Tutte le analisi sono parziali e sommarie, e anche questa. Solo un pezzetto della storia, solo un punto da cui guardarla. Ma se partiamo dalle somiglianze tra il voto greco e quello italiano – che ci sono, in gran parte delle motivazioni e delle scelte, insieme a mille ovvie differenze – una delle differenze più sensibili è che qui tra i puniti manca uno dei grossi partiti che sostengono il governo dei tagli e dell’austerità: ovvero il PD. E questo è forse il criterio maggiore con cui considerare quello del PD un successo, e rispettare una volta ancora – malgrado tutte le sue immobilità e spaesamenti – la solidità della sua forza. L’unico partito che non tracolla mai. Che forse è anche il maggior limite alla sua evoluzione, ma quella è storia di domani. Oggi se la sono cavata bene.
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Non so, sarò un ingenuo ottimista, ma io continuo a pensare che il PD possa contribuire a migliorare la situazione politica italiana, e che Bersani sia una persona seria, espressa da un partito complessivamente serio, soprattutto dopo che (anche grazie a Lusi), Rutelli è stato definitivamente estromesso.
Vinceremo?
Noi Italiani, con il PD, intendo…
Pingback: Links for 07/05/2012 | Giordani.org
Come gli altri partiti, il PD non scende più in piazza, ha il suo tesoretto e la sua casta da difendere. A differenza degli sconfitti di questa tornata, Bersani riesce ancora a dialogare col paese e a restare calato nella realtà dei fatti. La Finocchiaro ha saggiamente preso atto dell’ascesa del M5S come nuova realtà politica con cui confrontarsi nel futuro. Bisogna confrontarsi col nuovo per continuare a sopravvivere.
Pingback: » Il problema non è la caduta, e l’atterraggio Sochus
vero. un successo non da poco che dimostra come il cambiamento in questo paese prescindendo dal PD (o criticandolo a prescindere) è un’effimera illusione.
Pingback: La tenuta | [ciwati]
Il PD regge non solo perché è un partito strutturato ma soprattutto perché ha dietro la parte meno gaglioffa e più ragionevole dell’elettorato quella parte degli italiani che tiene insieme questo disgraziato paese, che va sempre a votare e che ha ancora la speranza che questo paese in qualche modo si possa salvare, il centro destra perde perché il suo elettorato si è in gran parte astenuto non ritrovandosi nell’atteggiamento più “ragionevole” e di basso profilo di Alfano e Maroni, il proprio riferimento perduto era il “burlesque” di Berlusconi e Bossi.
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