Tutti i giornali e le tv nazionali hanno discusso per due giorni dell’abolizione della pausa pranzo, facendo credere ai lettori e al pubblico che fosse imminente, per volere del Ministro Rotondi. Ora, a parte che Rotondi è il Ministro per l’Attuazione del Programma, che non si è mai capito cosa debba fare esattamente ma di certo non ha competenze sulla pausa pranzo: ma soprattutto lo stesso Rotondi si è affrettato a spiegare – come era del resto chiaro alla lettura delle sue parole – che si era limitato a dire in un’intervista che lui non fa la pausa pranzo e trova che l’obbligo della pausa pranzo faccia perdere produttività: e che secondo lui si dovrebbe poter scegliere. Fine, e vedremo se questo porterà grandi rivoluzioni nella società italiana.
Diversi giornali hanno dedicato titoli e ampio spazio, tre giorni fa, al fatto che dal computer del transessuale Brenda fossero stati “eliminati centinaia di files”: ovvero quel che avviene nei computer di chiunque di noi.
Il Fatto ha ricostruito criticamente l’elezione dell’onorevole Schifani a presidente del Senato, accusando il Partito Democratico di non averla contrastata a sufficienza:“il PD si astenne mentre Di Pietro votava Borrelli”. In realtà il Pd votò scheda bianca – che è cosa diversa dall’astenersi – ma votò scheda bianca anche l’Italia dei Valori.