Due anni dopo, nodi, pettini

Da due anni mi domando (non sempre, eh, penso anche ad altro) se sull’andare al governo in quel modo prepotente abbia avuto ragione Matteo Renzi o se avessi ragione io. In generale io tenderei – come tutti noi – a pensare di avere ragione io, di solito: però ho dovuto via via constatare che a Renzi gli è andata piuttosto dritta, finora. È al governo ormai da due anni; ha di certo fatto diverse cose; continua abbastanza a imporre la sua agenda senza apparenti cali di consensi salvo un “fisiologico” logoramento da governo, che al momento non appare preoccupante; le opposizioni non lo mettono in difficoltà; gli alleati non lo intimoriscono. Dovrei quasi dire che ha vinto lui, dal suo pragmatico punto di vista, e torto io, dalla mia posizione privilegiata di quello che commenta e si permette di dire che bisognava fare diversamente, tanto io faccio un altro lavoro.

Ma non mi convinco (anche perché non sono tanto convinto dei trionfali giudizi sui risultati, pur constatando che delle cose sono cambiate: è come se un pezzo di Italia fosse già in una nuova storia, e un pezzo ancora in quella vecchia, mi pare). Dev’essere per quella tendenza a voler pensare che ho ragione io, mi dico, e rinuncio ad arrivare a una risposta, e torno a pensare alla sconfitta del Napoli, dannazione.

Poi però succede la cosa della legge sulle unioni civili. Che è uno scandalo impensabile, non fosse che viviamo dentro uno scandalo impensabile e quindi ci siamo abituati non solo a pensarlo, ci siamo abituati quasi ad abituarcivisi. Chissà se ho messo i pronomi giusti. E in questi spazi di rassegnazione che lo scandalo ci lascia, ho cercato di capire cosa sia successo: mi sono detto che se c’è uno scandalo, una cosa impensabile, un’eccezione alla civiltà occidentale, ci dev’essere qualche fattore che lo spieghi, e che potenzialmente si può rimuovere, capendo come.

In questo mi ha convinto molto l’editoriale di giovedì del direttore di Repubblica, anche se ho preso atto di opinioni diverse che ho sentito: che mette in fila quattro ragioni che hanno portato all’attuale incombente fallimento della legge sulle unioni civili. Le prendo a prestito ma le spiego con parole mie:
1. c’è stato un “tradimento” da parte di un partito di inaffidabili inadatti, manifesti incoerenti, turisti della responsabilità nei confronti del paese e della serietà istituzionale. Tratti così scontati e riconosciuti che ciò che aveva meravigliato era stato proprio il loro partecipare all’approvazione della legge: il concorrere ad affondarla li riconsegna alla loro essenza reale, che in molti avevano voluto rimuovere più per wishful thinking che per lucidità.
2. c’è stato appunto un ingenuo affidamento da parte del PD pro unioni civili verso quell’appoggio inconsueto, associato a una complementare incapacità di quella parte del PD di costruire una maggioranza più affidabile sulla legge con gli strumenti della politica e della capacità di persuasione che dovrebbero essere propri di una forza progressista vincente. Il partito di maggioranza ha avuto di fronte uno scandalo e non l’ha saputo sconfiggere.
3. c’è stata un’eccessiva delega della questione al parlamento da parte di Matteo Renzi. Se il contesto è quello descritto sopra, con le sue fragilità e debolezze, la forza che ha più potere reale e contrattuale deve spendersi e spenderlo per superarle e attenuarle, non sperare che messa una zattera in mare quella arrivi col suo carico dall’altra parte dell’oceano, incrociando le dita. Ancora di più se ti sei proposto come il leader del cambiamento e se hai dato da tempo estese garanzie sul risultato, su cui sei già molto in ritardo: le aspettative sono alte, nei confronti di Renzi, e un “è colpa dei grillini traditori” non è accettabile. Non hai parlato di grillini quando due anni fa hai cominciato ad annunciare la legge sulle unioni civili e sulla stepchild adoption.
4. c’è stata una campagna di bugie e mistificazioni sul contenuto della legge e sui suoi effetti, da parte della comunicazione politica e giornalistica del centrodestra, campagna che ha vinto. Non meraviglia di certo me che notizie che non lo erano abbiano prosperato sui media – con una quota, bisogna dirlo, propalata per scelleratezza anche da quelli che si dicono favorevoli alla legge – e che abbiano attecchito in giro, ma in questo caso viene quasi da inchinarsi ammirati di come sia stata data a bere a tantissimi italiani svogliati di approfondimenti la balla sull’utero in affitto, sul dove andremo a finire, sulla fine della famiglia. Quello che è uno scandalo a vederlo da qualunque paese occidentale civile, qui è stato raccontato come un’indispensabile saggezza e protezione dei bambini minacciati. Complimenti.

Detto questo, tornando al tentativo di capire, si può/poteva fare qualcosa per annullare qualcuno di questi fattori? Non per quanto riguarda il primo, temo di dover dire, per quanto sia persino io tentato dal wishful thinking: ma bisogna anche essere realistici.
Per quanto riguarda il quarto, probabilmente si poteva lavorare meglio sulla comunicazione seria e veritiera in contrapposizione a quella degli ingannatori: i giornali che si dicono più autorevoli potevano probabilmente evitare di concorrervi, e di dare uguale spazio alle bugie e alla verità come se fossero due equivalenti opinioni argomentate. E chi aveva cara questa legge forse poteva evitare di cadere in certe trappole della contrapposizione tra curve, considerato che sta andando a finire che vincerà la curva dei provocatori: era meglio lavorare di più di diplomazia e proselitismo, e attenuazione delle paure assurde.

Ma veniamo al terzo e secondo fattore, per cominciare a chiudere questo lungo ragionamento che – se siete ancora qui – ricorderete essere partito da due anni fa. Li metto insieme in un fattore solo, quello che riguarda il PD di Matteo Renzi, sul quale diverse persone con cui ho parlato sono più indulgenti di me, argomentando in sostanza che non si potesse fare altrimenti che appoggiarsi agli infidi grillini o consegnarsi agli esigenti alleati di centrodestra: o si rischiava per vincere, o si cedeva per pareggiare (perdere, di fatto).

E può darsi, dico io (anche se ricordo che non fu menzionato, due anni fa, che la scelta sarebbe stata questa). Ma è una condizione che non è accettabile, a priori: dover fare questa scelta, per sconfiggere uno scandalo e ottenere una cosa sacrosanta, vuol dire essere già sconfitti, e che al momento della vera e indiscutibile dimostrazione che in due anni qualcosa è cambiato, quella dimostrazione non arriva. E che stavolta – quando il gioco si fa duro – non sei nemmeno in grado di dirmi, cinicamente: “vedi che alla fine vinco io?”.
Questa situazione di scelta tra un fallimento o l’altro è la dimostrazione che non puoi cambiare le cose e l’Italia governando con l’NCD e con un gruppo parlamentare che non ti appoggia: e che i risultati che hai eventualmente ottenuto finora sono dei risultati limitati da questo guinzaglio. Possiamo decidere che siano meglio un po’ di metri di guinzaglio piuttosto che stare chiusi nel canile, ma non era questo il progetto che la rivoluzione renziana si era venduto, a suo tempo. Allora ridimensioniamola, con rispetto e lealtà verso il lavoro che sta venendo fatto: ma diciamocelo.

Per me, che sono quello per cui Renzi non doveva accettare di andare al governo in quel modo e che forse ho avuto torto, la cosa da fare è invece un’altra: Matteo Renzi si dimette, preso atto dell’indisponibilità di parte del suo partito e dei suoi alleati a sostenerlo in una scelta che è concretamente e simbolicamente centrale nel progresso civile del paese. E spiegando che non può essere capo di un governo e di un partito che non sono in grado di garantire un diritto elementare ai suoi cittadini e ai suoi bambini. E per ottenerlo investe tanto da presentarsi alle elezioni, cercare di vincerle – in questo momento è discretamente probabile – e rompere quel guinzaglio. Se Renzi si dimette da aprile-maggio non esiste nemmeno più l’obiezione di allora, che la legge elettorale non gli avrebbe consentito maggioranze solide: dal primo luglio si vota con l’Italicum (se si accelera sull’iter riforme bene, se no si vota anche il Senato col “Consultellum“).

E così mettiamo una pezza su quella scelta di due anni fa, e questo periodo si sarà dimostrato un proficuo prodromo a quello in cui si cambia verso. E avremo avuto ragione tutti e due, mettiamola così.

Aggiornamento: ascoltati alcuni proficui feedback e pareri, l’ipotesi appare più produttiva se procrastinata di un trimestre, in modo da votare il referendum riforme a ottobre. E poi elezioni.

Altre cose:

21 commenti su “Due anni dopo, nodi, pettini

  1. Michelangelo

    “Se Renzi si dimette da aprile-maggio non esiste nemmeno più l’obiezione di allora, che la legge elettorale non gli avrebbe consentito maggioranze solide: dal primo luglio si vota con l’Italicum (se si accelera sull’iter riforme bene, se no si vota anche il Senato col “Consultellum“).
    Forse, dico forse, bisognerebbe vedere le cose con più sobrietà, e non farsi prendere dalla rabbia. Se si vota anche per il Senato con il “Consultellum” vuol dire che le riforme costituzionali non sono passate e che il Governo dovrà chiedere la fiducia anche a quel ramo parlamentare; vista la natura della legge elettorale in questione, non ci saranno comunque maggioranze solide e si ritornerà punto e a capo. In altre parole: se non passa la riforma costituzionale bisognerà stare nel limbo del Governo “non votato da nessuno” per anni annorum.
    Poi si può anche concordare o meno sulle scelte di Renzi (a me non sono piaciute per nulla, e con me il PD ha quasi sicuramente perso un elettore), ma questo non dovrebbe distogliere dal vedere la situazione per com’è effettivamente.

  2. Quantico

    O meglio: la riforma costituzionale potrebbe pure essere passata (ed è scontato, visto che manca solo l’ultimo passaggio alla Camera in programma a fine aprile), ma visto che è certo che verrà sottoposta a referendum, non entrerà in vigore prima del referendum stesso – ossia in autunno, presumibilmente. Votare prima di quel momento significa dover eleggere anche il Senato e doverne ottenere la fiducia, come è stato fino a oggi.
    Quindi sì, anche secondo me Renzi dovrebbe dimettersi quanto prima e andare a elezioni, ma non certo prima dell’entrata in vigore della riforma costituzionale, altrimenti siamo punto e a capo, come dice Michelangelo. Mi piace pensare (wishful thinking?) che stia cercando di tirare avanti alla meglio fino a quel momento.

  3. Fulvio

    Credo che se uno come Renzi, che sulla capacità di interpretare gli umori degli elettori (che si potrebbe anche definire come la sua capacità di accelerarne il passo verso una direzione che hanno comunque già intrapreso) ha costruito buona parte delle sue fortune politiche, abbia deciso di non spendersi più di tanto per l’approvazione della legge questo ci debba far riflettere su quello che si dice e legge forse troppo spesso e che cioè ormai è da tempo che gli italiani certi argomenti li hanno elaborati e accettati. Io penso che sia esattamente il contrario, proprio perché questi sono i tipici temi su cui l’anima cattolica del paese dà il peggio di sé. Insomma, in Italia spendersi su queste cose a conti fatti non garantisce un tornaconto politico sufficiente a mettere al riparo dai rischi che si corrono. E sarebbero in troppo pochi a provare solidarietà per un Primo Ministro che si dimette per questo genere di questioni ‘quando ben altri sono i veri problemi’.

  4. andrea61

    IMHO se cade Renzi andiamo dritti dritti verso l’ennesimo governo tecnico di salute nazionale. Basta un colpo di vento sui mercati e ci ritroviamo con lo spread a 400 e il deificit che va alle stelle.

  5. gpezzuto

    Un commento sul metodo e nomi dei nuovi direttori RAI sotto Renzi ? Ho tocca faccende troppo personali? Grazie

    Macché, figurati: sono favorevole. Ciao.

  6. Raffaele Birlini

    La legge sulle unioni civili è fallita perché non bastava equipararle alla famiglia etero e monogama, ci si è impuntati a far passare l’adozione del figliastro che nei fatti è l’adozione del bambino comprato mediante utero in affitto all’estero. Proprio oggi i giudici italiani hanno assolto una coppia di 60enni che hanno comprato due gemelli in ucraina.

    Che non sia legale comprare uteri e neonati è uno “scandalo impensabile”? Una “eccezione alla civiltà occidentale”? Un “fattore da rimuovere”?

    A parte che Renzi ha dato mance a insegnanti (come sua moglie) e ai diciottenni. A parte che ha salvato una banca dove i parenti della ministra Boschi, che prestava i soldi al padre di Renzi, piazzando obbligazioni spazzatura ai risparmiatori. Se il governo non cade è solo perché, al momento, non ‘ce lo chiede l’auropa’ e ancora serve il governo ‘di unità nazionale’.

    E veniamo a Repubblica, il club sciccoso degli intellettualodi di sinistra il cui editore ha incassato milioni dal berlusca grazie a una sentenza e ha preso la cittadinanza svizzera, il De Benedetti che voleva nuovi finanziamenti pubblici all’editoria da ottenersi tassando l’ADSL. Per capire il grado di libertà, indipendenza, onestà, del giornale di cui stiamo parlando.

    1- Il tradimento. Non c’è nessun tradimento. La legge è stata ritirata pur di non andare incontro al voto sugli emendamenti e, tanto per cambiare, si è data la colpa a un nemico, stavolta tocca ai grillini che da sempre sono ostili allo strumento antidemocratico, per non dire fascista, del ‘canguro’ e si sono comportati in maniera coerente.

    2 – L’ingenuo affidamento. Essì, perché il PD non deve trovare i voti che gli servvono per far approvare le leggi che ritiene fondamentali per accontentare il compagno Vendola e il senatore Lo Giudice, no, deve avere “capacità di persuasione” senza cadere nello “ingenuo affidamento”. Invece siamo di fronte alla solita storia che la sinistra deve dimostrare di essere abbastanza di sinistra agli estremisti per evitare di diventare “nemico”, “infiltrato”, “provocatore”. Un atteggiamento violento che io trovo di un fascismo esemplare.

    3 – “eccessiva delega della questione al parlamento”. Essì, nelle dittature degno di questo nome non si fa l’errore di interpellare il parlamento. Si fa un decreto e poi, se proprio qualcuno si lamenta, una bella campagna per un referendum dove chi volesse votare contro andrebbe preso e spedito in campo di rieducazione perché la questione è “concretamente e simbolicamente centrale nel progresso civile del paese” (ma chi lo dice? ma dove sta scritto?).

    4 – “c’è stata una campagna di bugie e mistificazioni sul contenuto della legge”. Eh? Quali bugie, quali mistificazioni? “la balla sull’utero in affitto”, quale balla? Perché ha ritirato la legge pur di evitare il voto, magari addirittura segreto, sugli emendamenti? Perché non ha stralciato l’art. 5 facendo approvare tutto il resto della legge piuttosto che mettersi a parlare di elezioni anticipate nella certezza di poter trasformare la competizione elettorale in un referendum su quella che la propaganda di sinistra paragona nintemeno, a proposito di campagne di bugie e mistificazioni, alla nuova liberazione dei neri dalla schiavitù, a woodstock, al voto alle donne e altre magnifiche sorti luminose e gioiose.

    Signor Sofri, non piace a nessuno venire presi in giro, nemmeno a lei immagino, e articolesse come questa sua danno l’impressione di una presa in giro, danno l’idea che la sinistra consideri, forse a ragione, chissà, la massa degli elettori come un branco di idioti a cui si può far digerire qualunque ‘narrazione’. La differenza sta solo in chi telecomanda er poppolo bbbue per via mediatica, se i buoni della sinistra ortodossa o i cattivi tutti gli altri. È deprimente perché, siccome non si vuole ipotizzare paraculaggine, vien da pensare che Lei non sappia fare meglio di così, per cui prenda queste mie critiche amichevoli come un incoraggiamento a dire meno cazzate la prossima volta.

  7. cinziaopezzi

    “a Renzi gli è andata piuttosto dritta, finora. ”
    il problema era anche proprio che o si mette berlusconi al governo, sempre, o non si riesce a trovare nessuno che regga una legislatura intera. questo è considerato talmente negativo, da indurre molte persone a sostenere il governo, QUALSIVOGLIA perchè quanto menonon trascini il paese in elezioni continue, cambiamenti continui, congelamento di tutto nel periodo elettorale, massacro del dibattito democratico nel periodo elettorale per poi ritrovarsi a rimpasto avvenuto o rielezioni avvenute con berlusconi al governo oppure, di nuovo, con diritti disattesi che nessuno ha il coraggio di riconoscere, in mano di “di inaffidabili inadatti, manifesti incoerenti, turisti della responsabilità nei confronti del paese e della serietà istituzionale”, che finogono di rappresentare qualcosa o qualcuno mentre si fanno gli affari loro, ecc.
    non so quanta gente stia sostenendo il governo per questi motivi… gente che non ha votato renzi e addirittura gente che non ha votato il pd, magari-
    detto questo dovrei quindi essere contraria alla tua proposta, non lo sono perchè non sono in grado di valutarla

  8. Michelangelo

    Una nota per Raffaele Birlini: nessuno ha ritirato la legge in questione, la cui discussione verrà infatti ripresa da mercoledì prossimo. Inoltre il PD non ha paventato elezioni anticipate in funzione di un ipotetico stop di questa legge.
    Non lo so dove tu abbia trovato tali notizie, ma il semplice fatto di darle per vere ti rende poco credibile. Taccio sul resto per evitare polemiche inutili.

  9. Raffaele Birlini

    Una nota per Michelangelo senza cognome. Ritirata per una settimana, le sta bene o ha ancora qualcosa da precisare? Di elezioni anticipate parla anche Sofri, qua sopra, legga prima di aprire la bocca. Non mi dia del tu che non ci conosciamo, grazie, è un prendere confidenza degno di un troglodita al bar sport. Me ne frego di risultarle credibile commentando un post su internet, se non crede a quel che scrivo le è sufficiente informarsi altrove e troverà un sacco di fatti che le daranno altrettanto fastidio, sempre che non decida di abbeversarsi in via esclusiva alla sola fonte del suo Partito per sentirsi circondato da compagni ortodossi che la pensano esattamente come lei su ogni argomento, ovvero la pensano come la si deve pensare, come la pensano gli antropologicamente superiori, come è buono und giusto pensarla. E se vuole tacere sul resto non c’è bisogno di far sapere che tacerà sul resto come il nobile che si porti il fazzoletto profumato sotto al naso: taccia e basta.

  10. Julian B. Nortier

    Fai molta confusione.tu e,in quanto richiamato,Calabresi jr:
    infatti l’idea per cui la legge salta perchè la colpa è tutta di quegli inaffidabili del m5s non regge.Infatti se il pd non ha la caratura per andare avanti fino in fondo,spaccato anche al suo interno come una mela cotogna,non se la può prendere con i grillini,ma con sè stesso.
    Si dovrebbe avere il coraggio di dire,con un riso-manganamente-amaro che il pd è un partito neoberlusconiano o-se si preferisce,per la forma-conservatore.Si è ingenui o in malafede se non si comprende che la sollevazione ricattatoria del family day adinolfiano+le intransigenze bertoniane abbiano inciso:ma Renzi non può dirlo(è un pò come per l’Europa,dove fa la voce grossa ma pi si fa piccolo piccolo di fronte ai poteri finanziari,che lo appoggiano).
    Ma ciò che veramente è risibile-sempre S,Mangano docet- è voler introiettare la balla che tutti i giornali sono contro Renzi e idem per le tv.Infatti tolto Libero,Il fatto quotidiano e quel che resta dei tg di italia1 rete 4,il resto dell’informazione lecchina il toscano che è un piacere,compreso questo blog.Le recenti nomine rai lo confermano.
    Insomma,il Pd-e chi ha a cuore la creazione di una sinsitra vera-dovrebbe lasciare da parte i piagnistei antigrillini e fare mea culpa.Ma forse i tanti interessi in gioco non lo permettono.O,più facilmente,ha sempre ragione il capo.
    L’unica cosa corretta-che rende edotto il lettore “bambino”,perfino-è il riconoscere come M.R non sia stato eletto da nessuno,se non dalla cocciutaggine di Napolitano.
    Quindi,se una legge sulle Unioni Civili non ci sarà(o,peggio,se sarà fatiscente)domandiamoci se non sia una questione di volontà reale,non trinceriamoci verso i numeri e verso il vittimismo.
    Oggi chi vota Pd deve sapere che può considerarsi gauchista solo a patto di imbrogliare sè stesso.Ed anche questo è un modo di essere bambini,anzi:infanti.
    ps:io sono addirittura per il matrimonio gay,figuratevi un pò.

  11. Julian B. Nortier

    n.b:
    Naturalmente l’idea di un Renzi che va a elezioni spero si realizzi.E spero che le perda sonoramente.Ma ce lo vedete Renzi a perdere le elezioni con a capo delle tre reti Rai tre fervidi renziani(di cui una non competente)….
    Tra l’altro,se scegliesse questa opinabile strada dimostrerebbe-certo dei sondaggi,ma non dell’aria popolare,ahinoi-che punta solo al potere,Nella peggione tradzione peronista; a proposito di viaggi oziosi(reali,non mentali),

  12. Michelangelo

    Vedo che ho toccato dei nervi scoperti. Comunque, sig. Birlini, sì ho qualcosa da precisare, proprio per amore dei fatti.

    1) sul sito del Senato c’è scritto che mercoledì prossimo ci sarà il seguito della legge sulle unioni civili
    http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=17&id=00964984&part=doc_dc-ressten_rs-gentit_cdpdcdmivdced18e19f2016ec&parse=no
    spero di non dover spiegare come “seguito” non sia conciliabile con l’idea che la legge sia stata ritirata. Comunque sia, in nessuna parte del sito del Senato si dice che la legge sulle unioni civili sia stata ritirata. La invito a guardare da solo. Chiaramente il voto sugli emendamenti non è stato evitato, come da lei sostenuto, ma evidentemente solo rimandato. Spero sia chiaro che questa è solo una descrizione dei fatti, non una giustificazione di chi ha chiesto ed ottenuto di rimandare la discussione della legge.

    2) Lei dice bene: di elezioni anticipate ne parla Sofri. Io però non trovo riscontri per sostenere che ne abbia parlato anche qualcun altro, magari un politico del PD, in relazione alla legge sulle unioni civili. Quanto a Sofri, avendo letto bene il suo pezzo a me risulta chiaro che quello è un ragionamento del giornalista: “Per me […] la cosa da fare è invece un’altra: Matteo Renzi si dimette, preso atto dell’indisponibilità di parte del suo partito e dei suoi alleati a sostenerlo in una scelta che è concretamente e simbolicamente centrale nel progresso civile del paese.”. Quindi il suo ragionamento sul perché “non ha stralciato l’art. 5 facendo approvare tutto il resto della legge piuttosto che mettersi a parlare di elezioni anticipate” non mi sembra abbia basi reali, proprio perché non mi risulta che nessuno dei proponenti la legge (che quindi poteva chiedere di stralciare l’art. 5) ha parlato di elezioni anticipate.

    Le preciso una cosa: la sua opinione mi interessa perché molto diversa dalla mia. Per questo volevo evitare polemiche inutili, segnalandole solo che alcune premesse del suo ragionamento non trovano riscontro nei fatti reali. Se poi ne vuole tener conto e rifrasare quanto scritto per renderlo più fruibile anche agli altri, ovviamente non è affar mio.

    Detto questo, le auguro una buona giornata.

  13. Marco Mytwocents

    Dimentichi una cosa fondamentale che taglia la testa al toro:
    riforme ustituzionali, legge elettorale. Che è il nocciolo del suo mandato, tra l’altro.

    Ai tempi anche io mi domandavo se avesse fatto bene a forzare i tempi.
    Oggi che con l’Italicum e la fine del bicameralismo paritario andiamo finalmente verso un sistema maggioritario posso dire che avevo torto.
    Per fortuna.

  14. archi

    Nonostante Sofri mi stia molto simpatico e che sia spesso in sintonia con i suoi pensieri, non credo che un novello “non mi hanno lasciato lavorare” sia una campagna elettorale che spererei di vedere, non nei prossimi 2 o 3 decenni almeno. Sempreché abbia capito bene, s’intende.

  15. bobo

    c’è anche un’altra ipotesi secondo me, ovvero che tutto quello che sta facendo (o non facendo) il governo sia nei piani di Renzi e che quindi vada benissimo così in realtà. i numeri per la cirrinà ci sarebbero comunque, ma evidentemente il compromesso con l’Ncd di cui addossare la colpa al m5s è la soluzione migliore possibile per questo Pd.
    per farla breve: quello che vuole, Renzi lo ottiene, quello che non ottiene forse non lo vuole in realtà…

  16. atlantropa

    Narrazione parecchio pasticciata, imho; già tirare in ballo la propria ingenuità per giustificare un fallimento è in generale una pratica tremendamente patetica (come fece notare Zoff in una tutt’altro che celebre intervista, alla domanda “un suo difetto?” la risposta di prassi è una variazione sul tema di “sono troppo buono”); ma il punto vero è che in questa vicenda l’intelligenza e la lucidità del PD vanno di pari passo con (o forse sarebbe più corretto dire un passo indietro a) quelle che si concedono ai grillini. Nel senso: o i 5 stelle sono abbastanza abili e scaltri da aver messo nel sacco tutta l’intelligencija piddina, inclusa quella astutissima volpe di Renzi, nel qual caso stavolta vi hanno fregato, 1-0 e palla al centro; oppure sono manifestamente stupidi, cialtroni, incapaci, sciachimicari, sirenisti, chipsottopellisti e soprattutto opportunisti (gente che di fronte ad un possibile tornaconto politico non ci penserà due volte ad affossare il provvedimento meritorio), e allora la decisione di dipendere completamente da loro per l’approvazione della legge Cirinnà rivela la capacità di calcolo di ‘nu ciesso scassato [cit.].

  17. tanogasparazzo

    Ottimo post, che in realtà non invecchia. In questa giornata del festeggiamento per i due anni di vita, del Renzi Global-Trotter vissuta viaggiando non con mezzi di fortuna, (vedi aereo nuovo) Il suo modo di rappresentarsi al mondo che conta, la scia dello Spread basso, la sua faccia tosta, nel raccontare e/o, nel raccontarsi. Si Ri-trovava alla direzione del PD, tutto molto più piccolo, anzi affermava, per la prima volta, che al Senato non c’è maggioranza. Tutto gli si è ristretto, anche i vestiti, che indossa, scoprendo che il Re è nudo, sulle Unioni Civili. Semplice il problema, la negligenza e le bugie, sono due gemelli che fanno danni alla fine. In parte ha ragione quando si rivolge ai tecnocrati, dicendo che hanno fatto gravissimi danni, vedi esodati, riforma Fornero, inseguito rivolgendosi ai risparmiatori gabbati dalle Banche gestite da lobby famigliare, con questa battuta:” E’ il mercato bellezza ” Oggi con il senno del poi, il codista Bersani disse: abbiamo vinto ma non abbiamo la maggioranza. Ecco RI-partire da li, ree-inventandosi una forte alleanza con Alfano-Verdini, sarà il suo suicidio politico.

  18. archi

    Mi rimane davvero difficile pensare che per Renzi il successo della Cirinnà sia una questione di fornire diritti a chi sono negati. Molto più pragmaticamente ne valuta aspetti positivi ed aspetti negativi in funzione del suo successo d’immagine e quindi presumibilmente politico-elettorale.
    Mi rimane anche difficile comprendere tutto questo affanno nell’individuare in Renzi il salvatore della patria così come la sua rovina.
    In realtà, come ogni buon giocatore, Renzi ha pronto la mossa successiva per ogni piega potrebbe prendere questa vicenda, cercando di minimizzarne i danni e massimizzarne i profitti. Dopotutto in una democrazia rappresentativa ed elettiva il problema di saper come governare viaggia a braccetto con il problema di essere eletto per poterlo fare.
    Di Renzi non mi sta simpatico pressoché niente, ma non posso non riconoscere che il suo riportare la politica sul piano del compromesso (alla luce del sole) al posto della contrapposizione dura e de-legittimante della stagione politica precedente ha avuto indubbiamente aspetti positivi.
    Renzi sa benissimo che l’appuntamento con le urne non sarà rimandabile indefinitamente, secondo me sta solamente cercando di arrivare a quella data potendo vantare molte cose fatte (indipendentemente da quanto bene) invece di lamentare cose non fatte da addossare ad altri.
    Quindi la legge sulle unioni civili si farà, magari depotenziata e menomata, ma portare a termine una legge che si cerca di fare da decenni senza successo è qualcosa che fa comodo. Molto comodo.
    Possiamo discutere di tutto e di tutti, di forme e contenuti, ma “un lungo viaggio inizia con un piccolo passo” e di strada ne abbiamo veramente tanta da fare. Sarà bene iniziare alla svelta.

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