• Condor di Natale

  • Archivi

  • Categorie

  • La fine del mondo come lo conosciamo

    Un breve e incompleto parere per punti sulla questione dei presunti “eccessi della rete” di cui si sta discutendo assai ovunque:

    - oggi il Corriere della Sera ha un editoriale in prima pagina di Gian Antonio Stella che in estrema sintesi definisce spazzatura la gran parte dei contenuti su internet, ma saggiamente e responsabilmente propone come eventuale correttivo il buon esempio dato da fuori, e non divieti impensabili. L’intervento di Stella mi pare interessante, perché di certo non appartiene al rango dei citrulli presuntuosi che in questi giorni giudicano e mandano e pensano di avere capito tutto e di avere la soluzione in tasca. Stella è una persona intelligente, sensata, che riceve un’impressione sbagliata – secondo me – ma sulla cui impressione bisogna dare una risposta, prima o poi.

    - la contro-obiezione di molti per cui il problema non sia il mezzo, ma le teste, ha senso (ma dovremmo pure occuparci di ’ste benedette teste, allora). Si citano i microfoni aperti di radio radicale, i muri dei cessi pubblici, e in modo ancora più congruo e attuale quelli che ieri sono andati a comprarsi statuette del duomo alla stessa bancarella dello sciagurato Tartaglia. Epperò quando il mezzo, lo strumento, ha una potenza quantitativa straordinaria, questa si riverbera anche sulla qualità delle cose e determina un cambiamento: limitarsi a definirlo “neutro” non è sufficiente.

    - volendo soprassedere sui meccanismi di ignoranza e stupidità che spiegano alcuni interventi di questi giorni, è però anche vero che in molti casi benintenzionati e competenti – come quello di Stella – le opinioni sono dettate da uno spaesamento rispetto al nuovo che non è diverso da molti altri fenomeni del passato. Stella è oggi – con rispetto parlando – come mio nonno che entrasse in una discoteca negli anni Ottanta e ne uscisse convinto di essere entrato all’inferno e che il mondo stesse per finire. E gli esempi di gente che allora volesse chiudere le discoteche ci sono. Detto questo, però, il mondo un po’ è cambiato, e quelle impressioni esagerate e terrorizzate non erano del tutto campate in aria: qualcosa succede. Chi ci sta dentro dovrebbe farsi carico di analizzarlo, e di spiegarlo.

    15 dicembre 2009 | permalink | Wittgenstein

    « | Home | »

    5 link a “La fine del mondo come lo conosciamo”

    1. La fine del mondo come lo conosciamo « Moda e Style Says:
      dicembre 15th, 2009 at 18:47

      [...] more: La fine del mondo come lo conosciamo Tags: antonio, assai-ovunque, corriere, dei-presunti, estrema-sintesi, fine-del, gran-parte, [...]

    2. Informazione oggi. Chi Tartaglia? « Loriscosta’s Weblog Says:
      dicembre 16th, 2009 at 00:07

      [...] così semplificare la cosa mi rifaccio a quanto segnala oggi Luca Sofri a proposito dell’editoriale di Gian Antonio Stella (Corsera per [...]

    3. Almanacco del Giorno – 15 Dec. 2009 « Almanacco Americano Says:
      dicembre 16th, 2009 at 06:39

      [...] Wittgenstein – La fine del mondo come la conosciamo [...]

    4. Cosa sta succedendo? « C A N D I D O Says:
      dicembre 16th, 2009 at 18:56

      [...] permetto di postare un contributo di Luca Sofri, tratto dal suo Blog e relativo all’uso “libero” di [...]

    5. Libera Rete in Libero Stato. « ilNichilista Says:
      dicembre 18th, 2009 at 14:25

      [...] La fine del mondo come lo conosciamo – di Luca Sofri [...]