In guerra col Messico

Gennaro Carotenuto mi ha appena gentilmente sgridato perché stamattina a Prima Pagina ho parlato di un viaggio in Sudamerica del Papa, ma il Papa era in Messico. Naturalmente ha ragione, ma come è andata è una microstoria di rapporto tra lettori e cliché dell’informazione, dove io faccio la parte del lettore.
Ho letto ieri un titolo in prima pagina, stamattina, che diceva “il Papa nella terra dei narcos”. A parte la formulazione cretina – per cui se io fossi il Messico dichiarerei guerra – che riconosco come parte dell’affanno quotidiano dei giornalisti italiani nella ricerca inutile e pigra di sinonimi e sostitutivi del soggetto o del complemento (la squadra partenopea, il duca bianco, sapete quelle cose lì, indotte da un terrorismo scolastico sulle ripetizioni): ma io sono lento ad aggiornarmi sui clichés, e quindi ero rimasto che quello dei narcos si riferisse alla Colombia. E così mi sono immaginato che il Papa fosse in Colombia, e mi è rimasto attaccato anche dopo aver letto del Messico (e aver pensato che se io fossi il Messico dichiarerei guerra). E così per me il Papa era in Sudamerica.
Sto cercando di dare la colpa ad altri di uno strafalcione, certo.

9 commenti su “In guerra col Messico

  1. ellevu

    Con una signora nella frase misi un “voi inglesi” anziché “voi britannici”.
    Costei è scozzese…
    Ho ancora il suo latrato nelle orecchie!
    O quella volta che un volontario mi urlò da venti metri di passargli una mascherina e intendeva un collarino.
    Eravamo in piena psicosi antracite (voi giornalisti…).
    Furono venti secondi di panico.
    Questo per confermare che anche uno sbaglio nella comunicazione può costare!

  2. layos

    E’ un errore comunissimo che dipende dal fatto che America Latina e Sud America vengono usati spesso come sinonimi perchè nell’80% dei casi le nazioni che vi appartengono sono coincidenti.

  3. reb

    [ot] a costo di scrivere qualcosa che sembri bieca piaggeria, vorrei dire – luca – che, per me, quel che fa la differenza di stile con altri giornalisti e il motivo per cui mi piace leggere questo blog e ilpost.it sta tutto nell’ultima frase :D

  4. Roger55

    Per gli USA, il nord sono loro, ciò che accade a Sud dei loro confini, è “South America”. I loro abitanti sono “latinos”, cattolici, salariati a basso costo ed i loro governanti politici , fascisti, da corrompere. Il geografo non si riconosce nell’affermazione. Il geopolitico deve considerarlo un unico territorio.

  5. alexmeia

    Visto che si parla delle impecisioni che hai detto a Prima Pagina, approfitto per segnalare che stamattina, quando parlavi di Antonio Tabucchi, mi è sembrato di sentirti dire che quando avevi 20 anni hai letto Sostiene Pereira e ti è venuta voglia di conoscere il Portogallo. Secondo me hai sbagliato libro. Sostiene Pereira è uscito nel 1994.
    (Oppure ho capito male io, che non ero ancora del tutto sveglio.)
    (Oppure sei del ’74 e li porti male.)

  6. Pingback: Cose che ho imparato durante il viaggio in America latina di José Ratzinger : Gennaro Carotenuto – Giornalismo partecipativo

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