Per un giorno solo

Non sono tante le grandi canzoni rock che sopravvivono all’ascolto plurimo, decennale, sfinente, accompagnato da tutta la retorica sulla loro immortalità. Per esempio, “Stairway to heaven” dei Led Zeppelin no. “Like a hurricane” di Neil Young sì. “One” degli U2 sta in un momento di crisi, ma magari torna. “Heroes” di Bowie sì sì sì. Strasì. Potrebbero farne la sigla di Porta a Porta e allora vi verrebbe voglia di guardare Porta a Porta (forse; forse no). La leggenda vuole che sia stata ispirata dalla visione di due collaboratori di Bowie che si baciavano davanti al Muro di Berlino, quando lui abitava là. Robert Fripp ci mise la chitarra, e Brian Eno fece il resto. Esistono la versione tedesca (“Helden”) e quella francese (“Heros”), cantate dallo stesso Bowie. Parte della sua qualità eterna sta nel messaggio di ribellione e ambizione privata – non dissimile da quello di “Born to run” Springsteen e di molte altre – che dice in sostanza “io e te baby possiamo spaccare il mondo”. Che poi sia “solo per un giorno” è un dettaglio troppo frustrante per essere considerato. Complice il titolo, poi, il “muro di suono” che sostiene tutta la canzone ha sempre avuto una carica da “andiamo e conquistiamo” per cui il pezzo è stato amatissimo da colonne sonore cinematografiche e spot pubblicitarie, fino ai titoli di coda di “Noi siamo infinito”, dove l’abbiamo appena risentita.

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Un commento su “Per un giorno solo

  1. Steve Romano

    La canzone è orecchiabile, a parte l’arrangiamento pompier, ma lui in questo video è veramente inguardabile.

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