Veltroni dunque è incastrato, fottuto, gabbato. Ha studiato per inventare una leadership e un partito che fossero il contrario della manovra di palazzo primo-repubblicana, in cui non è versato. Poi ha dimenticato nell’ordine le primarie, il sistema bipolare, la predicazione di un nuovo linguaggio politico, la costruzione di un partito nuovo modellato sulle istituzioni e la riforma di istituzioni troppo rigidamente modellate su partiti che non ci sono più: insomma ha dimenticato se stesso e il suo messaggio, la sua retorica e la sostanza della sua visione, reimmergendosi in una politica come professione partitica e parlamentare che non è il suo pane. E alla fine si è seriamente impicciato, con il contributo dell’alleato dipietrista che per lui è letale, nelle sue trame troppo leggere per contenere la rozza potenza della politica politicante.
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