Nella mia famiglia ci sono pareri contrastanti rispetto alla serie televisiva “Flash forward”, benché sia la prima volta che guardiamo di nuovo la stessa cosa tutti assieme dai tempi di “Tutti pazzi per amore”. Con la seienne stiamo un po’ attenti sulle cose più violente, come allora stavamo un po’ attenti sulle parolacce. Comunque, io sono quello più critico: l’inizio è stato affascinante, poi mi sembra che ci siamo un po’ persi. Ma c’è una singola sequenza che per me è stata spettacolare e memorabile e vale l’aver seguito la serie fin qui.
È una sparatoria. Le sparatorie bisogna saperle fare bene, se no sono sparatorie qualsiasi. In “Heat” c’era una sparatoria formidabile tra i carrelli della spesa, ed era dal tempo dei western che non se ne vedeva una così (no, vabbè: anche quella degli “Intoccabili” è indimenticabile). Il colpo di genio della sparatoria di “Flash forward” però è un trucco formale. Tutta la tensione degli spari, le macchine in fiamme, le urla il sangue e la paura e la violenza, tutto è contraddetto dalla musica che sovrasta tutto: la versione dei Rolling Stones di “Like a rolling stone”, eccitata ed eccitante, trionfale, straniante. In altri momenti di “Flash forward” la musica che sale di volume è ruffiana e noiosa: in quella scena lì è da restarci secchi.
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