Non uso Twitter, non uso FriendFeed, praticamente non uso Facebook. Però bisogna sapere di cosa si parla, e quindi cerco di leggerne, farmi spiegare, provare a darci un’occhiata e capire.
Ora su Twitter mi ha incuriosito che sia di gran moda negli Stati Uniti, con decine di articoli dedicati al fenomeno usciti in questi ultimi giorni, mentre in Italia tutti ne parlavano due anni fa e fino all’anno scorso (ci fu persino il caso del falso Twitter di Veltroni, ricorderete) e adesso non ne sento più niente. A quanto vedo, gli stessi profeti di Twitter gli preferiscono ora FriendFeed, con diffuse motivazioni.
La questione oggi è interessante in termini di giornalismo mainstream: quello che usa la stampa anglosassone come unica fonte di comprensione del mondo (conosco il rischio), e oggi scrive del “fenomeno twitter” avendo evidentemente come unici riferimenti quelli americani. Mi chiedo se la lettura di articoli così poi generi una ridiffusione di Twitter presso il “grande pubblico” – à la Facebook – e ricominciamo daccapo.
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