Scusate

Scusate, io adesso chiedo una cosa, anzi due. Perché quando vedo che pure uno bravo e intelligente come Emanuele Macaluso usa contro i sostenitori del rinnovamento della classe dirigente del centrosinistra l’accusa di “mancanza di idee”" o di “progetti”, io faccio due domande.

Uno: a Macaluso e tutti gli altri meno sinceri di lui interessano davvero le idee, i progetti, i pensieri di gente come Matteo Renzi o Pippo Civati? Sicuri sicuri sicuri? Perché loro due, e gli altri nuovi dirigenti del PD, di idee, progetti e pensieri ne hanno esplicitati parecchi finora. Hanno scritto cose, hanno detto cose, hanno fatto cose. Renzi ci sta guidando una grande città, con le sue idee e i suoi progetti. Civati è stato tra i più votati alle elezioni regionali per due turni, con le sue idee e i suoi progetti. A Piombino un anno fa, un gruppo di quei “giovani” ha discusso e diffuso analisi e idee su diversi temi di respiro piuttosto ampio, tipo quelli a cui fa riferimento Macaluso (il documento finale si scarica qui). Poi c’è stato un convegno al Lingotto, molto denso di contenuti e progetti. Ora, a Macaluso si possono andare anche a portare a casa, per rispetto della sua storia e stima del suo giudizio, ma non lo si può fare con tutti. Nessuno è tenuto a studiare scritti e idee e progetti altrui, ma se non lo fa non sostenga che non ci siano. Grazie

Due: resta il fatto di cui ho scritto altre volte dei pesi e delle misure diverse con cui in molti valutano il vecchio e il nuovo. L’asticella per chiunque proponga un cambiamento viene sempre posta ad altezze doppia o tripla rispetto alle richieste che si fanno ai mantenitori dello status quo. La mia domanda è: quali sono i progetti, le idee, eccetera, dell’attuale leadership del PD? Quali sono quelli di Bersani? Qualcuno se lo chiede? Qualcuno glielo chiede? Certo che ci sono, ma in quanti li conoscono? E in quanti protestano che non ci siano? La domanda è retorica. E quindi le contestazioni di cui sopra appaiono piuttosto strumentali, o ingenue.

Altre cose:

23 commenti su “Scusate

  1. baku

    Già c’hai accollato quel genio di Scalfarotto, non ti basta? Ma non possiamo fare che ti limiti ad essere un giornalista e ti togli dalla politica?

    E poi basta con questi piagnistei: ma che vuoi? Che si facciano da parte da soli, mentre li prendete a calci in culo? Vi faranno la guerra, no? E’ talmente ovvio che vedere ogni volta come tu stia lì a lamentarti, vi fa sempre più somigliare a bambini piccoli che si lagnano dei genitori. E non è certo una bella immagine per una classe che vorrebbe essere dirigente e sembra sempre più d’asilo.

  2. Rob

    Macaluso si è adeguato all’uso di un espediente piuttosto in voga tra gli editorialisti del Corriere (ma anche Travaglio): ritenere che “se non lo conosco, non esiste”. Ogni volta che si afferma che il PD non sta facendo niente per esempio, cosa significa? Cosa dovrebbe fare un’opposizione parlamentare? Emendamenti, ostruzionismo, e proposte di legge. Tutte cose che il PD fa, ma che si sceglie di ignorare per conservare diritto di critica.
    @baku: ti risulta che i giornalisti non si debbano interessare di politica?

  3. Pingback: Di Renzi, Civati e di contestazioni strumentali o ingenue « Champ's Version

  4. spago

    Ma di andarsele a cercare le idee di Renzi e Civati è proprio a Macaluso che lo puoi chiedere, mentre invece il punto è che alla gente normale, che non passa le ore a occuparsi di politica, ma magari si legge un giornale, si sente un tg, si siede la sera sul divano e segue un talk show, le devi portare in posti e modi accessibili. Se quando danno un’ora di trasmissione a Renzi su LA7 a In onda delle sue idee non viene fuori quasi nulla, mi spieghi che importanza ha che le scriva nel documento di sintesi alla fine del congresso del suo movimento? Quanta gente legge quel documento e quanta gente si guarda un talk? Recentemente Renzi è stato ospite anche della Zanzara, già lì ha tirato fuori qualcosaina di più.. ma -ina, -ina, sicuramente ancora troppo poco. Sono ancora davvero troppe le volte in cui sui giornali o in tv io sento dare un colpo al cerchio e uno alla botte, o fare affermazioni di principio generali, senza avvicinarsi in modo puntuale alle cose. Sembra che più ascolto abbia una tribuna più ci sia timidezza nel parlare: è sbagliato. Se le tue idee le esprimi in modo coraggioso solo nei cenacoli, non funziona! Io vorrei sentire un politico che non risponda sempre per perifrasi. Tutto ciò vale anche per la vecchia guardia Pd, ma vale il doppio per chi si propone come rinnovatore!

  5. Carlo M

    “L’asticella per chiunque proponga un cambiamento viene sempre posta ad altezze doppia o tripla rispetto alle richieste che si fanno ai mantenitori dello status quo.”

    Beh direi, altrimenti tanto vale tenersi lo status quo.
    Cmq il problema di Renzi, Civati and co. è che le rivoluzioni non si annunciano, si fanno.

  6. francescorocchi

    Sant’Iddio fa un po’ paura vedere quanto possa essere settario un elettore di sinistra, baku!

    Il PD, cmq, produce tonnellate di documenti, ma riesce a dire molto poco anche in quelli.

    Il trucco è questo: enunciare desideri, ma non come realizzarli. Tipo:

    “Portare il tempo pieno in tutte le scuole del Sud!” Benissimo. Sono d’accordo. Come?

    Non si sa.

  7. dalecooper

    Se pero’ lo dicono tutti, il dubbio che sia vero forse ve lo dovete porre.

    Innanzi tutto un chiarimento: la lista della spesa, i parcheggi agli asili nido, le graduatorie di assegnazione immobili, non sono progetti.
    Per lo meno di un partito _nazionale_.

    Progetto invece e’ cercare di inquadrare la vocazione del partito: capire _chi_ e _come_ si rappresenta. Rappresentiamo le classi deboli, chi sono? Sono le stesse di cinquanta anni fa (operai e contadini)? O sono cambiate? E come? Come faccio ad aiutarle? La bacchetta magica serve? ecc.

    La differenza, tra l’approccio di Bersani e il vostro, e’ che dall’anno scorso il partito del segretario e’ indirizzato a comprendere e rispondere alle domande di cui sopra (c’e’ stato un congresso, remember?) voi, e basta leggere uno dei tanti blog che vi rappresentano, parlate solo di giovani e vecchi (o meglio, come specificate voi stessi, di rampanti e falliti). Qualche lista della spesa di contorno. Sui temi scottanti (lavoro, laicita’, ecc) spesso ambigua e elusiva.

    Veltronismo 2.0

  8. Broono

    C’è la possibilità che il non chiedere al PD quali siano le sue idee e i suoi progetti, abbia dietro la presa d’atto che semplicemente non ci siano.
    Che quel “non chiedere” sia in realtà un “non chiedere PIU’” dato che l’assenza di nototrietà di quei progetti difficilmente può essere imputata all’assenza di occasioni e canali per comunicarli.
    Da qui, la possbiilità che l’insistenza sulla richiesta fatta ai Civati ai Renzi e agli Scalfarotto non sia un’asticella alta il doppio di quanto non sia quando la domanda è rivolta ai Rottamabili, ma semplicemente una domanda il cui fine è quello di sapere se ci sono quei progetti, prima ancora di entrare nel dettaglio di quali siano.
    Ed è chiaro che una domanda ribadita due volte appare il doppio di una domanda che non si fa più.
    Resta il problema dei canali e delle occasioni.
    Anche Scalfarotto nei commenti al suo ultimo post ha suggerito, a chi sosteneva avesse sprecato un’altra occasione per comunicare le sue idee, di andarsi a scaricare i documenti dei suoi progetti.
    Visto che siete tutti in vena di link, potete postare anche quello “dove sta scritto” che il compito di un elettore è quello di andarsi a cercare i progetti di un candidato e non viceversa?

  9. Denis Brandolini

    Ciò senza dimenticare: l’attuale leadership PD è la stessa che (quantomeno) colposamente ci ha inflitto questi tre lustri di Berlusconi e l’attuale caduta libera della dignità nazionale.

    In qualsiasi altra associazione, azienda, parrocchia o anche solo squadretta rionale un fallimento sì intenso ed esteso avrebbe portato l’allontanamento di chiunque entro il raggio di mezzo chilometro, inclusi gli ignari passanti.

    Che invece continuino a pontificare e bisticciare e dividersi in correnti e permutare la cricca, arroccati alla presunta mancanza di programmi delle alternative, supera ridicolo e patetico.

  10. Kekko66

    Bah, io la faccio semplice. I vari Renzi, Scalfarotto, Civati e gli altri che si candidano ad essere il “nuovo”, non bucano lo schermo (l’ho detto prima: la faccio semplice), non colpiscono la gente e non sono abituati a fare politica, quella, intendo, che ti fa consumare le scarpe, che ti porta in giro per la città, la regione, l’Italia, a conoscere e a parlare con la gente. Quella che hanno fatto Fassino, che alle elezioni non andava male, e prima di lui gli altri leader della sinistra e della destra. Insomma i nuovi aspiranti leader appaiono troppo elitari.

  11. piti

    C’è la sensazione, a proposito dei fatidici giovani del PD, che siano mossi più dal desiderio di fare il loro giro in giostra, di godere del loro quarto d’ora di celebrità, con qualche idea posticcia come pretesto per salirci, sulla giostra, che da una vera motivazione di porsi al servizio di una nazione.
    Magari è una sensazione sbagliata. Ma è molto potente.
    E, nel dettaglo, si osserva una totale afonìa sul lavoro. Forse eccetto usare le brillanti idee di Ichino, che precarizzeranno tutti con la scusa di precarizzare “di meno”.

  12. tanogasparazzo

    Tantissimo tempo fa in una nota università un giovane studente in un dibattito politico del PCI, era presente Togliatti, detto il” Migliore” appunto questo studente, con arroganza, ed ingenua gioventù pose la domanda:- ” Compagno Togliatti perché non hai permesso di fare la rivoluzione, alle masse”. Questa domanda imbarazzò il Migliore. Da quella assemblea il giovane fece molta strada, consumò molte scarpe davanti alle porte delle fabbriche, ed moltissimi miglia di giovani studenti operai seguirono la sua idea. Bene non dico che, questi giovani di oggi del Pd debbano porre la domanda da cento pistole, eppur vero che debbano conquistare la loro visibilità, scrollandosi, tagliando il cordone ombelicale

  13. S.ara

    Kekko66, infatti la fai TROPPO semplice, forse addirittura menti e fai apposta. Perchè se non sai ancora che Civati macina centinaia di kilometri, incontri pubblici, dai più blasonati a quelli con 20 persone in fondo a una provincia in periferia, documenti, opposizione in Regione, video, proposte, libri, coinvolge chiunque gli scriva con un ‘idea decente, ti dà il cellulare ancora prima che glieo chiedi…. se veramente non lo sai ancora (e non stai bleffando), allora taci e informati e non fare paragoni con Fassino, che sei ridicolo e ridicolizzi lui.

  14. Lazarus

    Civati darà anche il numero di cellulare “ancora prima che glielo chiedi” (capirai) ma questo al massimo fa di lui una persona gentile non certo uno con delle idee. Ci vuole altro credo per essere un leader e per candidarsi alla guida di un partito, e questo altro per ora è così nascosto che proprio non si vede. Poi tutto è possibile, diamo fiducia e vediamo, che si diano da fare sul serio però..

  15. Kekko66

    @Sara. No non mento, io non vivo dentro il PD o nei partiti quindi non so che cosa faccia tutti i giorni Civati o gli altri. Io ti dò la mia impressione di lettore di giornali, di persona che mediamente s’informa e si fa le proprie idee. Se tu dici il vero su ciò che fa Civati, allora è ancora peggio: parla parla ma nessuno lo ascolta e nessuno lo conosce. Se entri in una fabbrica e dici: discutiamo dell’ultima cosa che ha scritto Civati? Chiiiii? Banalizzo, lo so, ma i voti la sx se li deve andare a prendere lì altrimenti Bossi e Di Pietro fanno il pieno nelle fabbriche.
    Insomma: non vedo leader nel PD e senza leader e senza idee la vedo dura.

  16. Carlo M

    Scusate (stavolta lo dico io), ma Bersani è il segretario del PD perché è stato scelto dagli iscritti, al congresso, e poi dagli elettori, alle primarie. Civati si è presentato? No, ha preferito sostenere Marino. E allora, ma di che cosa stiamo parlando?? Civati si candidi alla prossima tornata. Se sarà convincente io lo voterò, e se vincerà sarà lui il mio segretario, come oggi lo è Bersani. Le chiacchiere stanno a zero.

  17. Denis Brandolini

    Carlo, sei il testimonial di sinistra di http://www.wittgenstein.it/2010/11/03/va-dove-ti-porta-il-capo/?

    No perché suona davvero buffa la concezione che eletto un segretario sia dovuto seguirlo anche nel baratro e non osare obiettare o portare altre idee – specialmente quando quelle del capo stesso non danno nulla.

    Kekko, qual’è la tua obiezione? Che chi non è già corteggiato dai giornali non ha diritto a cercare di raccogliere attorno a sé chi vorrebbe un nuovo progetto? Tra l’altro, è palese che la pentola del tentativo di rinnovamento che da tempo borbotta è contiene un minestrone di chi dai media tradizionali italiani non solo non si sente più rappresentato/informato, ma proprio ne è spesso disgustato.

    Poi se la vostra idea è vivere nella nostalgia di altri tempi, con strategie e leader che perdevano anche quando il mondo era ben diverso e il muro ancora intonso, solo per cullarvi nelle parole del sacro segretario di turno… amen.

  18. brandavide

    Be’ se parliamo di bucare lo schermo bisogna pur ricordare Prodi, e tener conto che l’attuale leader si chiama P i e r l u i g i B e r s a n i, cioè, mica Fiorello.
    Le chiacchiere non stanno poi tanto a zero, anche perchè chi accusa di eccesso di infantilismo questi così detti “nuovi” dovrebbe tener conto che dall’altra parte, in quella dell’arroccamento, ci sta un gruppo che frigna perchè questi gli mancano di rispetto… perchè “rottamazione” non è una parola da usare… perchè c’è il congresso… ma cazzo vi rendete conto?
    La guerra?
    Va bene, anzi benissimo, partiranno pure con mura più solide e posizioni di vantaggio, ma non pensino di volersi scegliere anche le armi, questi gozzovigliano nel potere da 20 anni e fanno le pulci al bon ton!
    Quello che mi preoccupa è capire cosa centri Scalfarotto con Renzi, io non lo so, e preferirei che le distanze ci fossero, e fossero ampie!
    E poi cosa diavolo serve chiedere a Renzi il suo “programma” di governo? Ha una città importante da governare, si dedichi a quello e dimostri di farlo bene. Sia tranchant nei confronti dell’apparato, che non dimentichiamoci è capace di esaltare, riassorbire e riallineare nei ranghi la pulzella Serracchiani come un rullo compressore, cancellando tracce neanche fosse mai esistita.
    Si cerchi le alleanze con chi ha dimostrato di lavorare bene, con Chiamparino, con Zanonato, plachi le pulsioni manettare con un simbolo del sud onesto come Rita Borsellino.
    E buona fortuna.

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