Poste

Ricevo:

“Basta, non se ne può più, a questo punto non ci vado a votare; io alla madrugada stavo all’ufficio postale di Petacciato con il kit(?) compilato e stavo contento che ero il terzo della lista, contento che riuscivo a mettere in regola Maddalena, ragazza rumena che m’aiuta ad rendere discreta la qualità della vita di mia madre, ottantunenne parkinsoniana, cardiopatica e tant’altro.

Bene, piccolo ufficio postale, direttrice e impiegate gentili, noi della fila tutti corretti e rispettosi, tutto bene fino alle 14,30. Inizia il primo della lista, il computer dell’ufficio s’imballa, non riconosce il lettore del codice a barre, sullo schermo una scritta: ERROR, la direttrice telefona al centro assistenza, l’impiegata allo sportello gentile e volenterosa, compila le raccomandate a mano e le timbra,mette la data e l’ora ma non i secondi, che pure pare facciano punteggio, qualcuno della fila va via.

Ora sento questi due idioti in tv, Berlusconi dice che si potevano presentare le domande su INTERNETTT ! e che solo 16.000 su 170.000 lo hanno fatto e gli altri fessi e non-informatici hanno preferito fare la fila alle poste oggi, tipo io; ignorante lui: quelle quote presentabili su internet dai patronati riguardavano le quote stagionali e quelle degli immigrati delle nazioni che stanno per entrare nella comunità europea.

Paracula e ignorante pure la risposta di Prodi. Del resto non m’impippa, scrivo questa squancassata mail e vado a dormire, sono stanco”

The fat man walking