Chi è nel giusto

Da qualche giorno corrispondo personalmente con premura con molti che muovono obiezioni alle cose che ho scritto sull’indulto. Tra le molte cose che sembrano sfuggire ai dubbiosi, c’è il fatto che le condizioni delle carceri di oggi impongono ai condannati pene accessorie disumane e fuori di diritto. Ovvero tolgono la comunità dalla posizione di ragione di fronte a un torto. La nostra pretesa di sostenere che chi è in carcere ci sta in base a regole e leggi chiare e definite, e che quindi non merita regali – ammesso che abbia senso – è molto più che annullata dal fatto che queste regole e leggi sono oggi sistematicamente violate nell’esecuzione della pena, La gran parte dei detenuti italiani sta nelle stesse condizioni di uno che abbia rubato una mela e sia stato condannato a vent’anni. E questo sputtana il nostro credito di ragioni nei confronti della loro sorte: fatte alcune proporzioni, è la stessa situazione di Abu Ghraib. E lo spiega oggi bene anche JimMomo (aggiungendo un’altra cosa che pare sfuggire: il problema non è costruire più carceri, il problema è mandare meno persone in galera).

Come diceva Thomas Friedman: “Noi siamo i buoni, vediamo di dimostrarlo”.

JimMomo