No, il dibattito no

Non è un’osservazione particolarmente acuta, ma ieri sera guardando Ballarò notavo come ogni volta che qualcuno degli ospiti dell’una o dell’altra fazione faceva una contestazione che pareva sensata agli avversari, quella contestazione non trovava risposta ma solo una controcontestazione altrettanto fondata.
Ed è fatta così la dialettica politica italiana, che ha perso ogni ragionevolezza o disponibilità a capire e discutere (lo si è visto nell’inconsuetamente sobria e interessante ultima puntata di Annozero, povera di politici e vecchi tromboni): che nessuno raccoglie le accuse, ci fa un ragionamento e le smonta oppure accetta, oppure un po’ le smonta e un po’ le accetta; invece tutti controaccusano, non essendo in grado di smontare e non avendo la buona fede di accettare. E siccome la coscienza sporca ce l’hanno tutti, possiamo andare avanti all’infinito. E lo faremo, salvo guerra civile.

9 commenti su “No, il dibattito no

  1. Carlo M

    la coscienza sporca non ce l’hanno tutti. c’è chi fa politica, anche in posizioni di responsabilità, con la coscienza pulitissima.
    poi c’è chi vuol far credere che la coscienza sporca ce l’abbiano tutti, che è un vecchio trucco.

  2. makeroo

    Pensavo la stessa cosa, ma la interpretavo diversamente. Limitatamente alla TV ho notato che lo scopo non è la discussione ma la visibilità. Quindi in TV non si va per discutere le idee ma per fare altro. E il giochino è collaborativo: chi espone delle idee non si aspetta che l’altro le analizzi, le smonti o le accetti. Espone le proprie per fare mostra di sé, poi lascia parlare gli altri affinché facciano altrettanto. Questo anche quando le idee esposte sono accuse rivolte all’altro: il senso non cambia.

    Non credo che c’entri molto la coscienza sporca: piuttosto lo interpreto come consuetudine nostra. Poi malignamente tendo ad associarla all’incompetenza.

    Concludo notando un altro aspetto: chi va alle trasmissioni di solito è “preparato”: ha il suo bel fogliettino con le “argomentazioni da esporre”. Se la trasmissione dura troppo, e le finisce, nessun problema: si ricomincia dall’inizio. Sembra di vedere degli spot personificati.

    Avete mai provato a giocare a Eliza?

  3. andrea

    Io trovo insopportabile quando si sparano cifre assurdamente differenti. Possibile che non ci sia un conduttore che ferma tutto fino a che la redazione non gli riporta il dato ufficiale?

  4. Luca

    Occhio a quello di cui si parla, che non è ovviamente lo stupro di vecchiette: tutta la leadership della sinistra ha la coscienza sporca dei suoi fallimenti, e di fronte alla sensatissima contestazione sulla propria incapacità di battere Berlusconi cambia discorso o accampa scuse.

  5. iorby66

    Concordo. Deliri allo specchio nella stragrande maggioranza dei casi.

    Quando sono triste guardo HARDtalk, che seguii per lungo tempo giornalmente e mi scandalizzo´, persino, per la mancata accondiscendenza di Stephen Sackur. Mi scuso per il solito trito paragon con la BBC, ma non riesco a farne a meno.

  6. ro55ma

    Difficile non essere d’accordo sul ragionamento e sulle conclusioni (fino ad auspicabile prova contraria-) ma la causale è forse peggio della constatazione: è lo spettacolino che la maggior parte degli spettatori della “corrida” apprezza di più; costa meno fatica (per seguire un dibattito intelligente devi metterci anche la tua intelligenza) e puoi chiamarti fuori da qualunque cosa dicano (importante o no che sia) chè tanto stanno a fare lo show per la televvvisione..

  7. sergio62

    Voltaire(non condivido le tue idee, mami batterò affinchè tu le possa sostenere) purtroppo non abita da noi. E neanche la capacità di ascoltare.

  8. Pingback: links for 2011-02-16 « Champ's Version

  9. tuscanfoodie

    e’ la stessa cosa che accade nei commenti su qualsiasi blog italiano. Fai un’osservazione, la gente non ti si fila, o prende una tua frase e le attribuisce un significato completamente diverso. Tu intervieni di nuovo, cerchi di spiegare, e si continua a scivolare invece sempre di piu’ nella tana del coniglio.

    Che due palle.

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