della classe dirigente attuale!
    Quindi coraggio: o fate un altro balzo in avanti in termini di impegno e dedizione, o dedicate la vostra vita a qualcos’altro.
    CORAGGIO!”

  10. Fabio scrive:

    C’é troppa gente che ha troppa paura di (ri)metterci la faccia esprimendo coram populo il vostro dissenso.

    Questi maestrini dalla tastiera rossa non valgono un’unghia di Lerner o di Parisi. Sono solo piccoli emuli di Cacciari, che incide ancora meno degli altri due. Il che è tutto dire.

  11. mytwocents scrive:

    Riporto quanto detto da me sul blog di Costa:

    Dobbiamo metterci a lavorare per il congresso fin da ora. Lavorare su ogni possibile strategia, compresi i colpi mediatici, fino ai colori da indossare per risaltare di più, ai migliori cartelli.
    Al Congresso conta il numero di tesserati? Lanciamo per questi mesi una campagna di tesseramento ad alzo zero.
    Conta esserci? Appena si sa dove sarà cominciamo a trovare posti convenzionati dove poter soggiornare a poco costo anche da fuori.
    Organizziamo un barcamp che comprenda anche il tesseramento, e che parallelamente e in simbiosi con il Congresso costituisca sia una scuola che una base di partenza per ciò che siamo.
    Mettiamo su un team di speechwriting vie web per i discorsi i chi interviene, stendiamo dei piani, facciamo strategie.
    Dobbiamo farci attivi e dobbiamo farci cattivi. È l’unico modo per provare a fare qualcosa di reale, sennò tanto vale abbandonarci a ciò che lo schifo che tu ben racconti invita a fare: fare spallucce e mandarli a quel paese.
    Abbiamo fallito all’Assemblea, falliremo un po’ meno al Congresso, andremo meglio la volta dopo e poi – se saremo abbastanza bravi, abbastanza caparbi, abbastanza folli e incazzati per insistere – vincere.

    E, tra l’altro, sarebbe bene cominciare a trovare un candidato fin da ora. Anche attraverso primarie aperte via web. Questo permetterebbe di cominciare a lavorarci un po’ i media e di dar visibilità alla faccia e alla persona, piuttosto che decidere chi candidare il giorno stesso.

    Ora la domanda è: siamo in grado di fare queste cose? Abbiamo voglia di farle?

  12. mytwocents scrive:

    Ecco, la chiamata a raccolta (magari lasciando da parte il concetto di PD ombra) che ha fatto Pippo mi piace: http://civati.splinder.com/post/19918421

  13. mighio scrive:

    In un bar di Broni in provincia di Pavia giovedi assistevo alle lacrime di un 50enne che dichiarava d’aver perso tutto (lavoro e casa se ho ben capito i suoi poveri discorsi) e cercava parole di conforto che otteneva dalla barista , sua conoscente. Poi sono entrati altri due pensionati e per un quarto d’ora ho assistito alla scena ed ai dialoghi diversi.

    In tutto questo io ero l’unico a consumare (un caffè ed una brioche) e tutti gli altri sedevano a guardare fuori. Sulla porta del bar un cartellino “cedesi attività”. Il bar chiuderà : in centro a Broni rimarranno solo altri due bar dove piangere.

    Davanti a tutto questo , se qualcuno parla di congressi significa che è in grave pericolo perchè illuso sta vivendo una vita “sicura” e/o “al riparo” che gli permette di occuparsi di sonore cazzate.
    SVEGLIATEVI perchè fuori dall’ufficio sta accadendo la cosa peggiore da quando esistono gli stati nazionali. Si chiama fine del gas , fine dei carburanti , fine del litio , fine del rame , fine del credito , fine dell’agricoltura meccanizzata , fine di questo e di quello , compresi congressi e partiti , rimarrà l’ultimo dittatore in carica e violenza se non vi muovete subito.

  14. Cristiano scrive:

    Le primarie all’italiana avrebbero l’effetto di distruggere tutto in un attimo. Si scannano in 2, vince uno ed i seguaci dell’altro sceglieranno se lavorare contro dall’interno o fare una scissione. E poi la cosa si ripropone in ogni ramo del partito che si viene a creare…
    Meglio dare in mano a uno, d’accordo o no su tutto con lui si segue senza passare più tempo a discutere all’interno che fuori e poi si vedrà come va.
    Se credo nel PD dovrei cercare di fargli prendere più voti possibili a prescindere se preferivo Franceschini, Bersani, Parisi o Tafazi
    Non credo ci fossero i tempi per fare sia la campagna elettorale che il congresso.
    Io spero che vadano meglio possibile le elezioni, poi si vada al congresso, comunque vada si esca con un leader e gli altri si mettono zitti a seguire quello fino al prossimo appuntamento (che saranno le politiche).

  15. Paolocoss scrive:

    Questa cosa della difesa della democrazia e della costituzione mi fa schiantare dalle risate. E’ come dire, che ne so, “salviamo la salamella”: a chi non piace la salamella, tra la metà del Paese che non vota Berlusconi intendo? Così, Franceschini va a giurare sulla Costituzione, un gesto importante e di grande valore simbolico, per carità, in un momento in cui effettivamente questo governo manifesta intenzioni di bellicoso cambiamento. Ma intanto mi chiedo: se ad esempio il parlamento approva una legge per cui l’alimentazione e l’idratazione forzate non sono rifiutabili, il Pd è disposto a impegnarsi sul serio in un referendum abrogativo? Oppure traccheggerà come sulle cellule staminali, sull’aborto, sul divorzio, e continuerà a difendere il concetto di Costituzione mentre i cittadini del 2008 non possono più scegliere liberamente se essere curati e come? Ma veramente credete che basti dire che si vuole difendere la Costituzione da Berlusconi, quando manca completamente la capacità di dire due concetti in croce sulle cose che davvero hanno un peso sulla vita delle persone? Davvero credete che, se domani Berlusconi viene centrato da un fulmine, un Pd senza idee e senza coraggio e senza modernità possa contrastare e battere una qualsiasi coalizione non o post berlusconiana? Cosa si fa se (ed è un grosso se) si vincono le elezioni, cinque anni a difendere la Costituzione? Oppure si ammette che da dentro il Pd – e da dentro l’Italia dei Valori, e da dentro Rifondazione, ecc – non emerge nessuna (ma proprio nessuna) idea davvero avvincente di cosa farci, con questo Paese? La Costituzione è un pezzo di carta scritto 60 anni fa da gente che nel frattempo è tutta morta e sepolta, e a forza di esaltarne il valore simbolico si è perso completamente di vista il lato pratico della faccenda, il fatto cioè che fare politica dovrebbe servire a migliorare la vita dei viventi (appunto). E adesso via con il dito puntato e i cazziatoni “ma sei matto, la costituzione è bla bla bla”.

  16. dalemiano scrive:

    La cosa positiva del vostro “movimento” (I Mille, Fondazione Daje, Generazione U etc.) è sicuramente la voglia di partecipazione attiva e tecnologicamente avanzata al progetto del Pd (il limite della “oligarchia” è forse non di averne colto il potenziale).
    Devo dire però sul piano dei contenuti, strategia, tattica (vedi anche Assemblea Costituente), carisma (vedi insistenza su Scalfarotto) non riuscite ad impressionare.
    Da “avversario” mi verrebbe da consigliarvi la consulenza esterna di D’Alema..
    Ora, invece di recriminare, avreste tutto il tempo per preparare una grande partecipazione alle primarie-congresso di ottobre.

  17. Paolocoss scrive:

    Dalemiano, certo che hai una bella faccia tosta: il tuo lìder Massimo ha passato tutta la giornata di sabato a leggersi il giornale, come se la cosa non gli interessasse. Strano, visto che non è stato zitto un solo minuto degli ultimi anni (e dei prossimi, temo): solo sabato non aveva niente da dire. Guardate che questo è il Partito Democratico, la fila per Cosa Nostra è da un’altra parte.

  18. Rosario scrive:

    Il Paese è reale.
    http://www.repubblica.it/speciale/2009/sanremo/canzone_risultati.html

    Nemmeno chi legge Repubblica è immune da Povia e Marco Carta.

    Ecco, credo che quel sondaggio, con le dovute proporzioni, fotografi la situazione del PD. Un 20% (Sofri, Scalfarotto, noi che commentiamo qui, che leggiamo Leonardo e Macchianera) a cui piace il gioiello degli Afterhours, e poi il vuoto (quasi) pneumatico (penso a D’Alema-Patti Pravo).

  19. Luca scrive:

    Di Marco Lazzaroni apprezzo l’incoraggiamento, ma gli chiedo di condividere un principio che abbiamo adottato appena abbiamo cominciato a organizzare cose in politica: chi ha un’idea si occupa del suo sviluppo. Suggerire o chiedere agli altri è interessante, ma sterile.
    Al dalemiano di ritorno chiedo di abbandonare il cliché della mancanza di contenuti: sul sito dei Mille le persone di cui parliamo hanno prodotto una mole straordinaria di contenuti, progetti, discussioni. E l’hanno fatto fuori, in molte occasioni, incontri, dibattiti. E sull’Unità di recente in diversi articoli ed analisi.
    Non sono i contenuti che mancano. Il progetto è una sinistra laica, moderna, democratica e di sinistra, e queste sono cose concrete e articolate, e per esempio poco manifeste nel Pd attuale.
    Non litighiamo su D’Alema, è una persona intelligente, esperta e simpatica (dico sul serio). Ma ha smesso di conoscere il mondo da un pezzo, ed è forte solo del credito costruito parecchi anni fa: che non è poco come forza, ma non è un progetto, non è una visione, non è il PD.

  20. Luca scrive:

    p.s. a me gli Afterhours non piacciono, per giunta.

  21. Rosario scrive:

    Luca, il problema è che tra chi legge Repubblica (e quindi mi aspetto voti PD, o giù di lì) c’è un 13% a cui piace Marco Carta, un 11% a cui piace Povia, e via via tutti gli altri.
    Ergo: se lo meritano Alberto Sordi Franceschini.

    Perdona lo sfogo morettian-elitista :)

  22. Marco Lazzaroni scrive:

    @Luca
    Hai perfettamente ragione e ci sto meditando. Io non ho né l’intelligenza né la cultura per dare un grande apporto, però penso che come portatore d’acqua potrei anche cavarmela.

  23. dalemiano scrive:

    Il punto non voleva essere D’Alema.
    Il problema per me è questo: vorrei che la smetteste ad ogni passaggio di lamentarvi dei presunti “complotti dell’oligarchia” (da orticaria) e vi assumeste la responsabilità delle vostre sconfitte (obiettivamente democratiche).
    Onestamente credo che il calo di consensi del Pd, oltre che alla sciagurata leadership di Veltroni (ma non lo avevano sostenuto molti di voi?) sia da imputare anche a questo atteggiamento disfattista.
    Insisto: volevate le primarie subito (posizione onestamente irragionevole, dal mio pdv)? Non ve le hanno date. Vabbè, avrete più tempo per preparvi al congresso.
    Lì Ci giochiamo il futuro del Pd.
    Se deve essere una grande storia, dipenderà anche da voi.

  24. vale scrive:

    caro luca, condivido con te molte delle posizioni che vai esprimendo ormai da mesi sul futuro della sinistra in italia. quasi tutte, direi. tranne una. di pietro. vorrei chiederti se hai mai considerato il voto a di pietro sotto questa luce: vota (e voterà compatta anche alle europee, e aumenterà il suo volume) di pietro tutta quella sinistra che ha resistito e sta resistendo a due sierene, pure mooolto seducenti. da una parte il canto dell’astensionismo, dall’altra la melodia (invero stonata, ma verace) del leghismo. voto di protesta? qualcosa di più, perché di pietro, travaglio e anche grillo non sono solo “protestanti”, sono anche “proponenti”. diciamo che chi vota di pietro lo fa potendo ancora respirare, senza doversi tappare il naso come invece dovrebbe fare votando binetti da una parte o diliberto dall’altra. lo fa, magari, perché è l’unico modo che ha per dire NO al lodo alfano. per esempio. tu dici giustamente che chi ha idee ha il dovere di svilupparle. io ho un sacco e una sporta di idee, e le ho da almeno sei anni a questa parte. adesso quelle mie idee le vedo balenare nella testa di molti dei responsabili del disastro di oggi. tanti mea culpa commoventi. su quello abbiamo sbagliato, su quell’altro abbiamo sottovalutato. ma non se ne va nessuno. io non vedo l’ora che se ne vadano, tutti. non vedo l’ora di non dover più votare di pietro, non vedo l’ora di accendere la tv e non esser costretta a vedere in loop e in continua replica, chiaro come il sole, il motivo per cui la lega vince, e continuerà a vincere. finché i nostri migliori giornalisti faranno le “inchieste” sui campi rom sfottendo il popolino leghista e dimenticando distrattamente tutta una serie di dati, per esempio, non ne usciremo. non lo so, dimmi tu. convincimi a votare questo pd.

  25. Wizzardo scrive:

    Credo che questo dibattito sia la riprova delle energie potenziali insite nell’umanita’ di centro sinistra, quella che ritengo contenere la parte migliore del paese, se non altro per desiderio altruistico di impegno nella societa’.
    La sensazione di cupio dissolvi che dura da decenni ormai non fa altro che mortificare queste energie, imprigionarle in una perenne sensazione di sconfitta, di impotenza.
    Credo che nessuno possa imputare a nessuno di non essersi impegnato abbastanza. Va da se che in politica non si puo’ attendere che qualcun’altro faccia qualcosa, mentre noi si fa altro.
    Come ampiamente ripetuto qui, il problema del centrosinistra sta in gran parte nella selezione delle elite politiche (leggasi classe dirigente).
    Dire che un dibattito per le primarie avrebbe spaccato il partito significa non avere nemmeno lontanamente intuito il senso dell’aggettivo “democratico” che connota o dovrebbe connotare il PD.
    Un grande partito si contraddistingue per accesi dibattiti interni, definizione di una strategia comune, disciplina ed unita’ nel perseguirla.
    Al PD mancano entrambi i passaggi, al momento.
    Se vi (ci) fa schifo il PD, occorre trovare un’alternativa o cambiare il PD.
    Io credo che l’unica speranza, prima di rinchiuderci nelle caverne a ripeterci quanto siamo mejo o migliori (non miglioristi), sia che il PD diventi quello che puo’ diventare. Cioe’ una grande casa per la sinistra, i liberal, i cattolici democratici.
    Lasciamo perdere l’aggettivo “riformista” per carita’. Appartiene al secolo scorso, come qualcuno ha fatto giustamente notare dizionario alla mano.
    L’attuale classe dirigente del PD vive nel secolo scorso. Ma non dimentichiamoci che in questo, probabilmente, sono ancora in sintonia col paese reale, quello degli afterhours per intenderci (che pure a me non piacciono mica tanto, ma il pezzo merita..).
    Per questo occorre mettersi in moto, ovunque, ognuno a suo modo e secondo le proprie inclinazioni.
    Per quanto riguarda la strategia congressuale, mi sembra che (purtroppo) ci sia tempo per definirne una.

  26. Simone scrive:

    Luca, condivido una parte delle posizioni di dalemiano (non quelle su D’Alema, ne’ quelle sull’irragionevolezza delle primarie), e molto di un post di Marco Lazzaroni, nel senso che credo che ci sia stata, l’ho scritto piu’ sopra, poca determinazione da parte vostra, poca rabbia, poca cattiveria, anche se non ha mai fatto difetto l’impegno e l’energia. E’ che a un certo punto tocca andarci giu’ duro, e alzare i toni, non fosse altro perche’ la vostra voce deve echeggiare la frustrazione silenziosa, la mareggiata della rabbia di chi voce non ne ha, ma vi sostiene ed e’ pronto a continuare a farlo. E credo che uno degli errori fondamentali sia che al vostro interno non e’ ancora chiaro il candidato, il leader della nuova generazione che proverete a portare al congresso. Prima lo scegliete, meno difficile sara’ imporlo.
    @Vale: per nessuno, credo, autenticamente di sinistra, la lega ha mai rappresentato e potra’ mai rappresentare una sirena anche solo lontanamente seducente.
    (@Paolocoss: hai un blog?).

  27. Luca scrive:

    Simone, la scelta di un candidato convincente al cento per cento è uno dei problemi del costruire un’alternativa. Al momento non c’è. E neanche al novanta. E io credo sia importante: è sciocco fingere che non lo sia. Tutti i grandi progetti politici hanno bisogno di qualcuno bravo a portarli avanti, e chi dice facciamo il progetto e poi occupiamoci dei nomi dice una cosa senza rapporto con la realtà. Perché le due cose vanno insieme, e perché in termini di progetto e contenuti siamo molto avanti.

    Penso che rispetto a questo sia necessario uno sforzo di fronte comune: al momento tendo a pensare che questo sforzo sia lontano, e che se emergesse un nome convincente al cinquanta per cento su cui lavorare per far crescere questa percentuale, ancora troppi possibili alleati – anche tra i presenti – penserebbero prima a sbuffare piuttosto che capire quali sono le priorità.

    Per questa ragione mi sembra confortante che il grado di complicità comune – soprattutto per merito dell’attuale gestione – stia crescendo.

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  29. Simone scrive:

    Luca, grazie della risposta articolata e sincera.
    E’ molto giusto quello che dici sui progetti politici e su chi deve portarli avanti. Sappi solo che – mi permetto di estendere ad altri, a molti altri una sensazione che e’ mia – a chiunque emergera’ come leader della nuova generazione, tra i nomi che si agitano adesso, noi virtuali, come ci ha “contati” Franceschini, daremo in grandissima maggioranza il nostro sostegno e voto, anche se non sara’ il candidato che in cuor nostro avremmo piu’ voluto, perche’ la fiducia nel vostro gruppo e nelle azioni e nelle idee che state portando avanti da tempo, unita a quella ribollente frustrazione di questi anni, fara’ premio sulle convinzioni di ognuno. Dovete scegliere il candidato andando fino in fondo, anche a costo di farvi male, e poi puntare uniti su di lui. A volte un ruolo ha il potere di trasformare colui che lo assume, come mostra con grande bellezza Rashomon. Un’ultima cosa: a mio modesto avviso il leader dovrebbe essere espresso presto, nell’arco delle prossime otto/dieci settimane al massimo, o non avra’ il tempo di far crescere intorno a se’ il consenso necessario per essere un saldo avversario di Bersani e Franceschini. Non sottovalutate, questa volta, l’organizzazione del tempo. In bocca al lupo a tutti voi, e non dimenticate mai la moltitudine di speranze inespresse, di ambizioni ancora ardenti sotto la cenere, delle quali sarete i portatori.

  30. Simone scrive:

    Errata Corrige: il film di Kurosawa cui mi riferivo e’ naturalmente “Kagemusha, l’ombra del guerriero”. Nella foga…

  31. eugenio scrive:

    Sorry, pur essendo solo un elettore poco simpatizzante, si può andare oltre il Partito e pensare a qualcos’altro, più o meno grande?
    Per vale: se uno di sinistra è attratto dalle sirene di Di Pietro e dai suoi Valori o dalla Lega: io sono di destra. Ops, ho sbagliato fila.
    quello minuscolo

  32. matteo scrive:

    sono arrivati al fondo… e hanno iniziato a scavare:

    ROMA – Pioggia di emendamenti sul ddl Calabro’ relativo alle dichiarazioni anticipate di trattamento (dat), che registrano ancora una volta un Pd diviso. Non solo il capogruppo in commissione Sanita’, Dorina Bianchi, non ha firmato l’emendamento su idratazione e nutrizione artificiale del gruppo, ma Francesco Rutelli ne ha proposto uno suo, in cui dice no allo stop di nutrizione e idratazione, affidando, in una sorta di compromesso, una ‘terza via’, la decisione al medico insieme a fiduciario e familiari in alcuni casi particolari.

  33. Francesco scrive:

    Sentendo parlare stasera Cuperlo a L’infedele, è davvero un peccato che non è stato fatto qualcosa in più per portarlo all’attenzione dell’assemblea.

  34. Luca scrive:

    Dipende da lui: quello di cui lo accusa Damilano è fondatissimo.

  35. Francesco scrive:

    Guardando le cose in prospettiva, non so fino a che punto essere un “abatino” sia un fatto negativo.

  36. eugenio scrive:

    non sto guardando la tele ma ascolto joe Cocker da radio wigstenstein: che cazzo dite voi due?

  37. Pingback: Meglio un giorno da leoni o cento da conigli? | OpenWorld

  38. eugenio scrive:

    due t. lo so ma il tedesco è difficile

  39. dalemiano scrive:

    Potrebbe essere effettivamente il Messia. Peccato sia troppo vicino a D’Alema.

  40. dalemiano scrive:

    Cuperlo.

  41. vale scrive:

    eugenio e simone: io non sto parlando per ipotesi. sto parlando di numeri. di pietro e lega sono cresciuti costantemente nelle ultime consultazioni. i partiti di destra pure. quindi: o io non so fare i conti, oppure (come fa rilevare eugenio, orgogliosamente, oltretutto) chi ha votato questi due partiti è rientrato nel suo alveo naturale che sarebbe quello di destra. insomma, meglio perderli che trovarli? anche gli operai delle fabbriche del nord-est che fino a qualche anno fa votavano pci ed erano iscritti alla cgil e adesso votano lega, pure quelli me li sono inventati io, o forse anche loro hanno finalmente ritrovato la loro sana e autentica natura fascistoide, no? quindi ancora: meglio perderli che trovarli. e quindi: meglio perdere. e dunque: continuiamo così. fate leggere a franceschini questo bel dibattito, così si tranquillizzerà che tra qui e la realtà del suo partito non c’è differenza. stesso orgoglioso snobismo d’appartenenza, identica testardaggine nel mantenersi scollati dal territorio. poi, se interessa a qualcuno, potrei anche farvi un elenchino dei momenti salienti in cui gli operai leghisti e i maledetti giustizialisti hanno scoperto di non essere “autenticamente di sinistra”, grazie alla maieutica opera dei dirigenti della sinistra autentica.

  42. eugenio scrive:

    Chiedo scusa, ma guarda vale che scherzavo, sono di sinistra da quando avevo 16 anni, ora ne ho 50 e sono disincantato ma i leghisti non li sopporto.
    Vivo a Brescia, so quel che dico.
    Baci