“Hai una macchina da scrivere?”

Ho visto Broken Flowers, di Jim Jarmusch. È fatto a forma di Lost in translation, nel senso che il film è interamente occupato da Bill Murray che fa la stessa parte (che era già la parte dell’irraggiungibile Ricomincio da Capo), ed ha lo stesso ritmo, se di ritmo si può parlare. Molti silenzi, molti sguardi nel vuoto, molte dissolvenze al nero.

Io, che non ero tra i molti cultori di Lost in translation, Broken Flowers l’ho trovato bello, nel suo piccolo. I critici, in giro, si dicono piuttosto entusiasti

Broken Flowers, Guardian, Roger Ebert, Independent, Entertainment Weekly, Boston Globe, New York Times

Non farti cadere le braccia