Comitati di indignazione permanente

Filippo Facci sul Giornale: “Giovanni Brusca ha ucciso Giovanni Falcone e ha sciolto nell’acido il piccolo Santino di Matteo. Giovanni Brusca ha confessato che «Ho torturato persone per farle parlare, ho strangolato sia chi rendeva la sua confessione sia chi restava muto, ho sciolto i corpi nell’acido, ho arrostito cadaveri sulle graticole, ho seppellito i resti scavando le fosse con delle scavatrici».

Giovanni Brusca è questo: e ora, all’indignazione seguita alla notizia che potrà rivedere la sua famiglia ogni due mesi, noi potremmo anche comodamente associarci: in fondo è gratis. Il problema irrisolto rimane un altro.

I più hanno parlato di indecenza, il Guardasigilli ha disposto un’ispezione al tribunale di sorveglianza, il presidente di un’associazione di vittime del terrorismo si è chiesto «a che serve essere cittadini onesti»; ebbene, nessuno che abbia detto chiaramente che cosa bisognava o bisognerebbe fare; nessuno che – anche in circostanza analoghe – abbia mai avuto il coraggio di una proposta concreta, del tipo: ci vuole una legge – retroattiva e ad hominem – per negare i benefici a persone che ci risultino moralmente più odiose di altre; oppure: vogliamo la pena di morte per chi ammazza i bambini; oppure: vogliamo cambiare la legislazione sui pentiti – ancora una volta – o vogliamo cambiarla solo per Brusca. Si prospettino soluzioni, si esca allo scoperto, ciascuno chiarisca con se stesso le eventuali conseguenze delle proprie proposte.

Altrimenti è facile.”

Il Giornale (via Giuda Maccablog)

Grandi battute