Ho fatto un viaggio negli Stati Uniti e mi ha colpito la prevedibile corrispondenza della musica che capita di ascoltare con i luoghi dove la si ascolta. A Boulder, nota per essere una città grunge, western e sportiva nelle montagne del Colorado, si sentivano solo i Pearl Jam e Neil Young. Dall’autoradio, man mano che mi avvicinavo alla west coast, era tutto Eagles e America (niente Giorgia né Malika Ayane), e alle soglie dell’oceano siamo passati a Jack Johnson e addirittura ai Beach Boys. E mi è tornato in mente un mio vecchio progetto da impallinato di canzonette, un diario della musica ascoltata in ogni posto dove andiamo, bar, negozi, case private. Oggi sarebbe molto più facile, una sorta di social network con geolocalizzazione della musica, un 4square con le canzoni. Magari esiste già: potrebbe essere associato a Shazam, un’applicazione che individua una canzone e la condivide sul social network. A cosa servirebbe? A niente, appunto, a condividere infantilmente altre passioni e capricci, che è quello che sono diventate le nostre vite, no?
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Non la vedrei come una cosa molto americana: o,perlomeno,esiste anche in Italia ma è più legata ai nomi che al genere(da noi,pur con la crescita dell’hip hop il pop-anche superautoriale-l’ha sempre fatta da padrone,e spesso con merito):così se vai a Napoli è più facile che ti imbatti in una canzone di-con decenza parlando.D’Alessio, o del buon Daniele, a Roma Venditti,magari Colle der Fomento, a Bologna Cremonini(è chiaro che poi sono tutti artisti che hanno successo anche al di fuori del loro cerchio “natio).Comunque il diario della musica è una bella idea ma dico che certe canzoni(anche straniere, si capisce) acoltate nei bar, sotto le metropolitane, dal dentista o che escono da una radio,eccetera,NON possono fregiarsi dell’appelaltivo di musica: tanto varrebbe considerare tale il tubo di scappamento di una marmitta o qualche suono superdistorto, ma su questo magari il fu Luciano Berio avrebbe da obiettare.
Boulder in America è soprattutto nota per essere la roccaforte del bene nell’”Ombra dello scorpione” di Stephen King. Il Signore degli anelli d’oltre oceano.