Wikileaks ha vinto

È la cosa che si dice del terrorismo, no? Che il suo obiettivo – lo dice il nome – non sia la realizzazione di attentati, il numero di morti, il successo delle iniziative puntuali, ma la diffusione della paura, il radicamento della consapevolezza della propria esistenza. I terroristi vogliono far sapere che ci sono e che nessuno può sentirsi tranquillo perché possono colpire.
Il paragone si esaurisce ovviamente in questo aspetto – ci mancherebbe – ma per Wikileaks è uguale: non è pubblicare con successo scoop pazzeschi il suo fine, quello è il mezzo. Il fine è fare in modo che i governi, le istituzioni, i poteri, sappiano che non possono essere certi della segretezza delle loro scelte. Che capiscano che il tempo della riservatezza serena e garantita è finito: che niente di deprecabile o illecito potrà più essere fatto senza timore di essere scoperti.

E in questo Wikileaks ha vinto già, con un’escalation micidiale di risultati e copertura mediatica. Ancora a primavera scorsa nessuno – praticamente nessuno – sapeva neanche cosa fosse, né l’aveva mai sentita nominare. Avevano assestato dei colpi notevoli di rilievo nazionale negli Stati Uniti e in qualche altro paese, ma senza ancora una reale capacità di promuovere la strategia complessiva. Gli scoop avevano prevalso sugli scoopers.
Adesso è il contrario: in sei mesi Wikileaks è diventato un brand, un’idea che fa paura e suscita attese ed eccitazioni. Per molti giornali la sua fama supera la comprensione delle sue attività: lo scooper prevale sullo scoop. Se in questo prossimo rilascio non ci fosse niente di realmente sconvolgente – qualcuno lo ha detto già dei precedenti – i titoloni sarebbero comunque garantiti: “lo ha detto Wikileaks” diverrà una sorta di moderno “lo ha detto il telegiornale”.

E per essere più concreti, già all’annuncio del precedente rilascio e ancora di più per questo, le autorità americane sembrano molto nervose e stanno diffondendo allarmi in tutto il mondo (per l’eccitazione dei media e dei ministri italiani e del Burkina Faso): hanno paura. Che questo sia bene o no – le faccende sono sempre complicate – è in discussione: ma Wikileaks ha vinto.

Altre cose:

35 commenti su “Wikileaks ha vinto

  1. Raffaele Birlini

    Ma quando avrà finito il materiale ottenuto dal traditore americano tirerà fuori anche materiale di Russia, Cina e dittature varie dei 5 continenti, i cartelli dalla droga e le associazioni criminali diventeranno altrettanto consapevoli che, grazie al nostro eroe Wikileaks, “niente di deprecabile o illecito potrà più essere fatto senza timore di essere scoperti” o dovremo accontentarci di spulciare i rimborsi spese per i bunga bunga svedesi di Assange?

  2. andrea61

    Mi sa che al nostro eroe della trasparenza e della democrazia non frega nulla. A lui interessa solo fare lo squatter della rete. Sfasciamo i governi, azzeriamo la fiducia dei cittadini nella democrazia e poi mettiamoci comodi in poltrona in attesa che la Tyrell Corporation inizi finalmente ad occuparsi di noi tutti. Tanto il Dott. Tyrell sa benisismo che nessun file sui Nexus 6 finira’ mai sulla rete.

  3. Sauron

    Il paragone con Al Qaeda non calza molto, grazie al Cielo. Io lo paragonerei piuttosto ai teppisti che entrano nelle scuole e sfasciano tutto. Per far vedere che esistono.

  4. Marzio

    Assange, che assomiglia molto al comandante Straker della serie televisiva UFO, mi inquieta e non lo comprendo.

    Quale è lo scopo?

  5. mirkop82

    @Raffaele: c’è probabilità che il fenomeno si autoalimenti, soprattutto per emulazione (per ragioni di fama o di denaro, non saprei). Magari non sempre tramite Wikileaks, o forse sì… ma c’è questa possibilità.

  6. minimAL

    Nel mio piccolo, io vedo il tutto anche da un’altra prospettiva, magari forzata: che cioè certe cose ce le debba venire a dire un raccoglitore di soffiate invece di un giornalista con i controballoni, la dice lunga sui mass media “classici”.
    Insomma – forse forse forse – non esistendo più i giornalisti di una vola (sempre che siano mai esistiti), tanto vale affidarsi a Straker (come lo ha paragonato Marzio).
    Boh…
    Eppoi: ma chi se li andrà a leggere tutti quei documenti? Magari ci sarà una gara all’interpretazione di una parte, per poi essere sconfessati da chi avrà interpretato l’altra.
    Forse, restando nei telefilm, ci vuole qualcuno con la straordinaria memoria fotografica del tipo coi capelli lunghi di Criminal Minds…
    Salud,
    Alessandro

  7. jamesnach

    Per chi si domanda quale sia lo scopo, bè… mi sembra talmente evidente che quasi non varrebbe la pena ripeterlo, ma facciamo un ulteriore sforzo:
    “Il fine è fare in modo che i governi, le istituzioni, i poteri, sappiano che non possono essere certi della segretezza delle loro scelte. Che capiscano che il tempo della riservatezza serena e garantita è finito: che niente di deprecabile o illecito potrà più essere fatto senza timore di essere scoperti”.
    Assange non mi sta un granchè simpatico, ma Wikileaks è eccezionale.

  8. Ric

    Bah, un attrezzo sostanzialmente grillintravagliesco come Wikileaks genera entusiasmo su questo blog. Sorprendente.

  9. jamesnach

    @ Ric
    “un attrezzo sostanzialmente grillintravagliesco”

    Potevi aggiungerci “komunista”, già che c’eri.

    Molto poco sorprendente.

  10. francescorocchi

    La gente si ostina a giudicare gli atti della gente non per quello che sono, ma in base a giudizi che non sono neanche più ideologici: sono bonelliani (nel senso dei fumetti).

    Ci deve essere il buono e bello, il cattivo infingardo, le povere vittime.

    Assange non mi piace, Travaglio è antipatico? Allora dicono scemenze. Vagliare i fatti e i riscontri non sembra interessare a nessuno.

  11. ESC

    Anch’io sono sorpreso dalla benevolenza con cui Sofri, di solito attento a non farsi trascinare da una certa demagogia, guarda a Wikileaks. Di certo cose deprecabili e illecite vengono compiute con gli strumenti della segretezza e della non-pubblicità, e tuttavia questi strumenti sono *previsti* dagli ordinamenti e dalle diplomazie, sono *legittimi*. Se la trasparenza assoluta ci pare una strada praticabile, non vedo perché non riflettiamo direttamente allo smantellamento dei servizi segreti, piuttosto che lasciare la scelta all’arbitrio di Julian Assange e a quello dei suoi informatori. Già, perché il secondo problema è l’arbitrio, e in fin dei conti la natura sempre mafiosa delle fughe di documenti, e il modo in cui la retorica della trasparenza si presta naturalmente ai ricatti e a giochi forse più torbidi di quelli che svelano: un po’ come accade qui da noi con le intercettazioni. Davvero non riesco a vedere come quello di Wikileaks possa essere un mondo migliore, e riguardo al suo potenziale deterrente devo dire che non ci credo tanto.

  12. Marzio

    Davvero crediamo che rendere pubblici i retroscena che stanno dietro alle decisione politiche dei governi occidentali sia una priorità inderogabile?
    Paradossalmente risultano molto più vulnerabili alla divulgazione di queste informazioni le “democrazie” piuttosto che le dittature alla Kim Yong Il, per dire.
    Lo scopo è dunque questo?
    Ok, basta saperlo.

    Con un approccio di questo tipo, pure le discussioni riservate (e non verbalizzate) che sono alla base delle decisioni prese in un qualsiasi consiglio di classe di una qualsiasi scuola italiana potrebbero generare problemi.
    E di esempi così ce ne sono infiniti.

    W la balcanizzazione delle informazioni, dunque.

    Ciao

    Marzio

  13. valentina

    La segretezza è parte fondamentale del potere. Wikileaks sta minando questa segretezza. Senza segretezza, il potere (qualsiasi forma abbia) annaspa, per potersi affermare dovrà trovarsi altre strade. A me pare una buona notizia. E lo dico da giornalista.

  14. andrea61

    @valentina: l’alternativa al potere e’ l’anarchia.
    Il potere deve essere declinato nel miglior modo possibile e per questo ci siamo inventati la democrazia, ma pensare che distruggendo tutto si faccia il bene della gente mi fa venire i brividi. Voglio vedere come vivremo bene il giorno che nessuno sara’ piu’ in grado di avere fiducia in chi governa.

  15. valentina

    @andrea61 Il potere non è uno e trino. Non è un dogma, ma un concetto, o meglio una pratica. Non capisco l’equivalenza fra distruggere il segreto e distruggere la democrazia. Anzi.

  16. Raffaele Birlini

    @Hytok Una volta ho avuto uno scambio con Farina, mi pare, non posso memorizzare tutte le persone con cui avvengono contatti epistolari a unico o doppio senso, ma anche se fosse la cosa risalirebbe agli anni ’90. Spero di averti tolto il dubbio ma continuo a non capire perché c’è gente come te qui dentro che si interessa più a me che ai post di Sofri, voglio dire, ti do fastidio, cos’è che vuoi da me?

  17. Hytok

    @Raffaele Birlini: m’interesso a te? Ho risposto ad un tuo commento, forse per la prima volta, si chiama dibattito, prova a cercare il significato sul dizionario.

    PS: non m’importa se hai parlato con Farina, m’importa se sei d’accordo con lui, cosa che trapela dalle tue parole.

  18. Raffaele Birlini

    @Hytok Scusa se da ‘ma chi sei, l’agente Betulla?’ non ho capito che stavi utilizzando il mio commento per aprire un dibattito al fine di scoprire se io sono d’accordo con Farina. Cosa te ne frega se io sono d’accordo o no con Farina eppoi a cosa cappero ti riferisci in particolare? Ma tutti io li trovo? C’ho forse una calamita che attira i troll?

  19. spago

    ..tutti a pensare che la verità sia una cosa giusta e invece è la fine del mondo e noi non possiamo consentire la fine del mondo in nome di una cosa giusta, abbiamo un mandato noi, un mandato divino, bisogna amare così tanto Dio per capire quanto sia necessario il male per avere il bene, questo Dio lo sa e lo so anch’io. (E invece Wikileaks non lo sa)

    Scherzi a parte gettare carriolate di documenti segreti in pasto all’opinione pubblica può essere ben destabilizzante. Sicuramente è abbastanza irresponsabile. Bisognerebbe spiegarli questi documenti, bisognerebbe inserire le cose in un contesto, bisognerebbe dare anche gli strumenti per interpretarli. Sicuramente è anche potenzialmente una buona occasione, perchè i governi potrebbero essere obbligati a darci queste spiegazioni.. Non ci resta che attendere..

  20. Urlo

    Per fortuna che ho letto questi commenti altrimenti non avrei mai nemmeno intuito che la trasparenza delle azioni di coloro che governano può provocare la fine della democrazia.

    Certo che siete proprio degli intelligentoni e ne sapaete sempre una più del diavolo, voialtri.

  21. ESC

    Valentina: “La segretezza è parte fondamentale del potere”. Non so se sia davvero fondamentale ma se lo è ci tengo a ricordarti che lo stato democratico è “potere”, e che lo stato democratico si è dotato degli strumenti della segretezza per funzionare. E in quanto tali sono negoziabili, certo. Ma mi pare di capire che nella tua opinione, e in quella di sempre più persone, ci sia l’idea che lo stato in fin dei conti sia un nemico, un “potere” da indebolire… Ma per cosa? Se almeno ci fosse dietro una solida ideologia o un progetto lo capirei, ma mi pare che oramai la retorica dell’antipotere sia solo una vuota cantilena abbeverata di foucaultismi stantii, terribilmente dannosa.

  22. valentina

    @Esc lo stato democratico più che dalla segretezza è connotato dalla trasparenza. E non sto dalla parte di Assange per focaultismo, ma per giornalismo: se ho una cosa, la pubblico. Piaccia o no, la democrazia è anche ‘sta roba qua.

  23. francescorocchi

    Bellissime discussione filosofiche…potere, sicurezza, democrazia. Ma per piacere!

    Imparate a ragionare un po’, per cortesia.

    Chi è Assange? Un hacker indipendente. Che ottiene “segreti” grazie alla sua abilità di hackeraggio.

    Pensate veramente sia l’unico? Pensate che gli stessi “leaks” (“perdite”) che sfrutta lui non li conosca nessun altro?

    Le sue ragioni non le conosco, ma pensate veramente che governi e stati, e la loro “sicurezza” saranno messi in pericolo da informazioni accessibili agli hacker?

    Ma per piacere!!

    Eppure, se questi documenti aiutano noi, che non siamo mai messi a parte di una cippa di niente a capire qualcosa di più, ce li teniamo e amen.

    Senza fare, per cortesia, i pensosi difensori di una ragion di Stato di cui certo non siamo i beneficiari. E se questo non lo avete ancora capito, potete veramente credere ad ogni cosa vi raccontino i governi, anche quelli corrotti o inefficienti.

  24. Hytok

    @Raffaele Birlini: mi sembra evidente che non hai la lucidità mentale per discorrere serenamente, adieu.

  25. ESC

    Non so se sia corretto affermare che lo stato democratico è caratterizzato dalla trasparenza: si tratta di un’affermazione eccessivamente astratta, come tutte le altre che parlano di “potere”. Ma di certo non è “caratterizzata dalla trasparenza” (ad esempio) la diplomazia, né lo sono i servizi segreti: che, ribadisco, esistono di fatto e di diritto, fino a prova e decisione contraria. E poi mi pare molto ingenuo credere che Wikileaks garantisca la trasparenza, poiché ad oggi il suo potere è quello di decidere cosa rendere trasparente e cosa no. Io non per forza “credo ad ogni cosa mi racconti un governo” ma gli riconosco un minimo di legittimità sufficiente: se invece voi pensate che sia in atto (e vada portato alle estreme conseguenze) un conflitto tra gli stati e i popoli, tra il potere e la libertà, la menzogna e la verità, ebbene io credo che abbiate della democrazia un concetto un po’ vago: però simpatico, dai.

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  27. Raffaele Birlini

    @Hytok Fai una bella cosa la prossima volta: prendi l’evidente lucidità mentale e ficcatela serenamente su per un monologo senza tirarmi in ballo, così siam più contenti tutti e due.

  28. valentina

    @esc chiamala glasnost se preferisci. nelle dittature c’è il segreto e basta, in democrazia oltre al segreto c’è la possibilità che qualcuno pubblichi i tuoi segreti. fa parte del pacchetto. poi ovviamente assange non garantisce né trasparenza né altro perché fa un altro mestiere, al massimo può garantire sulla veridicità di quel che pubblica. sul resto non ti rispondo, dato che non rispondo mai a chi mi dà del voi.

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  30. arkitettokattivo

    @Raffaele Birlini
    Siamo daccordo sulla necessità di smascherare anche le dittature Cinesi e >Russe, ma se mi consenti gli Usa hanno una ditatura leggermente più estesa, a scala globale direi!

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