Ho letto con attenzione e concentrazione il pezzo sul Giornale di oggi che attacca Amato e la sua tesi per cui il disegno delle schede elettorali sarebbe previsto dal decreto del 2006 (come segnalato qui ieri). Volevo capire se al Giornale avessero capito qualcosa che mi era sfuggito.
La mia conclusione è che hanno capito delle cose, ma che non c’entrano niente. La possibilità di equivoco non è data tanto – come dice pretestuosamente l’articolo – dal numero dei simboli presenti su ciascuna riga, ma dal fatto che alcuni di quei simboli siano racchiusi in unico riquadro. E questo era previsto esattamente e inderogabilmente dal decreto del 2006: e infatti il Giornale non ne fa menzione, non potendolo negare
Il Giornale