Diciannove canzoni degli anni Settanta, cantate da bambini tra i nove e i dodici anni, sempre in bilico tra il capolavoro avanguardistico e l’effetto nikkacosta. Vennero registrate venticinque anni fa da un giovane maestro di musica hippie nella palestra di una scuola canadese. I bambini suonano gli strumenti inventati da Carl Orff per loro e cantano in coro “Desperado”, “Space Oddity”, le canzoni dei Beach Boys e quelle dei Wings. Con ingenuità e consapevolezze loro, dando nuovi significati e mescolando dolcezze struggenti a brividi sinistri. Il disco artigianale è stato ritrovato tra le cose di un rigattiere e un produttore coraggioso ne ha fatto un cd, pubblicato lo scorso autunno in America. I media hanno spiegato il piccolo culto e le quarantamila copie vendute con la sindrome da vecchie cose rassicuranti post 11 settembre.