Briciole di Grillo

Ridurre il dato dell’esagerata copertura televisiva su Beppe Grillo in questi anni a una questione di errori e sventatezze politiche – come ha fatto di nuovo Eugenio Scalfari domenica accusando alcuni di sostenerlo per arrivare allo sfasciamento di tutto e alla “palingenesi” purificatrice; con risposte di Enrico Mentana – equivale come al solito a nobilitare un’iniziativa dagli obiettivi assai più banali.
Se ogni talkshow e telegiornale in questi anni ha mandato un suo cronista a rincorrere Grillo e un suo cameraman a riprendere le sue invettive sempre uguali, è perché Grillo che urla e fa le battute  e manda tutti a quel paese paga, in termini di audience.  Avere un po’ di Grillo nel programma è come avere il video dell’incidente clamoroso in formula Uno, o il fuorionda a effetto. E quindi tutti cercano di mettercelo: chi in testa alla puntata, chi in coda, con diverse oculatezze da studiosi delle curve dello share.

Che poi ci siano alcuni sgamati e navigati intellettuali che auspicano l’uragano che si porti via tutti (compresi certi loro vecchi amici e conoscenti, che il pianerottolo impera sempre) è vero da tanto: oggi sarà Paolo Flores, come dice Scalfari, ma Paolo Mieli mi pare fosse già su questi desideri molti anni fa, con maggior discrezione.
E possono avere anche delle ragioni, visto il quadro: sono solo ingenui nel pensare di poter sopravvivere – governarlo, persino – all’uragano, direi.

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3 commenti su “Briciole di Grillo

  1. odus

    In parole povere, il giornalismo cartaceo (Paolo Flores o Paolo Mieli ed Eugenio Scalfari con loro) gioca sulle copie vendute come quello sul web sul numero di internettisti e quello televisivo sull’audience, tutti e tre al fine di acquisire una maggiore quota di pubblicità commerciale, come i politici puntano al voto di scambio con promesse all’elettorato che, se realizzate, implementano il debito pubblico.
    Chi tra giornalisti e politici è più deleterio per la povera umanità dei compratori?

  2. Piccola Dorrit

    Come per la scienza è più difficile che con una vecchia teoria si scoprano o riconoscano fatti nuovi, ma sarà una nuova teoria a farlo, così con i vecchi schemi della politica e dell’organizzazione sociale non si riconosce il nuovo o lo si espelle come il male.
    Invece di riconoscere che secoli, nei tempi televisivi, di Ballarò e similari, sempre uguali a se stessi, sono la falsa comunicazione, il falso contraddittorio in quanto sono lo spettacolo del dibattito, la sua messa in scena. Per cui fa bene ed è coerente che Grillo se ne tenga e dia indicazione di tenersene alla larga. Per contro viene criticato proprio il suo essere andato in Sicilia, l’opposto coerente del talk show, dove si è speso per parlare direttamente alla gente. Questo non va bene alla casta, che preferisce stare comodamente in poltrona sotto i riflettori, ed evita il contatto con le persone (come potrebbero costoro fare a meno del finanziamento pubblico così com’è da noi, cioè nell’elargizione a fondo perduto, se non si degnano d’andare a chiedere e a bussare alle porte? e insultano l’antico e nobile comizio perchè “non c’è contraddittorio”?
    Con un D’Alema e una Rosy Bindi che in poltrona e sotto i riflettori, appunto, rivendicano come loro merito di fare la fatica si stare in parlamento a votare la fiducia al governo tecnicoMonti. Il massimo di fatica che possono permettersi i leaders politici italiani attuali.

  3. reta

    spaccare tutto anche paolo mieli? non mi ricordo proprio una sua presa di posizione in questo senso.
    paolo flores invece mi ha fatto effetto per la sua mala fede. scrive su un giornale che non ammette nessuna critica a grillo. chi osa fare qualche osservazione viene definito troll pagato dal pd. un giornale che ha ospitato commenti offensivi in maniera veramente inaccettabile nei confronrti di federica salsi e lui? non vede niente? gli va tutto bene? basta spaccare il pd…
    ma gli stessi grillini non sono mica d’accordo sulle sue elucubrazioni mentali, e spesso glielo mandano a dire.
    comunque caro sofri, anche lei mi sembra su una brutta china…

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